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I diritti dei bambini migranti e rifugiati

11 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 ottobre 2017



 Quali tutele offre la legge ai piccoli stranieri che arrivano nel nostro Paese.

I bambini migranti e rifugiati e, più in generale, i minori stranieri non accompagnati, devono poter beneficiare della protezione e dell’assistenza umanitaria dello Stato ospitante.

Questo è importante in considerazione della loro particolare vulnerabilità: la protezione e l’assistenza umanitaria sono gli unici canali attraverso i quali è possibile garantire l’effettivo esercizio dei diritti riconosciuti a protezione dei minori e di quelli preposti alla tutela della loro condizione di migrante, rifugiato o semplicemente di minore straniero non accompagnato.

L’obiettivo primario dello Stato è, dunque, quello di proteggere i minori che si trovino in tali situazioni e, qualora presenti sul territorio italiano in assenza di genitori o altri familiari, attuare tutte le misure per garantire loro adeguata tutela, al pari di quella riconosciuta a qualunque altro fanciullo privato del proprio ambiente familiare.

La normativa in materia è varia: ai diritti fondamentali della Costituzione si affiancano le norme derivanti da convenzioni internazionali, quelle di matrice comunitaria e dell’Unione Europea, le norme interne che recepiscono tali discipline e quelle che le dettano per la prima volta. In particolare, abbiamo:

  • Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989 e inserita nell’ordinamento italiano con la Legge n. 176/1991;
  • Decreto Legislativo n. 286/1998, recante il Testo Unico sull’immigrazione e sulla condizione dello straniero;
  • Direttiva 2003/9/CE del Consiglio dell’Unione Europea, contenente le norme minime relative all’accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri;
  • Legge n. 228/2003 che dispone le misure contro la tratta di persone;
  • Direttiva 2013/33/UE, contenente le norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale;
  • Direttiva 2013/32/UE, recante le procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale;
  • Decreto Legislativo n. 142/2015 che ha attuato le due Direttive dell’Unione Europea appena citate;
  • Legge n. 47/2017 che detta le disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati, sostanzialmente accorpando in un’unica fonte tutti i diritti spettanti ai minori soli, non aventi cittadinanza italiana o dell’Unione Europea, che si trovano per qualsiasi causa nel territorio italiano.
  1. I bambini migranti e rifugiati hanno il diritto di essere accolti: a tal fine sono predisposti servizi speciali di accoglienza in grado di offrire specifiche misure assistenziali idonee a garantirne un adeguato sviluppo psicologico. I minori stranieri non accompagnati sono accolti nel Sistema di protezione per i richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieri non accompagnati.
  2. I bambini migranti e rifugiati hanno il diritto alla salute, la cui tutela deve essere sempre garantita. Se titolari di un permesso di soggiorno, sono iscritti al Servizio Sanitario Nazionale. In ogni caso, sono assicurate le cure ambulatoriali, quelle ospedaliere essenziali o urgenti e i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva anche ai minori stranieri privi di permesso di soggiorno.
  3. I bambini migranti e rifugiati hanno il diritto all’assistenza legale, ossia di essere informati della possibilità di nominare, attraverso il tutore o chi esercita la potestà, un difensore di fiducia o di accedere al gratuito patrocinio a spese dello Stato [1].
  4. I bambini migranti e rifugiati hanno il diritto di essere ascoltati nei procedimenti giudiziali che li riguardano attraverso un’assistenza affettiva e psicologica data dalla presenza di persone indicate dal minore stesso, di un mediatore culturale e di organizzazioni che si occupano di assistenza a minori stranieri.
  5. I bambini migranti e rifugiati hanno il diritto al gioco: con la predisposizione delle misure di accoglienza sono assicurati i servizi destinati alle attività di tempo libero, al gioco e, in generale, a tutte le attività ricreative consone all’età del minore.
  6. I bambini migranti e rifugiati hanno diritto all’istruzione e, dunque, ad accedere al sistema educativo nazionale alle medesime condizioni previste per i minori italiani. Le istituzioni scolastiche devono attivare le misure per favorire l’assolvimento dell’obbligo formativo, anche attraverso la predisposizione di progetti specifici che prevedano, ove possibile, il coordinamento di mediatori culturali.
  7. I bambini migranti e rifugiati hanno diritto all’accoglienza e all’assistenza psicosociale, sanitaria e legale anche oltre il compimento della maggiore età nel caso in cui siano stati vittime di tratta.
  8. I bambini migranti e rifugiati hanno il diritto di permanere nel territorio e di non essere espulsi. Non è consentita l’espulsione di minori stranieri se non per motivi di sicurezza e ordine pubblico o quando prevalga l’interesse del minore a seguire il genitore espulso.
  9. I bambini migranti e rifugiati hanno il diritto di ottenere un permesso di soggiorno fino al compimento della maggiore età, in virtù del divieto di espulsione del minore straniero.
  10. I bambini migranti e rifugiati hanno il diritto all’unità familiare. Se in Italia è presente un bambino rifugiato non accompagnato, è consentito l’ingresso e il soggiorno dei suoi ascendenti di primo grado per permetterne il ricongiungimento. In ogni caso, quando lo stato di salute e le condizioni psicofisiche del minore straniero presente in Italia siano talmente gravi da richiederlo, il Tribunale per i minorenni può autorizzare l’ingresso o la permanenza del familiare nel territorio italiano, dando prevalenza – nel bilanciamento d’interessi – alla tutela del minore.

note

[1] Decreto del Presidente della Repubblica n. 115/2001, articolo 76, comma 4-quater.

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