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Durc: non si sblocca con la rottamazione

27 Febbraio 2017


Durc: non si sblocca con la rottamazione

> Business Pubblicato il 27 Febbraio 2017



L’Inps fa chiarezza sul rapporto tra la rottamazione delle cartelle esattoriali ed il documento unico di regolarità contributiva.

L’istituto di previdenza, in risposta al Consiglio nazionale dell’Ordine Consulenti del lavoro, fa chiarezza in  materia di Durc: la rottamazione delle cartelle esattoriali non basta a regolarizzare la posizione con l’Inps.

Che cos’è il Durc?

Il Durc – acronimo per Documento unico di regolarità contributiva – è uno strumento che permette, dal 1° luglio 2015, di verificare con un’interrogazione in tempo reale la regolarità contributiva di un’impresa nei confronti dell’Inail, dell’Inps e, per le imprese nel settore dell’industria, artigianato e nell’edilizia, le Casse edili.

Il Durc On Line ha sostituito i precedenti documenti unici di regolarità contributiva[1], previsti per
l’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici; nell’ambito delle procedure di appalto di opere, servizi e forniture pubblici e nei lavori privati dell’edilizia; per il rilascio dell’attestazione SOA; per la fruizione di determinati benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale.

Come si richiede il Durc?

Il documento unico si richiede online, tramite il servizio “Durc Online” sul sito dell’Inps, Inail e Casse edili. Basterà indicare il codice fiscale del soggetto da verificare e la pec ove ricevere le notizie.

Quando il datore è regolare?

I parametri relativi ai requisiti della regolarità contributiva sono stabiliti da decreto ministeriale [2].

Per quanto è valido il Durc?

Se in seguito alla verifica il soggetto è regolare, la verifica positiva ha una validità di 120 giorni che decorrono dalla data dell’interrogazione. Il documento attestante la regolarità sarà naturalmente scaricabile in pdf.

Che succede se non sono regolare?

Attestata la non regolarità della posizione del soggetto, l’Inps, Inail, Cassa edili trasmetteranno via pec all’interessato l’invito a regolarizzare la posizione contributiva, indicando le cause di irregolarità in modo analitico. L’interessato potrà regolarizzare la posizione entro 15 giorni dalla notifica dell’invito; invito che impedisce altri verifiche da parte degli enti: in caso di mancata regolarizzazione entro 30 giorni dall’interrogazione, sempre previa comunicazione dell’interessato, le stazioni appaltanti e le amministrazioni dovranno attivare il procedimento [3] teso al pagamento diretto delle somme agli enti previdenziali.

I dubbi e la richiesta di sospensione delle associazioni

Tuttavia la disciplina di legge non chiariva alcuni aspetti relativi alle cartelle esattoriali, il che aveva spinto le associazioni di categoria, circa un mese fa, a richiedere una sospensione del Durc per le imprese che aderiscono alla definizione agevolata (leggi Rottamazione: chi la chiede non può fare gare d’appalto): le procedure di rottamazione delle cartelle esattorali, secondo le associazioni, sono di intralcio al procedimento. Ciò in quanto le imprese che aderiscono alla definizione agevolata non riescono ad avere il documento unico di regolarità contributiva fino al momento del pagamento della prima rata, con i ritardi e le difficoltà che ne conseguono. Le associazioni hanno pertanto chiesto un intervento chiarificatore da parte dell’Inps, sperando nella sospensione.

L’Inps risponde: il Durc non si sblocca

È arrivata ieri 23 febbraio la risposta dell’Inps: il contribuente che presenta la dichiarazione di adesione finalizzata alla rottamazione (definizione agevolata) di cartelle esattoriali contenenti debiti con l’Inps, per tutto il tempo necessario al perfezionamento della sanatoria, resta un soggetto non regolare nei riguardi dell’Istituto.

Nonostante lo stato di rottamazione delle cartelle, dunque, il soggetto non può ricevere il Durc fino a che non interviene la conclusione della procedura di accoglimento dell’istanza. Ciò in quanto, secondo quanto chiarito dall’Inps, il solo presentare la richiesta di rottamazione di per sé rappresenta solo una manifestazione di intenti, che andrà in ogni caso verificata dall’ente. Il soggetto che non ha pagato i contributi previdenziali, quindi, rimane comunque inadempiente fino a che non riceve risposta relativamente a quelle cartelle che vuole rottamare e fino al pagamento della prima rata. Ciò fa si che il soggetto non possa ottenere il Durc.

La conferma da parte della ministero del Lavoro

La delicatezza del tema ha spinto l’Inps ad interpellare la Direzione generale dell’attività ispettiva del ministero del Lavoro, che dal canto suo si è espresso in modo negativo, sottolineando che «D’altra parte sin dal pagamento della prima rata sarà possibile per l’Inps e l’Inail attestare la regolarità contributiva».

note

[1] Documento regolamentato dal d.m. 24 ottobre 2007 (abrogato dal d.m. 30.1.2015)

[2] Decreto del ministero del Lavoro del 30 gennaio 2015: “Semplificazione in materia di documento unico di regolarita’ contributiva (DURC)”

[3] Art. 31, commi 3 e 8-bis del decreto legge 69/2013, convertito dalla legge 98/2013.


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