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Lo sai che? Società estinta: chi può impugnare l’avviso di accertamento

Lo sai che? Pubblicato il 16 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 ottobre 2017

Avviso di accertamento per debiti della società estinta: l’ex legale rappresentante può impugnare solo in qualità di socio.

La cancellazione dal registro delle imprese estingue la società ma non i debiti pregressi, i quali si trasmettono ai soci nella misura prevista dal regime patrimoniale proprio della società stessa (per esempio s.a.s. o s.r.l.) e, quindi, nei limiti di quanto riscosso in sede di liquidazione o illimitatamente, a seconda del regime giuridico dei debiti sociali.

L’estinzione della società non determina l’estinzione dei debiti insoddisfatti nei confronti dei terzi, verificandosi un fenomeno di tipo successorio sui generis, in forza del quale i rapporti obbligatori facenti capo all’ente non si estinguono ma si trasferiscono ai soci. Questi ultimi possono essere chiamati a risponderne in quanto tali, ma secondo le ordinarie regole di legittimazione attiva e passiva, e senza il litisconsorzio necessario con la società, ove questa sia già estinta.

Avviso di accertamento società estinta: chi può impugnarlo

La sopravvivenza dei debiti, anche di natura fiscale, comporta la possibilità che i soci vengano raggiunti da avvisi di accertamento anche a distanza di anni dall’estinzione della società. Gli avvisi possono essere impugnati dinanzi al giudice tributario ma bisogna prestare attenzione ai soggetti legittimati all’impugnazione. La legittimazione spetta soltanto ai soci in quanto tali e mai all’ex liquidatore o ex legale rappresentante in nome della società estinta.

La Cassazione, con una recentissima pronuncia [1], ha infatti chiarito che deve dichiararsi improcedibile, anche d’ufficio, il ricorso presentato dal legale rappresentante o liquidatore della società estinta in quanto questi rappresenterebbe un soggetto ormai non più esistente sul piano giuridico e quindi privo di capacità processuale.

La cancellazione dal registro delle imprese, con estinzione della società prima della notifica dell’avviso di accertamento e dell’instaurazione del giudizio di primo grado, determina il difetto della sua capacità processuale e il difetto di legittimazione a rappresentarla dell’ex liquidatore. Tale difetto comporta l’improponibilità dell’azione e l’inesistenza del ricorso proposto da un soggetto estinto.

Questo orientamento è stato di recente ribadito anche con specifico riguardo alle società di persone (nella specie una s.n.c.), sul rilievo che l’ex legale rappresentante della società estinta non può avere legittimazione processuale, a meno che non agisca in quanto socio e quindi successore della società.

Dunque il ricorso presentato da Tizio “in qualità di ex liquidatore o ex legale rappresentante della società estinta” è improcedibile per carenza di legittimazione passiva. Il ricorso presentato da Tizio “in qualità di ex socio della società estinta” è invece ammissibile dato che il socio è soggetto distinto rispetto alla società ormai cancellata, dalla quale ha “ereditato” il debito.

note

[1] Cass. ord. n. 23625 del 9.10.2017.


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