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Lo sai che? Pensione col cumulo professionisti, spetta l’integrazione al minimo?

Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2017

La pensione dei professionisti che hanno contributi in gestioni diverse può essere integrata al trattamento minimo?

 

Integrazione al minimo e quattordicesima anche sulla pensione dei professionisti che richiedono il cumulo gratuito dei contributi, ma soltanto in relazione alla quota di pensione maturata presso l’Inps: è questo uno dei più interessanti chiarimenti emersi dalla nuova circolare Inps in tema di cumulo contributivo, che sta per essere pubblicata.

Col cumulo dei contributi, difatti, tutta la contribuzione posseduta dall’interessato, sia nelle gestioni Inps che in quelle dei liberi professionisti, viene sommata ai fini del diritto alla pensione. Il trattamento, però, viene calcolato in modo indipendente da ciascuna gestione: in pratica, ogni cassa calcola la sua quota come se si trattasse di una pensione autonoma. Ecco perché è possibile che anche i professionisti beneficino dell’integrazione al minimo e della quattordicesima, ma soltanto in relazione alle quote di pensione maturate presso l’Inps.

La nuova circolare Inps sul cumulo affronta anche un altro importante problema, cioè che cosa fare quando la cassa professionale e l’Inps prevedono requisiti per la pensione diversi: a questo proposito, è stata trovata una soluzione che consiste in una sorta di anticipo pensionistico erogato dall’Inps fino alla maturazione di tutti i requisiti per la pensione.

Facciamo allora un breve punto della situazione, dalle disposizioni fondamentali contenute nella Legge di bilancio 2017 e nella Finanziaria 2013 [1] agli ultimi chiarimenti, per capire come funzionerà il cumulo gratuito per i professionisti.

Come funziona il cumulo per i professionisti

Il cumulo per i professionisti consente di sommare gratuitamente i contributi presenti nelle gestioni dei liberi professionisti con quelli presenti nelle altre gestioni Inps (ad esempio fondo pensione Lavoratori dipendenti, Artigiani, Commercianti, gestione Separata, ex Inpdap).

I contributi, però, si sommano ai soli fini del diritto alla pensione e non in relazione al suo ammontare: ogni gestione, infatti,  liquida autonomamente la sua quota di trattamento. Non si deve, comunque, effettuare il ricalcolo contributivo della prestazione, ma ogni cassa effettua il calcolo della pensione con le proprie regole, considerando, però, l’anzianità contributiva complessiva.

Col cumulo si possono ottenere la pensione di vecchiaia, la pensione d’inabilità, la pensione ai superstiti e quella anticipata. Sono dunque escluse le varie tipologie di pensione di anzianità previste dalle casse dei liberi professionisti.

Che cosa succede se i requisiti per la pensione sono diversi

La legge di bilancio 2017 dispone che il cumulo può essere raggiunto con i requisiti per la pensione previsti dalla Legge Fornero [2], assoggettati agli adeguamenti automatici alla speranza di vita, cioè:

  • per quanto riguarda la pensione anticipata, con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne (sommando, ovviamente, la contribuzione presente in tutte le casse);
  • per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, con 66 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi.

In base a quanto indicato nella norma, sembrerebbe dunque che il professionista possa ottenere la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi con 20 anni di contributi anche se la cassa professionale prevede requisiti più severi. Questo, però, determinerebbe un aggravio di spesa per le gestioni dei liberi professionisti, che devono garantire la sostenibilità a lungo termine.

Inoltre, la Legge di bilancio 2017 non regolamenta il cumulo in modo completo, ma deve essere coordinata con la legge che ha istituito il cumulo per la prima volta, la Legge finanziaria 2013 [1]: secondo questa norma, quando i requisiti per la pensione sono diversi devono essere applicati quelli più severi.

Gli esperti di previdenza ritenevano dunque che questa norma valesse anche per il cumulo dei liberi professionisti, che quindi avrebbero potuto ottenere la pensione soltanto dopo il perfezionamento dei requisiti utili in tutte le casse di appartenenza.

L’Inps, però, ha prospettato una soluzione più favorevole ai professionisti, che possono ottenere la quota Inps di pensione in attesa di maturare tutti i requisiti utili al trattamento nelle altre casse.

Anticipo quota Inps di pensione

La soluzione proposta dall’Inps può essere riassunta in questo modo: se i requisiti di età per la pensione sono differenti, il cumulo dei contributi può essere comunque utilizzato subito per ottenere il diritto alla pensione. Per quanto riguarda l’importo della pensione, l’Inps versa l’assegno di sua competenza appena si raggiungono i relativi requisiti, mentre la cassa professionale verserà la sua quota di pensione una volta che l’interessato avrà maturato il requisito richiesto nella specifica gestione.

L’assegno corrisposto dall’Inps non sarà, però, una pensione a tutti gli effetti, ma un anticipo pensionistico che avrà dei punti in comune con l’Ape: proprio come avviene per l’Ape non saranno erogate, difatti, quattordicesima, integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali, per non determinare un appesantimento dei conti.

Integrazione al minimo e quattordicesima col cumulo

Quattordicesima, integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali saranno invece erogate, con riferimento alla quota Inps di pensione, solo una volta che la pensione col cumulo risulterà integralmente perfezionata. In pratica, quando il lavoratore maturerà la pensione in tutte le gestioni sommate, la quota di pensione versata dall’Inps non sarà più assimilata a un anticipo pensionistico, ma a una pensione vera e propria, e si potranno così ottenere (avendone diritto in base ai requisiti di reddito e di età, ovviamente) sia l’integrazione al minimo, che la quattordicesima e le ulteriori maggiorazioni sociali.

I dettagli sul nuovo anticipo della pensione e sulla possibilità di ottenere integrazioni, in ogni caso, saranno contenuti nella circolare che sarà emanata dall’Inps nei prossimi giorni; la circolare, a sua volta, dovrebbe essere “ripresa” dalla prossima legge di bilancio.

note

[1] L. 228/2012; L.232/2016.

[2] D.l. 201/2011.


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