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Lo sai che? Debitori nullatenenti: rischiano il pignoramento?

Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2017

Come avviene il pignoramento se il debitore non ha beni intestati?

Chi contrae un debito ne risponde con tutto il suo patrimonio, presente e futuro. Questo è il principio cardine del nostro codice civile in materia di pignoramenti. Ma attenzione: come giustamente dicevano anche i latini, nessuno può essere obbligato a fare qualcosa di impossibile (nemo tenetur ad impossibilia) sicché chi non ha beni intestati non può subire alcun pregiudizio dal creditore. Almeno al momento del pignoramento. Resta ferma la possibilità, in futuro, di esperire altri tentativi di esecuzione forzata o di rivalersi nei confronti degli eredi che abbiano accettato l’eredità. Di certo non si va in carcere per debiti, salvo che il debitore li abbia contratti con la consapevolezza di non poter pagare e nascondendo la propria incapacità economica: in tal caso scatta il reato di insolvenza fraudolenta. Ma procediamo con ordine e vediamo cosa succede, in caso di pignoramento, se il debitore è nullatenente.

Prima però di spiegare se e quando i debitori nullatenenti rischiano il pignoramento, è bene ricordare che sono essenzialmente tre le forme di pignoramento e la scelta è rimessa al creditore (che può optare indifferentemente per l’una o l’altra secondo la propria intenzione):

  • pignoramento mobiliare: colpisce i beni mobili e, più nel dettaglio, arredi e oggetti che si trovano in casa o in ufficio; anche l’auto è considerata un bene mobile;
  • pignoramento immobiliare: colpisce i beni immobili come case, terreni o anche quote di questi;
  • pignoramento presso terzi: colpisce i crediti che il debitore ha nei confronti di altri soggetti, come ad esempio il conto corrente depositato in banca o alle poste, il libretto di risparmio, lo stipendio, la pensione, il canone di affitto, ecc.

Che succede se viene l’ufficiale e non trova nulla da pignorare?

La prima ipotesi di pignoramento infruttuoso che potrebbe verificarsi è quella del pignoramento dei beni mobili. Si presenta l’ufficiale giudiziario in casa del debitore e inizia a ricercare beni facilmente vendibili e “liquidabili”. In teoria, vedendo un portafogli sul tavolo, potrebbe pignorare anche quello con tutte le banconote che vi sono dentro. Stesso discorso per gioielli e altri oggetti di valore. Alle operazioni può assistere il creditore. Le regole non cambiano se l’appartamento è in affitto o il debitore vi convive con altre persone: in tal caso l’ufficiale giudiziario è autorizzato, salvo prova contraria, a ritenere che i beni situati nell’appartamento siano di proprietà del debitore.

Non possono comunque essere mai pignorati i seguenti beni: l’anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi; sono tuttavia esclusi i mobili, meno i letti, di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato.

Se l’ufficiale giudiziario non trova nulla da pignorare chiede al debitore se ha altri beni altrove. Il debitore è tenuto a dire la verità; in caso contrario commette reato. Se non risultano altri beni pignorabili, il verbale viene chiuso e le operazioni terminano qui. Il verbale viene poi depositato nel fascicolo e la procedura cessa.

Se il creditore vorrà agire nuovamente nei confronti del debitore dovrà notificargli un nuovo atto di precetto (sempre che siano decorsi 90 giorni da quello precedente) e avviare un secondo tipo di pignoramento, diverso dal primo.

Che succede se il debitore non ha conti correnti intestati o questi sono in rosso?

Potrebbe essere che il creditore, piuttosto che chiedere un pignoramento mobiliare, proceda con un pignoramento presso terzi e intenda aggredire il conto corrente. Il conto non è pignorabile se è in rosso anche se la passività è dovuta all’apertura di un credito, ossia a un fido bancario. Se non ci sono soldi sul conto o se il debitore non ha un conto, il pignoramento risulterà anche in questo caso negativo e il creditore dovrà rivalersi su altri beni.

Leggi Come fare se il debitore non ha nulla intestato.

Che succede se il debitore non ha immobili intestati?

Se il debitore non ha case o terreni di proprietà, il creditore non avvierà mai un pignoramento immobiliare. Questa procedura, infatti, non è generica come le due precedenti, ma va indirizzata contro beni specificamente individuati e descritti. Per cui si può avviare un pignoramento immobiliare solo dopo una indagine sugli immobili intestati al debitore da eseguire presso l’Agenzia delle Entrate, ufficio del territorio.

Che fa il creditore che non ha trovato né beni da pignorare?

Se, all’esito di una indagine, il creditore non trova né beni mobili, immobili, conti o stipendi, dovrà rinunciare alle proprie azioni e il debitore sarà libero. Attenzione però: prima di seppellire l’ascia di guerra, il creditore può verificare, all’interno dell’Anagrafe tributaria e dell’Anagrafe dei conti correnti, se effettivamente il debitore è nullatenente. Per far ciò il creditore deve avere in mano una sentenza di condanna, un decreto ingiuntivo, un assegno o una cambiale protestata, un contratto di mutuo non pagato. A riguardo leggi anche Quando si è nullatenente e quali sono le conseguenze.

Il creditore si può rivalere sui genitori del debitore?

Se il debitore è maggiorenne il creditore non si può rivalere nei confronti dei genitori e degli altri familiari del debitore, salvo che questi abbiano accettato di essere suoi garanti e abbiano firmato un contratto di fideiussione (ciò avviene di solito con banche e finanziarie).

Il creditore si può rivalere sul coniuge?

Solo se la coppia è sposata in regime di comunione dei beni, il creditore può rivalersi contro il marito o la moglie del debitore, ma nei limiti del 50% del debito. Ad esempio può pignorare la casa cointestata, ma la metà del ricavato della vendita all’asta dovrà essere restituito al coniuge non debitore.

Il creditore si può rivalere sul convivente?

Le coppie di fatto, anche se hanno firmato un contratto di convivenza, non sono responsabili in solido. In altre parole il partner non risponde dei debiti dell’altro. Tuttavia, in caso di pignoramento mobiliare, l’ufficiale giudiziario può ritenere che tutti i beni nell’appartamento siano di proprietà del debitore e quindi può pignorarli. All’effettivo titolare spetterà dimostrare il contrario con atti di acquisto, fatture, ecc.

Il creditore si può rivalere sugli eredi?

Solo alla morte del debitore il creditore può rivalersi sugli eredi, ma unicamente su quelli che hanno accettato l’eredità o l’hanno accettata con beneficio di inventario. Non è possibile un pignoramento verso chi ha rifiutato l’eredità. Nel caso di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario il pignoramento è possibile solo sui beni ottenuti in successione e non su quelli personali che l’erede aveva già da prima.

note

Autore immagine: 123rf com


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