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News Pensioni, slitta al 2018 l’Ape volontario

News Pubblicato il 11 ottobre 2017

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> News Pubblicato il 11 ottobre 2017

Ancora fermo il decreto che renderà operativo l’anticipo pensionistico volontario: gli assegni saranno liquidati non prima del 2018.

Deve pazientare ancora chi vuole uscire subito dal lavoro con l’Ape, cioè con l’anticipo pensionistico che si può richiedere dai 63 anni di età: anche se la Corte dei Conti dovesse dare subito il via libera al decreto attuativo sull’Ape volontario, difatti, mancherebbero i tempi tecnici per ricevere l’assegno entro il 2017.

Una volta approvato il decreto Ape, difatti, devono essere firmati gli accordi quadro con le banche e le assicurazioni per fissare le condizioni del prestito pensionistico, dopodiché l’Inps deve emanare la circolare con le istruzioni per richiedere l’Ape e per la liquidazione del prestito, circolare che deve ricevere il via libera dal ministero del Lavoro. Attivato il servizio online nel portale dell’Inps per richiedere l’anticipo pensionistico, l’istituto avrà 60 giorni per rispondere: considerate queste tempistiche, è praticamente impossibile riuscire a ricevere l’Ape entro il 2017.

In ogni caso, chi ha maturato i requisiti per l’Ape precedentemente al 1° maggio 2017 ha diritto agli arretrati, se richiederà l’anticipo entro 6 mesi dall’entrata in vigore del decreto: questo ulteriore beneficio, che farà sicuramente gola ai lavoratori aventi diritto all’anticipo, è specificato all’interno del decreto stesso.

Tuttavia, non bisogna dimenticare che l’Ape ha anche degli svantaggi, cioè le penalizzazioni sulla futura pensione: dato che la prestazione è riconosciuta grazie a un finanziamento bancario, più questo è elevato, maggiore è l’importo che il pensionato deve restituire alla banca. Ottenere una somma cospicua grazie agli arretrati, dunque, può rivelarsi un’arma a doppio taglio, perché causa un maggior taglio della pensione.

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona l’Ape volontario, per capire in che modo l’anticipo pensionistico incide sul futuro trattamento di pensione.

Che cos’è l’Ape volontario

L’Ape, sigla che sa per anticipo pensionistico, è una prestazione, da non confondere con la pensione anticipata, che accompagna il lavoratore dai 63 anni di età (o dal momento in cui richiede il trattamento) sino all’età pensionabile (cioè all’età in cui si può ottenere la pensione di vecchiaia).

In pratica, con l’Ape il lavoratore può ricevere un assegno, a partire dai 63 anni di età, se possiede almeno 20 anni di contributi, sino alla data di maturazione della pensione di vecchiaia. Considerando che l’età per la pensione di vecchiaia, attualmente, è pari a 66 anni e 7 mesi, l’anticipo massimo possibile è pari a 3 anni e 7 mesi.

La prestazione, come già esposto, è ottenuta grazie a un prestito bancario, che deve essere restituito in 20 anni, una volta maturata la pensione.

L’anticipo minimo deve essere pari a 6 mesi e la futura pensione, al netto della ritenuta Ape, non deve essere inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo (circa 702 euro).

Chi ha diritto all’Ape volontario

Non tutti i lavoratori possono ottenere l’Ape, ma soltanto gli iscritti a una delle gestioni previdenziali Inps, come il fondo pensione Lavoratori dipendenti, la gestione Separata, la gestione Artigiani e Commercianti, l’ex Inpdap: il trattamento non è invece previsto per gli iscritti alle casse dei liberi professionisti, perchè a gestire l’intera procedura è l’Inps, che interagisce con la banca convenzionata scelta per l’erogazione del prestito.

Ammontare dell’Ape volontaria e del taglio della pensione

Per capire a quanto ammontano, nel dettaglio, i costi che l’Ape comporta, va innanzitutto chiarito che a pesare sulla pensione futura non è soltanto la restituzione del prestito, ma anche l’assicurazione obbligatoria per il rischio di premorienza (cioè per il rischio che il pensionato muoia prima di restituire l’intero prestito), assieme al contributo sul fondo di solidarietà.

Le stime relative ai costi dell’Ape volontaria dipendono sia dall’ammontare dell’anticipo richiesto (che può andare dal 90% al 75% della futura pensione), sia dalla durata dell’anticipo stesso.

Nel dettaglio, l’anticipo pensionistico dovrebbe costare al pensionato, per ogni anno di prestazione, una rata sulla pensione netta futura che dovrebbe aggirarsi intorno al 4,6% medio; il valore netto della penalizzazione, però, sarà inferiore grazie a un credito d’imposta che può arrivare fino al 50% dell’interesse sul finanziamento e sul premio. Il Taeg (tasso annuo effettivo globale) ipotizzato per il prestito Ape è pari al 3,2 %: le stime, però, saranno certe e definitive solo alla stipula degli accordi quadro con banche e assicurazioni.

Domanda di Ape volontaria

Per ottenere l’Ape volontaria l’interessato dovrà in primo luogo chiedere all’Inps la certificazione del diritto all’Ape e, in seguito, presentare all’istituto la domanda di pensione di vecchiaia, da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge.

Il servizio online per l’inoltro della domanda, che si troverà all’interno del portale web dell’Inps, verrà rilasciato, come anticipato, dopo l’entrata in vigore del decreto attuativo.

La domanda di Ape e quella di pensione non saranno revocabili, salvo il diritto di recesso, che si dovrà esercitare nei termini previsti dalla legge in materia creditizia e bancaria e dal codice del consumo. Nella domanda il richiedente dovrà indicare sia la banca cui richiedere il prestito sia l’assicurazione alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza.

Una volta inviata la domanda di certificazione del diritto, l’Inps verificherà il possesso dei requisiti di legge, certificherà il diritto all’Ape e comunicherà al richiedente l’importo minimo e massimo del prestito ottenibile. A questo punto, la banca dovrà trasmettere all’Inps il contratto di prestito o l’eventuale comunicazione di rifiuto dello stesso. In quest’ultimo caso la domanda di pensione decadrà e sarà priva di effetti.

In caso di concessione del prestito, dal momento in cui il contratto è reso disponibile online al richiedente decorrono i termini di 14 giorni per esercitare il diritto di recesso. In caso di recesso la domanda di pensione decade ed è priva di effetti.


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8 Commenti

  1. E’DEPLOREVOE E OFFENSIVO CHE SLITTI SEMPRE PIU’ IL TEMPO PER FARE RICHIESTA DI APE VOLONTARIA, ANCHE PER L’IPOTESI REALE DI INNALZAMENTO DELL’ETA’ PENSIONABILE A 67 ANNI…
    MI VERGOGNO DI ESSERE UN CITTADINO ITALIANO TRATTATO COSI’ DOPO 42 ANNI DI CONTRIBUTI INTERAM. VERSATI – TRANNE 14 MESI DI MILITARE – E CON L’ETA’ DI 65 ANNI A NOVEMBRE FUTURO.
    SI VERGOGNINO I NOSTRI POLITICI E NON VENGANO PIU’ A CHIEDERE VOTI A ME E ALTRI TRATTATI PEGGIO.

    1. veramente scandaloso, e poi tutti quei paletti (protesti, etc) ma non e’ comunque un prestito ‘ONEROSO’ garantito dall INPS ? bah
      bla…bla…blaa come sempre

  2. Già il fatto che io debba pagare il diritto di andare in pensione dopo una vita di lavoro e versamenti è quanto di più bieco e iniquo ci si possa attendere dallo stato…. il disinteresse poi mostrato da questa onorata casta di onorevoli verso la classe dei più deboli per altro già traditi dalla signora Fornero e compagni vari rende traumatica una situazione già drammaticamente insostenibile. Vergogna. Vergogna e infamia. Altro che legge elettorale…

  3. Sono nato il 04 febbraio 1952, la mia data di uscita dal lavoro è al 30 settembre 2018, vorrei utilizzare l’APE volontaria almeno per il minimo consentito, 6 mesi .
    Penso che, con la ripugnante e vergognosa lentezza da parte di tutti i soggetti interessati, oltre al danno della cosiddetta legge fornero, ci sarà la beffa di non poter utilizzare neanche questa bella truffa detta APE volontaria

    Cordiali Saluti
    F.to: Chiamarmi arrabbiato è poco

  4. Lascio non un commento ma un lamento…….è una vergogna veniamo presi in giro giorno per giorno con promesse che poi non vengono mai mantenute….per i loro interessi fanno tutto in 24 ore ……noi siamo stati presi in giro dal 1 maggio 2017 e siamo ancora in alto mare ….basta parole vogliamo i fatti …….se fossi nei vostri panni guardandomi allo specchio mi vergognerei come un cane ma a Voi non fa né caldo né freddo siete Egoisti,Inaffidabili e non dico altro non vorrei scendere sul vostro piano………..Se ci riuscite VERGOGNATEVI

  5. si è fatta una legge per far guadagnare ancora qualcosa alle banche …

    ed è assurdo ….

    ciò nonostante si è firmato un decreto attuativo senza stabilire a priori quanto sarebbe il tasso d’interesse voluto dalle banche …

    si firma un decreto pensando che le assicurazioni possano coprire la premorienza …

    chi volesse aderire a questa legge assurda comincerebbe a pagare a 67 ani ed esaurirebbe il debito a 87 anni …

    la vita media degli uomini (dati ISTAT alla mano) è di 79,3 anni …

    solo l’assicurazione “FANTOZZI” stipulerebbe una polizza, già sapendo che il suo assicurato morirebbe sicuramente 7, 9 mesi prima della scadenza (87 – 79,3);

    ergo l’APE VOLONTARIA non è una legge pasticciata (come ormai tante altre !!) ….. è solo ed esclusivamente una vera e propria PAGLIACCIATA …..

    se veramente il nostro governo volesse porre termine a questa PANTOMIMA, dovrebbe revocare tutto … e dire TORNIAMO AL VECCHIO METODO, ovvero al metodo … …. caro lavoratore, te ne vuoi andare prima ? allora, guarda che ti spetta una pensione minore del 2%, del 3 %, del 4 % etc etc ….
    senza tanti arzigogoli etc etc …

    ma questa soluzione è solo una pia illusione … anche perchè a questa pagliacciata aderiscono in primis ( pur facendo tanto rumore !) i nostri cari sindacati … nessuno escluso !!!!!

  6. AGGIORNAMENTO DEL PRECEDENTE COMMENTO DEL 13/10

    in data 24/10 sono stati pubblicati dall’ISTAT gli ultimi dati statistici sull’aspettativa di vita …..

    ed i mass media hanno già decretato che il governo (a meno delle imminenti elezioni politiche) quasi certamente innalzerà l’età pensionabile a 67 anni, sia per le donne che per gli uomini !!!!

    leggiamo i dati ISTAT :
    l’aspettativa di vita a 65 anni sarà di 19,1 anni per gli uomini e di 22,3 anni per le donne;

    quindi secondo l’ISTAT gli uomini moriranno a 84,1 anni e le donne a 87,3 ! ! !

    ergo, poiché con la pantomima dell’APE il prestito concesso dalle banche dovrà cominciarsi a pagare dal compimento del 67° anno, mediamente gli uomini non riusciranno a pagarlo … e le donne ,,,, appena finito di restituirlo … potranno godersi la pensione intera per 0,3 anni …

    a questo punto … io non so se il “nostro” governo (pur guidato dal prudente e apparentemente serio Gentiloni) deciderà di confermare i dati ISTAT ed innalzerà l’età pensionabile.

    mi auguro di no e soprattutto spero che possa cambiare le regole di questa pasticciata e pagliaccia legge APE ….

    il governo, prima di prendere affrettate decisioni, chieda e si faccia dare dall’ISTAT anche i dati di quanti italiani ed italiane arrivano alle rispettive età di 84,1 ed 87,3, senza gravi malattie (tumori ed malattie cardiocircolatorie) e senza Alzheimer e/o altre simili …. e quindi si assuma le proprie responsabilità, senza vantare il “can per l’aia” che tutto va bene … perchè purtroppo tutti noi sappiamo che “NIENTE VA BENE” …

    … perchè da troppo tempo ormai sappiamo che le cose vanno bene solo ed esclusivamente per la “classe politica” e se anche noi italiani non abbiamo mai fatto alcuna rivoluzione, prima o poi …. qualcosa accadrà …

    DEVE ACCADERE, PER GIUDA ! ! ! non possiamo essere sempre solo vigliacchi e conigli ….

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