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Lo sai che? I diritti di chi non è ancora nato

Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2017

 La legge tutela anche chi sta per nascere: vediamo come.

Ciascun soggetto, sin dal momento del concepimento, diventa portatore, in via diretta, di alcuni interessi personali. Se infatti la capacità giuridica si acquista solo con la nascita, il nascituro è considerato, già in quanto tale, soggetto giuridico titolare dei diritti personali fondamentali, primi tra i quali il diritto alla vita e alla salute, pur se azionabili, anche ai fini risarcitori, solo dopo la nascita.

Allo stesso modo altri diritti, legati alla sfera del riconoscimento e a quella successoria (acquistati per successione o per donazione), si considerano attribuiti al nascituro sotto la condizione della nascita.

  1. Il nascituro ha diritto alla vita [1] sin dal concepimento, anche se questo sia avvenuto tramite fecondazione assistita (Fma) [2].

Fino al terzo mese di gravidanza l’aborto del feto è consentito solo quando la prosecuzione della gestazione, il parto o la maternità possono mettere in serio pericolo la salute fisica o psichica della madre (anche per motivi sociali o economici).

Tra il quarto e il quinto mese di gestazione l’aborto è ammesso solo quando la gravidanza o il parto possono porre in grave pericolo la vita stessa della madre o quando siano state accertate gravi anomalie o malformazioni del feto.

È fatto salvo il diritto dei medici di rifiutare l’intervento sollevando obiezione di coscienza.

  1. Il concepito, in quanto soggetto giuridico, ha una legittima aspettativa a nascere. Va quindi risarcito il danno esistenziale subito dai genitori quando un bambino sano e vitale sia morto, al termine di una regolare gravidanza, per una diagnosi colposamente tardiva dei medici [3].
  2. Il nascituro ha diritto a nascere sano [4]. Il bambino venuto al mondo con malattie o malformazioni ha diritto al risarcimento del danno conseguente alla violazione dell’obbligo di informazione da parte del medico.

In caso di fecondazione medicalmente assistita è consentito il trasferimento nell’utero della donna dei soli embrioni sani o portatori sani di malattie genetiche, fermo restando il divieto di soppressione degli embrioni malati e non inutilizzabili, in quanto non parificabili a mero materiale biologico.

  1. Il nascituro, purché già concepito da genitori non coniugati, ha diritto di essere riconosciuto anche prima della sua nascita [5]. Tale diritto si considera attribuito sotto la condizione della nascita.

Il riconoscimento va effettuato davanti ad un ufficiale dello stato civile o al giudice tutelare o ancora in uno atto pubblico o in un testamento, qualunque ne sia la forma.

La dichiarazione può essere resa dalla madre o da entrambi i genitori. Per il riconoscimento da parte del solo padre occorre il consenso della madre che ha già effettuato la dichiarazione.

  1. Il nascituro ha diritto ad ereditare [6] purché concepito a momento dell’apertura della successione. Se non ancora concepito (purché figlio di una determinata persona vivente al tempo della morte del testatore) può ricevere beni solo per testamento.

Quando tra i chiamati alla successione vi siano un concepito o un non concepito, la divisione dell’eredità non può avvenire prima della nascita [7] salvo autorizzazione del giudice.

  1. Il nascituro ha diritto a ricevere beni per donazione [8]. La donazione può essere fatta sia in favore di un concepito sia di un non concepito, purché quest’ultimo sia figlio di persona vivente al tempo della donazione.

Fino alla nascita del bambino il donante resta titolare dei beni oggetto della donazione ed è tenuto ad amministrarli e a non venderli, né cederli a terzi.

Alla nascita del bambino la donazione deve essere accettata dai genitori o da chi ne ha la responsabilità, i quali potranno compiere gli atti necessari a tutelare i beni donati.

  1. Il nascituro, se concepito [9] al momento del compimento di un fatto illecito e nato successivamente a questo, ha diritto al risarcimento dei danni che si siano verificati in contemporanea o dopo la nascita aventi una diretta e concreta incidenza sul nato, anche se conseguenti ad un comportamento colposo [10].

note

[1] Legge 22 maggio 1978, n. 194 Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza.

[2] Legge 19 febbraio 2004, n. 40 Norme in materia di procreazione medicalmente assistita ossia la tecnica che  consente alle coppie di diverso sesso, coniugate o conviventi (e viventi) l’utilizzo di tecniche finalizzate a «favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dall’infertilità umana […] in mancanza di altri metodi efficaci» a rimuoverle.

Per le coppie infertili la legge (D.M. del 1 luglio 2015) ammette anche la fecondazione eterologa, ossia l’utilizzo di spermatozoi e ovuli da parte di donatori esterni alla coppia; in tal caso, il nascituro non potrà ereditare alcun patrimonio genetico dai genitori.

[3] Trib. Terni  13 luglio 2006.

[4] Cass. sent n. 16754/12 e 10741/09.

[5] Art. 254 co. 1 cod. civ.: scopo della norma è la tutelare del nascituro da possibili eventi sfavorevoli (ad esempio il sopraggiungere di un’incapacità o la morte di un genitore a seguito di una malattia già nota).

[6] Art. 462 cod. civ.

[7] Art. 715 cod. civ.

[8] Art. 784 cod. civ.

[9] Cass. sent. n. 11625/00.

[10] In Cass. sentt. n. 9700/11 e 5509/14 la Suprema Corte ha riconosciuto al nascituro (già concepito) il diritto al risarcimento del danno per il comportamento doloso o colposo di chi abbia provocato la morte del genitore quando sia stata accertata la correlazione tra la condotta del terzo (se pur anteriore alla nascita) ed il danno che sia derivato al nascituro a causa della perdita del relativo rapporto parentale e per ogni pregiudizio di natura non patrimoniale e patrimoniale derivati dal fatto.


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