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Lo sai che? I diritti dei bambini verso i genitori

Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2017

I rapporti tra i bambini e la famiglia: cosa devono garantire madre e padre al figlio.

I diritti dei bambini nei confronti dei genitori riguardano allo stesso modo e senza alcuna discriminazione i figli nati in costanza di matrimonio, quelli nati nel corso di una convivenza o addirittura i bambini nati a prescindere dalla stessa convivenza. La disciplina prevista per i diritti dei bambini verso i genitori è contenuta nella carta costituzionale, nel codice civile (così come modificato dalle leggi 56 del 2006 e 219 del 2012) e, a livello internazionale, nella Convenzione sui diritti dei fanciulli, New York 20.11.1989 (resa esecutiva in Italia con la L. 176 del 1991).

  1. I bambini hanno il diritto di avere un nome alla nascita, una nazionalità e di crescere con i genitori, a meno che lo Stato non decida di allontanarli in quanto inidonei alla loro tutela [1].
  2. I bambini hanno il diritto di essere protetti da eventuali maltrattamenti e violenze dei loro genitori [2].
  3. I bambini hanno il diritto di essere mantenuti dai loro genitori, cioè di ricevere vitto, alloggio e cure primarie (tra cui quelle mediche e scolastiche), oltre che di vedere soddisfatti tutti quei bisogni che consentano loro di vivere in maniera dignitosa nel contesto socio-economico in cui si trovano (computer, sport, cultura, mezzi di trasporto), proporzionato alle possibilità economiche dei genitori [3].
  4. I bambini hanno il diritto di essere istruiti [4] nel rispetto delle proprie capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni [5]. Ciò significa che i genitori non dovranno far completare loro soltanto il ciclo di studi obbligatori, bensì anche quelli facoltativi se le capacità e la volontà dei figli lo richiedono. Il compito di istruire i figli potrà essere delegato allo Stato in caso di incapacità o di mancanza di volontà dei genitori.
  5. I bambini hanno il diritto di essere educati dai propri genitori, di conoscere il senso civico, le regole del senso comune, il rispetto dell’ambiente, della società e delle leggi [6].
  6. I bambini hanno diritto ad essere assistiti dai propri genitori non solo economicamente ma anche moralmente [7]. Hanno diritto ad essere ascoltati, consolati, consigliati dalla madre e dal padre che devono partecipare alle loro gioie ed ai loro dolori.
  7. I bambini hanno il diritto alla bigenitorialità che (riconosciuto attraverso l’affido condiviso per i figli di coppie separate, anche non sposate) consiste nel diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i propri parenti di ciascun ramo genitoriale [8].
  8. I bambini (sia adottati che nati dentro e fuori del matrimonio) godono di diritti successori nei confronti nei genitori [9] ed, al pari del coniuge, sono eredi legittimari (cioè soggetti ai quali la legge riserva una determinata quota di eredità anche in assenza di testamento).

note

[1] Artt. 7 e 9 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

[2]Art. 19 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

[3]  Cass., sent. n. 17089 del 2013.

Il diritto al mantenimento, già previsto a livello costituzionale (art. 30 Cost), è ribadito (prima) tra i doveri nascenti dal matrimonio (in particolare dall’art. 147 cod. civ.) e, poi, con la L.n. 219 del 2012, è stato inserito nel codice civile tra i diritti e doveri del figlio nato nel matrimonio o al di fuori di esso (in particolare nell’art. 315 bis cod. civ.)

Il diritto al mantenimento:

-prescinde dall’età del figlio (minorenne o maggiorenne) ed, infatti, sussiste in favore dei figli non economicamente indipendenti anche qualora il rapporto sentimentale e/o di convivenza tra i genitori sia cessato (art. 337 septies cod. civ);

-perdura fino al momento in cui il genitore non provi che i figli siano divenuti economicamente autosufficienti (Cass., n. 24424 del 2013) o siano stati avviati ad attività lavorativa con concreta prospettiva di indipendenza economica (Cass., n. 12477 del 2004);

-prescinde dall’esercizio della responsabilità genitoriale (per cui un padre che decade o è sospeso dalla responsabilità genitoriale continua ad avere l’obbligo di mantenere il proprio figlio).

[4] Art. 30 Cost.

[5] Art. 147 cod. civ.

[6] Art. 18 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

[7] Art. 315 bis cod. civ.

[8] Art. 337 cod. civ. Il diritto alla bigenitorialità è un diritto consolidato, oltre che in Italia (con la L. n. 56 del 2006) anche a livello internazionale (Convenzione sui diritti dei fanciulli, New York 20.11.1989, resa esecutiva in Italia con L. 176 del 1991). Il diritto di beneficiare della presenza e della cura di entrambi i genitori deve trovare applicazione anche nelle famiglie unite, in cui gli impegni lavorativi di entrambi i genitori fanno sì che i figli ricevano maggiori attenzioni da figure non parentali o dai nonni.

[9] Artt. 566, 567 cod. civ.


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