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Mutuo non pagato: conseguenze garante

11 ottobre 2017


Mutuo non pagato: conseguenze garante

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 ottobre 2017



Fideiussione: la banca può rivalersi nei confronti dei beni del garante con un pignoramento limitato al debito garantito.

Nel momento in cui si fa domanda di un prestito o di un mutuo, la banca può pretendere dal mutuatario di farsi affiancare, nell’operazione di finanziamento, da un garante (il cosiddetto fideiussore). Il fideiussore è un soggetto a cui poter richiedere il pagamento del debito qualora il mutuatario si rifiuti di pagare il debito. Può essere chiunque: un familiare, parente più o meno stretto, un amico, un socio, l’amministratore della società, ecc.; l’importante è che abbia, per la banca, indici di affidabilità patrimoniale ossia sia titolare di beni da aggredire in caso di inadempimento del mutuatario. Non verrebbe mai accettata la fideiussione di un soggetto nullatenente.

Con la firma del contratto di fideiussione, il fideiussore si obbliga con il proprio patrimonio a restituire alla banca la somma erogata al mutuatario qualora questi smetta di pagare. Una volta pagato il debito per conto del mutuatario, il fideiussore può agire nei suoi confronti per ottenere la restituzione dei soldi. In questo articolo cercheremo di capire meglio, in caso di mutuo non pagato, quali sono le conseguenze per il garante.

Chi firma la fideiussione?

La fideiussione deve essere firmata da un soggetto diverso dal debitore (altrimenti non avrebbe ragione di essere). Si tratta di un contratto concluso tra il fideiussore e la banca; in particolare il primo si obbliga a garantire l’adempimento del debitore. Il debitore rimane, invece, estraneo al contratto.

Cosa comporta la fideiussione?

Firmando la fideiussione, il garante si impegna a pagare al posto del mutuatario il debito da questi contratto, qualora questi non adempia. Ad esempio: il debitore deve mille euro alla banca; il debitore non adempie; il garante dovrà versare mille euro alla banca.

Così, se la banca non ottiene il pagamento delle rate del mutuo può inviare una lettera di messa in mora sia al debitore che al fideiussore. Se neanche il garante adempie alla richiesta dell’istituto di credito, quest’ultimo può avviare il pignoramento indifferentemente nei confronti del debitore principale o del garante.

Cosa rischia il garante se il debitore non paga?

Se il debitore non paga, la banca può aggredire i beni del garante, avviando un pignoramento nei suoi confronti; ad esempio può iscrivere ipoteca sulla sua casa e sottoporla al pignoramento e vendita forzata all’asta; può pignorare lo stipendio o il conto in banca, oppure le quote della società o i canoni di locazione percepiti da eventuali inquilini, ecc.

Cosa deve fare la banca per chiedere il pagamento al garante?

Se la banca decide di agire direttamente contro il garante deve comunicargli, anche in via informale, che il debitore non ha adempiuto alla scadenza, in modo da permettergli l’adempimento. Di solito ciò avviene con una raccomandata a.r. con cui viene dato un termine per adempiere.

A chi deve chiedere prima il pagamento la banca?

Tutto dipende da cosa è previsto nel contratto di fideiussione. La regola vuole che, nel caso in cui il mutuatario sia moroso, la banca è libera di chiedere indifferentemente il pagamento o al debitore o al garante e quindi di agire prima nei confronti dell’uno o dell’altro secondo ciò che appare più conveniente (di solito si agisce contro colui che ha più beni da pignorare). Tuttavia, il contratto di fideiussione può contenere delle clausole che obbligano la banca ad agire prima nei confronti del debitore principale e, solo in un secondo momento, se non viene soddisfatto, nei confronti del fideiussore. Ciò avviene con due diversi tipi di clausole:

  • beneficio dell’ordine: le parti pattuiscono che il creditore debba richiedere preventivamente il pagamento al debitore principale (cosiddetta «fideiussione semplice»). Se questo risulta inadempiente, il creditore può allora rivolgersi al fideiussore dimostrando semplicemente l’inadempimento del debitore; non c’è quindi bisogno di avviare prima il pignoramento contro il mutuatario e dimostrare che esso non ha avuto successo
  • beneficio della preventiva escussione: in questo caso le parti si accordano che la banca debba prima avviare il pignoramento al debitore e, solo in caso di esito negativo (assenza di beni da pignorare), possa procedere contro il garante. Il fideiussore, nel momento in cui dichiara di volersi avvalere del beneficio, deve indicare i beni del debitore da sottoporre ad esecuzione. È sufficiente che i beni indicati permettano un soddisfacimento anche solo parziale del creditore. In ogni caso, il creditore deve, prima di tutto, procedere alla loro escussione.

Mi posso sciogliere dalla fideiussione?

L’obbligo del garante di pagare al posto del mutuatario dura per tutta la durata del debito. Egli cioè resta obbligato fino a quando il debito non viene estinto (ossia a pagamento avvenuto). Non può sciogliersi unilateralmente dalla garanzia, non può cioè recedere dal contratto e chiedere di essere sollevato dall’obbligo di pagare. Tuttavia, egli è obbligato solo per la restituzione dei soldi prestati prima della firma della fideiussione e non per quelli successivamente erogati, salvo che venga informato di ciò e acconsenta ad estendere la garanzia.

Potrebbe però accadere che la fideiussione non abbia una data di scadenza: in tal caso il fideiussore può recedere in qualsiasi momento.

Inoltre potrebbe avvenire che la fideiussione sia collegata a una obbligazione futura, ossia a un credito erogato dalla banca a più riprese e secondo richieste del mutuatario. In tal caso, il codice civile stabilisce che il garante è liberato se il creditore, senza speciale autorizzazione del fideiussore, ha fatto credito al terzo, pur conoscendo che le condizioni patrimoniali di questo erano divenute tali da rendere notevolmente più difficile il soddisfacimento del credito. Secondo la Cassazione è onere della parte dimostrare non solo che la nuova concessione di credito sia avvenuta nonostante il peggioramento delle condizioni economiche e finanziarie del debitore principale, ma anche che il creditore abbia agito nella consapevolezza di un’irreversibile situazione di insolvenza e, quindi, senza la dovuta attenzione anche all’interesse del fideiussore. È quindi necessario che il fideiussore, il quale invochi la propria liberazione, dia prova sia della concessione di un ulteriore finanziamento quando si era già verificato un peggioramento delle condizioni economiche del debitore principale, raffrontate a quelle esistenti all’atto della costituzione del rapporto, sia della consapevolezza di tale peggioramento da parte del creditore, in assenza delle quali resta vincolato all’adempimento del contratto.

Dopo quando scade la fideiussione?

Nonostante la fideiussione sia tendenzialmente senza termine e duri finché resta in piedi il debito principale, affinché il creditore possa agire contro il garante deve agire contro di entro termini prefissati. Scaduti tali termini la garanzia perde efficacia. Il termine è di:

  • 6 mesi: nella normalità dei casi;
  • 2 mesi: quando il fideiussore ha limitato la propria garanzia allo stesso termine dell’obbligazione principale;
  • diverso termine: se le parti lo hanno espressamente previsto nel contratto di fideiussione; è quindi bene leggerlo attentamente.

Se il mutuo è nullo che fine fa il garante?

L’annullamento del mutuo, per illegittimità dello stesso, da parte del giudice comporta la liberazione del garante dal proprio obbligo. La fideiussione è valida solo se è valida l’obbligazione principale.

A quanto ammonta la fideiussione?

La fideiussione non può eccedere ciò che è dovuto dal debitore, né può essere prestata a condizioni più onerose. Tale principio non può essere derogato dalla parti nel contratto.

Perché il debito del garante aumenta sempre?

La fideiussione non copre solo il debito principale, ma anche gli interessi. Per cui, in caso di inadempimento da parte del mutuatario, più passa il tempo, più aumenta l’importo da corrispondere alla banca da parte del debitore e del garante.

Che può fare il garante dopo aver pagato la banca?

Dopo aver adempiuto l’obbligazione richiestagli dalla banca, il garante può ottenere il rimborso da parte del debitore. Se questi non adempie spontaneamente può esercitare contro il debitore l’azione di regresso e l’azione di surrogazione.

note

Autore immagine: 123rf com


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