Catalogna: cos’è l’articolo 155 della Costituzione

11 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 ottobre 2017



Quali sono le misure che la Spagna può prendere dopo la dichiarazione (sospesa) di indipendenza frutto del referendum illegale catalano.

Il referendum per l’indipendenza della Catalogna e il discorso con cui il presidente catalano Carles Puigdemont ha proclamato lo Stato della Repubblica catalana per poi, subito dopo, sospendere la dichiarazione d’indipendenza, ha fatto parlare spesso dell’articolo 155 della Costituzione spagnola. Una norma sconosciuta fino a questi giorni in Italia e della quale, comunque, si sa poco.

Vediamo, allora, che cos’è l’articolo 155 della Costituzione approvata dalla Spagna nel 1978 e quali conseguenze può avere la sua applicazione per evitare la secessione della Catalogna.

Catalogna: che cosa dice l’articolo 155 della Costituzione spagnola?

Ecco il testo dell’articolo 155 della Costituzione spagnola.

Il primo comma recita: «Se una Comunità autonoma (tutte le Regioni spagnole godono dello status di comunità autonome, ndr) non rispettasse gli obblighi imposti dalla Costituzione o da altre leggi, oppure attuasse in modo da attentare gravemente contro l’interesse generale della Spagna, il Governo, previa sollecitazione al presidente della Regione e, nel caso non riceva risposta, con l’approvazione della maggioranza del Senato, potrà adottare le misure necessarie per obbligare quella Comunità autonoma al rispetto coatto dei suddetti obblighi o per proteggere il citato interesse generale».

Il comma 2 conclude: «Per eseguire le misure previste nel comma 1, il Governo potrà dare delle istruzioni a tutte le autorità della Comunità autonoma».

Quando può essere applicato l’articolo 155 della Costituzione spagnola?

Come recita il testo che abbiamo riportato prima, l’articolo 155 della Costituzione spagnola può essere applicato quando una Regione autonoma attenta contro gli interessi dello Stato o quando non rispetta la legge. Nel caso della Catalogna, ci sono almeno un paio atteggiamenti del presidente Puigdemont che possono invocare l’applicazione di questo articolo.

Il primo, la dichiarazione di indipendenza pronunciata al Parlamento catalano, anche se subito sospesa per chiedere un tavolo negoziale a Madrid. Appare ovvio che fare una dichiarazione unilaterale e ufficiale di indipendenza significa attentare contro l’unità di un Paese.

Il secondo, il fatto stesso che abbia riunito il Parlamento per fare quella dichiarazione, ignorando il divieto espresso pochi giorni prima dalla Corte Costituzionale spagnola. Una palese violazione della legge.

L’articolo 155 sospende l’autonomia della Catalogna?

Inizialmente no. Lo scopo dell’articolo 155 della Costituzione spagnola non è quello di privare la Regione della sua autonomia ma di spingere le autorità regionali ad utilizzarla per rispettare la legge e la Costituzione stessa. Non scioglie gli organi della Regione autonoma (come il governo o il Parlamento, in questo caso, della Catalogna) né sospende le loro competenze, come potrebbe succedere in Italia. Concede, semplicemente, al Governo centrale di intervenire nella gestione della Regione finché non si tornerà alla legalità.

Innanzitutto, il presidente del Governo spagnolo, Mariano Rajoy, dovrà fare obbligatoriamente un avvertimento formale al leader della Catalogna, Puigdemont. Un monito «accuratamente motivato e fondato sul diritto», che elenchi le violazioni compiute dalle autorità regionali e le misure da adottare per riportarsi alla legalità.

Se la Catalogna dovesse persistere nel suo atteggiamento di ribellione, il Governo chiederà al Senato il permesso per attuare le misure elencate nel citato monito.

Temporaneamente, il Governo centrale può assumere le funzioni di alcuni organi regionali senza, tuttavia, procedere all’azzeramento delle cariche e allo scioglimento del Parlamento autonomo. In particolare, ed in modo progressivo, può:

  • assumere il comando della Polizia regionale (i Mossos d’Esquadra);
  • sospendere il finanziamento di servizi in corso d’attuazione e la partecipazione della Catalogna agli ingressi economici dello Stato;
  • sospendere l’assegnazione dei fondi previsti dalla Legge di Bilancio;
  • assumere il controllo delle finanze regionali;
  • sostituire o affiancare temporaneamente alcune alte cariche della Regione.

Solo dopo aver applicato l’articolo 155 della Costituzione spagnola, e se la situazione non torna alla legalità, il Governo di Madrid può sciogliere governo e Parlamento regionali e convocare nuove elezioni in quella Comunità autonoma.

note

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. Io credo che Madrid ha tradito il suo ruolo di Capitale della Spagna non lo dico per cattiveria ne per insultare ma così non c’è altra scelta: Catalogna diventerà stato indipendente e farà arrestare i giudici di Madrid per pretese di padronanza assoluta disprezzando così il Re della Spagna nel momento stesso in cui si è messo al suo posto

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