Diritto e Fisco | Articoli

Vendita bene a prezzo ribassato: e se la Guardia di finanza controlla?

4 novembre 2017


Vendita bene a prezzo ribassato: e se la Guardia di finanza controlla?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 novembre 2017



Ero titolare di una sas che mi ha dato problemi: ho deciso di vendere l’albergo che ne faceva parte ad un prezzo ridotto. L’Agenzia delle entrate mi ha chiesto chiarimenti sul prezzo. Che devo fare?

Nel quesito posto è richiesto se «vi sono delle reali possibilità di spuntarla» nei confronti del Fisco nel caso di eventuale accertamento per la vendita di un albergo ristorante da parte di una sas dove è stato dichiarato un prezzo di cessione ridotto del 35% circa: dal quesito non si comprende se l’accertamento è già stato effettuato e si tratta semplicemente di attività istruttoria della Guardia di finanza per un eventuale accertamento. In premessa è opportuno precisare che per rispondere compiutamente al quesito posto è necessario almeno visionare l’atto di vendita, anche per capire se trattasi di compravendita di un immobile (albergo-ristorante inteso come solo fabbricato) o compravendita di azienda intesa come il complesso dei beni aziendali costituenti l’albergo-ristorante, eventualmente comprensivi dell’immobile fabbricato. Nel caso della vendita dell’azienda è fondamentale accertare in modo preciso l’oggetto della vendita (crediti, debiti, beni aziendali, licenza, ecc.) La differenza tra le diverse tipologie di vendita (azienda o immobile) è rilevante, anche ai fini della tassazione, delle modalità dell’accertamento da parte dell’Erario, della difesa del contribuente e dei criteri di determinazione della plusvalenza e/o dell’avviamento, anche previsti per legge. Ad esempio, una sentenza della Cassazione [1] si riferisce alla vendita di un fabbricato e non alla vendita di un’azienda, per cui potrebbe trattarsi di fattispecie del tutto diversa da quella oggetto del quesito. Fatta questa premessa generale, in linea generale in tutti i casi in cui gli uffici dell’Amministrazione finanziaria (Agenzia delle entrate e/o Guardia di finanza) devono accertare un maggiore valore di vendita (sia esso un immobile o un’azienda) sussistono concrete possibilità di difesa per il contribuente in sede giudiziale o stragiudiziale (intesa quest’ultima come confronto con il Fisco per chiudere l’accertamento con un accordo “transattivo” individuando un prezzo intermedio tra quello dichiarato e quello richiesto dal Fisco). Ciò naturalmente sempre nel caso in cui non sia stato scoperto dall’Amministrazione finanziaria, con documentazione probante, un occultamento del corrispettivo di vendita: cosiddetto incasso di somme “in nero”, in questo caso la difesa diventa più difficile, ma non impossibile. In mancanza della prova dell’incasso “in nero” (a carico dell’Agenzia delle entrate) il contribuente potrà rappresentare le motivazioni alla base del minor prezzo di vendita del bene, fornendo documentazione convincente. Si tratta di questioni molto dibattute e che, lì dove hanno a oggetto importi considerevoli, generalmente terminano sempre in contenzioso e sottoposte al vaglio del giudice il quale dovrà tenere in considerazione tutte le argomentazioni offerte dal contribuente. Questo perché il valore economico di un bene rappresenta un valore spesso difficile da individuare con precisione, per cui sono necessarie spesso perizie da parte di tecnici che a volte, data la difficoltà della valutazione, non individuano un valore unico ma un range tra un minimo e un massimo. In conclusione, si può confermarle che in questo tipo di contenzioso con il Fisco sussistono concrete possibilità di difesa per il contribuente e queste saranno tanto maggiori quanto maggiori e concrete saranno le motivazioni (da documentare) con cui il contribuente possa provare lo scostamento del prezzo dichiarato, rispetto ad un generico valore di mercato. Nel suo caso la scarsa redditività del bene prima della vendita, le difficoltà nel mettere a reddito l’immobile e nell’individuare affittuari solvibili, costituiscono buoni elementi da tenere in considerazione, che unitamente ad altri, potrebbero giustificare anche uno scostamento del 35%.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Paolo Florio

note

[1] Cass. sent. n. 245 dello 09.01.2014.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI