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Lo sai che? Cartella di pagamento senza notifica

Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2017

Cartella esattoriale senza comunicazione: l’Agenzia Entrate Riscossione deve dimostrare la notifica della cartella producendo la relata o l’avviso di ricevimento della raccomandata.

La cartella esattoriale ha effetti e mette in mora il debitore, assegnandogli 60 giorni di tempo per pagare, solo a condizione che sia portata a sua conoscenza nell’indirizzo di residenza “ufficiale” o in qualsiasi altro posto questi vive. Pertanto la cartella di pagamento senza notifica è assolutamente nulla. Ma chi impugna la cartella per un vizio di notifica non fa altro che ammettere di averne avuto conoscenza e, quindi, vedrà respingere il proprio ricorso. Ma allora cosa bisogna fare per tutelarsi e come verificare se  una cartella di pagamento è stata davvero notificata? In questo articolo cercheremo di fornirti le istruzioni base per difendersi dalla cartella esattoriale senza comunicazione.

Come verificare se una cartella di pagamento è stata notificata?

Se hai il dubbio che una cartella di pagamento ti sia stata notificata, la prima cosa che devi fare è andare all’Agenzia Entrate Riscossione e chiedere un estratto di ruolo. Lo puoi fare anche in via telematica, tramite il computer di casa, accedendo al portare dell’Ente di riscossione. Nell’estratto di ruolo ti verranno elencate tutte le cartelle che, a detta dell’esattore, ti sono state consegnate. Il fatto però che su tale documento sia indicata la data di notifica non significa necessariamente che la consegna sia andata a buon fine. Essa potrebbe infatti essere viziata: si pensi al caso della cartella portata al vecchio indirizzo o consegnata a un soggetto non legittimato al ritiro.

Pertanto, il secondo passo da fare per verificare se la cartella di pagamento è stata notificata è presentare, sempre all’Agenzia Entrate Riscossione (personalmente o con richiesta tramite posta elettronica certificata) una domanda di «accesso agli atti amministrativi»; in essa bisognerà specificare il numero della cartella di cui si vuole avere contezza. In particolare l’istanza dovrà richiedere di visionare, in originale, tutta la documentazione che comprova il processo di notifica dell’atto. Pertanto, se la cartella è stata notificata a mani dal messo notificatore, si potrà visionare la «relazione di notifica» redatta da quest’ultimo; se invece la cartella è stata notificata tramite posta, si potrà visionare l’avviso di ricevimento compilato in ogni sua parte e firmato dal destinatario.

Che fare se Agenzia Entrate Riscossione non mi fa vedere le carte?

Se l’Agente della riscossione non esibisce i documenti richiesti dal cittadino si può fare ricorso al Tar entro 30 giorni. In questo modo, però, si apre un secondo giudizio, propedeutico al primo relativo all’annullamento della cartella per difetto di notifica. Non tutti però potrebbero essere disposti ad aprire una “causa nella causa”. In questi casi si potrebbe ugualmente tentare direttamente la carta del ricorso contro la cartella sostenendo di non averne mai ricevuto la notifica e producendo al giudice l’istanza di accesso rimasta inevasa. Sarà l’esattore a dover dimostrare il contrario nel corso della causa, producendo i documenti che dimostrano la notifica; se dovesse farlo, il fatto che il contribuente non ha ricevuto riscontro alla richiesta di accesso agli atti potrebbe sollevarlo dall’onere di pagare le spese processuali.

Come deve essere una notifica per considerarsi valida?

Per considerarsi valida, la notifica può essere eseguita in tre diversi modi:

  • per raccomandata a.r.: in tal caso, la consegna è curata dal postino ed è dimostrata dall’avviso di ricevimento;
  • per posta elettronica certificata (Pec): in tal caso, la notifica è valida solo se il contribuente rientra tra quei soggetti (imprese e professionisti) tenuti ad avere una Pec per legge;
  • per consegna a mani: in tal caso la notifica è curata dal messo notificatore del Comune il quale compila la cosiddetta relazione di notifica o «relata di notifica» .

Nel caso della cartella notificata tramite raccomandata a.r., affinché la notifica si consideri valida è necessario che l’esattore abbia conservato l’originale dell’avviso di ricevimento in modo da esibirlo al cittadino che ne faccia richiesta o al giudice – in caso di impugnazione della cartella per omessa notifica – al fine di dimostrare l’avvenuta consegna della busta. Sebbene l’istanza di accesso agli atti può essere presentata solo entro 5 anni (oltre i quali l’esattore non è più tenuto a esibire le ricevute) non c’è un termine massimo oltre il quale gli originali possono essere cestinati; pertanto l’esattore deve essere sempre pronto a esibire le cartoline o le regate di notifica in originale.

Nel caso di cartella notificata a mani, è necessario che vi sia la relata di notifica in originale, la quale deve essere alla fine della cartella (mai sull’intestazione) e debitamente firmata dall’ufficiale giudiziario, con la descrizione delle operazioni da questi eseguite.

Dove deve avvenire la notifica per essere valida?

La notifica è valida solo se avvenuta nell’indirizzo di residenza del contribuente. Tuttavia è considerata valida la notifica avvenuta in qualsiasi altro luogo a condizione che il contribuente l’abbia effettivamente ricevuta. Tanto per fare un esempio, se il postino incontra il destinatario per strada e, riconoscendolo, gli fa firmare la raccomandata, la notifica è valida. Se il postino, per errore, si reca al vecchio indirizzo di residenza del contribuente dove vivono ancora i suoi genitori, e trovandolo per pura coincidenza gli consegna la busta, la notifica è ugualmente valida. Se però la raccomandata viene fatta firmare ad un’altra persona, la notifica non è più valida.

Che succede se non ero a casa quando è arrivato il postino

La cartella notificata a casa quando il contribuente è momentaneamente assente viene poi lasciata in Comune o all’ufficio postale. Tuttavia, in questi casi, la notifica deve seguire regole speciali. In particolare il postino o il messo notificatore deve lasciare, nella cassetta delle lettere del destinatario, un avviso con cui gli comunica di essere passato; poi gli deve spedire una seconda raccomandata (cosiddetta «raccomandata informativa» o Can, ossia «comunicazione di avvenuto deposito») con cui gli comunica di aver depositato la cartella esattoriale al Comune o all’ufficio postale. Lì resterà 30 giorni, oltre i quali la notifica si considererà perfezionata anche se nessuno va a ritirare il plico. In questi casi l’esattore deve conservare anche gli originali della seconda raccomandata per dimostrare che il destinatario è stato avvisato del deposito; se non si trovano le prove della seconda raccomandata informativa, la notifica è nulla.

Che succede se qualcuno ha ritirato al posto mio la cartella

La legge consente al postino o al messo notificatore di consegnare la cartella, in assenza del destinatario, a una delle seguenti persone nell’ordine così indicato:

  • familiare convivente purché maggiore di 14 anni e non incapace;
  • persona addetta alla casa (ad esempio la domestica) o all’ufficio (ad esempio la segretaria);
  • il portiere dello stabile.

In tutti questi casi, una volta consegnata la cartella, al destinatario non viene inviata alcuna raccomandata informativa (che, invece, per gli atti giudiziari è obbligatoria) con cui lo si avvisa che la busta è stata consegnata nelle mani di un’altra persona. Questo è un buco dell’attuale normativa. Con la conseguenza che, ad esempio, se la cartella viene consegnata alla anziana madre convivente che ha un vuoto di memoria e non la restituisce all’effettivo destinatario, questi non potrà giustificarsi del decorso dei termini per fare ricorso.

Come impugnare la cartella non notificata?

Sono svariati i modi in cui si può venire a conoscenza di una cartella non notificata oppure notificata in modo non corretto: o perché si subisce un pignoramento, o perché si riceve un sollecito di pagamento (cosiddetta «intimazione di pagamento»), o perché viene notificato un preavviso di fermo auto o di ipoteca, o perché si chiede un estratto di ruolo all’Agente della riscossione e lì risultano cartelle mai ricevute, o perché la cartella viene consegnata a persona diversa da quelle legittimate (ad esempio un vicino di casa) e questa la restituisce al destinatario. In tutti questi casi è sempre possibile impugnare la cartella non notificata ma bisogna stare attenti a ciò che si dice nel ricorso. Se infatti si ammette di aver ricevuto la cartella, il ricorso viene rigettato anche se la notifica è avvenuta in modo illegittimo; prevale il fatto che l’atto sia stato consegnato e quindi che la notifica ha raggiunto il suo scopo, a prescindere dalle modalità. Facciamo un esempio. Il postino arriva a casa del destinatario, ma non trovando nessuno la consegna al dirimpettaio che l’accetta per conto dell’amico; in tal caso la notifica è nulla, ma se il contribuente impugnasse la cartella dimostrerebbe di averne avuto conoscenza e quindi il suo ricorso sarebbe rigettato. Egli allora dovrebbe attendere il successivo atto dell’Esattore (ad esempio un pignoramento o un preavviso di ipoteca) e, solo in quella sede, far rilevare di non aver mai ricevuto la cartella di pagamento.

Se invece il contribuente viene a conoscenza della cartella di pagamento non notificata tramite un pignoramento o un preavviso di fermo o ipoteca, può impugnare quest’ultimo atto per «difetto di notifica dell’atto presupposto» (ossia della cartella). In tal caso il ricorso gli verrà accolto e gli atti esecutivi o cautelari eventualmente già compiuto dall’esattore saranno annullati.

Infine il contribuente potrebbe venire a conoscenza della cartella di pagamento non notificata tramite un estratto di ruolo che ha chiesto allo sportello o tramite computer per conoscere la propria situazione debitoria. Se in tale frangente scopre che, nell’elenco delle cartelle, ve ne sono alcune a lui mai consegnate, può impugnarle ma entro 60 giorni dal ricevimento dell’estratto di ruolo.


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