Pensione anticipata e Ape sociale, ecco chi sarà ammesso

11 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 ottobre 2017



Entro il 15 ottobre l’Inps deve comunicare l’esito delle domande di Ape sociale e pensione anticipata per i lavoratori precoci.

 

Tra pochi giorni, dopo 2 mesi di attesa, finalmente chi ha chiesto l’Ape sociale o la pensione anticipata precoci saprà se potrà uscire dal lavoro: l’Inps, difatti, deve fornire ai lavoratori che hanno richiesto queste misure una risposta definitiva entro il 15 ottobre.

I benefici per anticipare la pensione, però, non saranno per tutti, a meno che non sia disposto lo stanziamento di nuovi fondi nella prossima legge di Bilancio: le domande inviate all’Inps entro lo scorso 15 luglio, difatti, sono risultate oltre 66mila, mentre  il Ministero del Lavoro aveva preventivato un totale di circa 60mila domande per il 2017, destinando per 300 milioni di euro per l’Ape social e 370 milioni di euro per la pensione anticipata con 41 anni di contributi.

Nel caso in cui non siano disponibili nuove risorse, dunque, ci saranno almeno 6mila esclusi, ai quali si aggiungeranno coloro che hanno inviato le domande all’Inps dopo il 15 luglio 2017, che, secondo quanto disposto dal decreto attuativo sull’Ape sociale e sulla pensione anticipata, avrebbero potuto contare sulle eventuali risorse residue per essere ammessi ai benefici.

Per i tagliati fuori dall’uscita anticipata questa notizia suona come un fulmine a ciel sereno: sino a poche settimane fa, addirittura, si parlava di ingenti risorse residue e di un numero di richieste inferiore a quello stimato, tant’è che è stata ventilata l’ipotesi di uno sconto sui contributi richiesti per l’Ape social per le lavoratrici con figli.

La situazione, comunque, potrebbe essere riequilibrata dal numero di domande scartate per il mancato possesso dei requisiti. Nel caso in cui però, le domande scartate siano poche e debbano competere tra di loro gli aventi diritto, chi saranno gli esclusi?

Che cos’è l’Ape sociale e chi sono i destinatari

Per capire chi sarà escluso dai benefici, bisogna innanzitutto capire come funzionano e chi può essere ammesso ad uscire prima dal lavoro in base ai requisiti richiesti. Iniziamo dall’Ape sociale.

L’Ape sociale, o anticipo pensionistico sociale, è un assegno a carico dello Stato riconosciuto, prima della pensione, a chi possiede almeno 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria a cui appartiene.

La prestazione, in particolare, spetta finché l’interessato non raggiunge i requisiti per la pensione di vecchiaia ed è riservata ad alcune categorie di lavoratori tutelati: disoccupati involontari(che hanno cessato di percepire il sussidio da almeno 3 mesi), invalidi (dal 74% in su), caregivers (persone che assistono da almeno 6 mesi un familiare di 1° grado o il coniuge portatore di handicap grave) e addetti a lavori faticosi e rischiosi.

A differenza dell’Ape volontaria, o di mercato, per avere l’Ape sociale non si deve chiedere un prestito, quindi il trattamento ricevuto non deve essere restituito e non ci sono addebiti sulla futura pensione.

L’ammontare dell’assegno, calcolato sulla base della pensione spettante, non può superare i 1.500 euro mensili; inoltre l’Ape sociale è incompatibile con l’indennità di disoccupazione, mentre è compatibile col lavoro autonomo sino a un reddito di 4.800 euro annui e col lavoro subordinato o parasubordinato sino a 8mila euro annui.

Che cos’è la pensione anticipata precoci e chi sono i destinatari

La pensione anticipata precoci, o pensione anticipata quota 41 è una pensione anticipata speciale, che si può ottenere con 41 anni di contribuzione, anziché con 41 anni e 10 mesi (requisito ordinario valido per le donne) o 42 anni e 10 mesi (requisito valido per gli uomini). Lo “sconto” è dunque pari a 1 anno e 10 mesi per gli uomini ed a 10 mesi per le donne.

Possono beneficiare della pensione anticipata a requisiti ridotti i lavoratori dipendenti e autonomi appartenenti alle stesse categorie destinatarie dell’Ape sociale, oltre agli addetti ai lavori usuranti e notturni [1], se sono lavoratori precoci: significa che devono possedere  almeno 12 mesi di contributi per periodi di lavoro effettivo svolti prima del compimento del 19° anno di età.

Domande pensione anticipata precoci e Ape sociale

I lavoratori, per accedere alla pensione quota 41 o all’Ape sociale, devono in primo luogo presentare domanda all’Inps per il riconoscimento dei requisiti che danno diritto al trattamento.

In particolare:

  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2017 deve aver già presentato la domanda per il riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 15 luglio 2017;
  • chi matura i requisiti successivamente, deve presentare domanda di certificazione dei requisiti entro il 1° marzo di ciascun anno, per la quota 41, o entro il 31 marzo 2018 per l’Ape sociale.

Le domande per il riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio presentate oltre il 15 luglio 2017 ed il  marzo di ciascun anno e, comunque, non oltre il 30 novembre di ogni anno, possono ugualmente essere prese in considerazione, ma solo se residuano le necessarie risorse finanziarie.

Alla presentazione della domanda di certificazione non è necessario possedere tutti i requisiti richiesti, ma solo quelli specificamente previsti per la categoria di lavoratori in cui si rientra (ad esclusione del periodo almeno trimestrale di conclusione della prestazione per la disoccupazione), oltre, ovviamente, per i lavoratori precoci, all’accredito di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro prima del compimento dei 19 anni. Chi possiede già tutti i requisiti, comunque, può presentare, oltre alla domanda di certificazione dei requisiti, anche la domanda di trattamento vero e proprio.

Chi saranno gli esclusi dall’Ape sociale e dalla pensione anticipata precoci

Se, in base al monitoraggio delle domande, le risorse risulteranno insufficienti per accontentare tutti, l’Inps dovrà individuare una platea di esclusi. Con tutta probabilità, saranno penalizzati i più distanti dalla pensione e coloro che hanno presentato in ritardo la domanda di verifica delle condizioni.

Per loro, comunque, il no all’Ape sociale o alla pensione anticipata precoci non sarà definitivo, ma sarà soltanto comunicato il posticipo della decorrenza della prestazione all’anno successivo.

Ad ogni modo,  la legge di bilancio potrebbe intervenire stanziando ulteriori fondi per evitare che ci siano esclusioni.

note

[1] D.lgs 67/2011.


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3 Commenti

  1. Cosa c entra la quota Inail con ape social ,,,il lavoro se è a il.agravoso lo è indipendentemente dalla quota Inail !!!!!!

  2. Sono nato il 05 luglio del 1955 ho in totale 40 anni e 3 mesi di contributi , assisto mia mamma disabile comma c23 da 6 mesi , sono stato un impiegato della provincia di caserta dal 11/05/1982 al 27/09/2017 data in cui sono stato trasferito presso il Comune di Napoli come vigile urbano , la mia vita lavorativa e’ iniziata con periodi alternati dall’ anno 1974 poi facendo la ricongiunzione mi ritrovo i 40 anni di contributi .
    volevo sapere se ho i requisiti per l’ APE SOCIALE essendo un CAREGIVER .
    IN ATTESA DI UNA VOSTRA RISPOSTA PORGO CORDIALI SALUTI.

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