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Multe: sono deducibili dal reddito d’impresa?

11 novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 novembre 2017



Dedurre le multe prese dai conducenti di automezzi aziendali dal reddito d’impresa: furbata o scelta oculata?

Spese deducibili

La deduzione comporta una riduzione del reddito imponibile, ossia del valore monetario sul quale, attraverso l’applicazione di un’aliquota variabile caso per caso, viene calcolata l’imposta da pagare (per esempio l’Irpef).

Dunque, se il tuo reddito imponibile è pari a € 20.000 si applicherà l’aliquota Irpef del 27%, relativa allo scaglione di reddito compreso tra € 15.001 ed € 28.000.

In assenza di deduzioni l’aliquota sarà calcolata sull’intero imponibile di € 20.000, per cui l’imposta da pagare risulterà dalla seguente operazione: € 20.000 x 27/100 = € 5.400.

Invece, se c’è la possibilità di scaricare in deduzione una spesa sostenuta pari a € 2.000, tale importo andrà sottratto al reddito imponibile di € 20.000, che così diverrà € 18.000.

Ripetendo l’operazione eseguita in precedenza per calcolare l’Irpef si avrà € 18.000 x 27/100 = € 4.860, con una riduzione dell’imposta versata nella misura di € 540.

Le spese deducibili sono dunque un importante strumento per pagare, in maniera legale, meno imposte e ciò vale sia per i privati e sia per le imprese (anche se le tipologie di spese deducibili per gli uni e per le altre non coincidono perfettamente).

Deducibilità delle multe

Rispondere alla domanda se le multe possono essere portate in detrazione dal reddito d’impresa non è semplice, poiché, da un lato, la legge italiana non è molto chiara su questo punto, dall’altro, le sentenze dei nostri giudici non vanno sempre nella stessa direzione.

Tuttavia, è possibile orientarsi e capire come comportarsi in occasione della dichiarazione dei redditi.

Prima di tutto bisogna sapere che le spese sostenute dall’impresa sono deducibili dal reddito da questa prodotto se risultano strettamente connesse all’attività aziendale (cosiddetto “principio dell’inerenza”). Si pensi, per esempio, al canone pagato per l’affitto dell’ufficio oppure al costo sostenuto per l’acquisto della benzina per l’auto aziendale, ecc..

A questo punto è necessario chiedersi se il principio dell’inerenza è applicabile anche alle multe, con la conseguente loro deducibilità.

La legge non prevede nulla in proposito.

Dal canto proprio, l’amministrazione finanziaria si è sempre espressa per la indeducibilità delle sanzioni amministrative in genere – dunque anche delle multe – in quanto, se fosse possibile dedurre gli importi di sanzioni che puniscono comportamenti contrari alla legge, la loro funzione sanzionatoria verrebbe indebolita [1].

Questo principio trova conferma anche in alcune sentenze della Corte di cassazione [2].

Ma non mancano posizioni differenti da quella appena descritta, sia pure minoritarie. In particolare, in alcune sentenze si fa notare che, da un lato, non è sempre vero che le sanzioni siano indeducibili (la stessa amministrazione finanziaria ha infatti ammesso la deducibilità, per esempio, delle sanzioni civili); dall’altro, ritenere indeducibili le sanzioni amministrative vuol dire colpire due volte il contribuente: prima costringendolo a pagare la sanzione, poi calcolando nel reddito complessivo – proprio attraverso il meccanismo della indeducibilità – anche l’importo corrispondente alla medesima sanzione [3].

A questo punto, il consiglio che si può dare al contribuente – almeno con riferimento alle multe – è quello di non tentare l’azzardo di considerarle deducibili, per non esporsi a un probabile contenzioso con l’Agenzia delle entrate e dunque a ulteriori spese.

note

[1] Circolare del ministero delle Finanze del 17 maggio 2000, n. 98/E.

[2] Vedi, tra le altre, Cassazione, sent. n. 7071 del 29.5.2000.

[3] Commissione tributaria provinciale di Milano, sent. n. 370 del 4.4.2001.


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