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Droga in internet: quali rischi per chi acquista

13 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 ottobre 2017



Acquistare droga su internet per uso esclusivamente personale non è reato, ma si tratta comunque di un acquisto rischioso che può comportare sgradevoli conseguenze legali per l’acquirente.

Il mercato della droga su internet è in costante crescita, nonostante i ripetuti tentativi della polizia di contrastarlo. L’anonimato e l’acquisto di pochi grammi per uso esclusivamente personale non escludono tuttavia il rischio di controlli e sanzioni per gli acquirenti.

In base all’attuale legge vigente in Italia è reato soltanto l’acquisto o la detenzione di sostanze stupefacenti finalizzati alla cessione ad altre persone, mentre non sono reati l’acquisto o la detenzione per uso esclusivamente personale o per il cosiddetto “uso di gruppo[1].

Ma come si fa a distinguere l’acquisto per uso personale da quello che non lo è? Qual è il quantitativo limite oltre il quale l’acquisto può essere considerato reato?

Acquisto e detenzione per uso esclusivamente personale

 Un decreto del Ministero della salute del 2006 [2] ha stabilito per ciascuna sostanza stupefacente il quantitativo massimo oltre il quale la detenzione non può più essere considerata per uso esclusivamente personale. Per ciascuna sostanza è indicato il peso del principio attivo di una singola dose media e un moltiplicatore in base al quale è possibile calcolare il quantitativo massimo detenibile di principio attivo e di sostanza lorda, cioè di principio attivo con aggiunta delle sostanze utilizzate per il “taglio”.

Ad esempio per la marijuana e l’hashish il quantitativo massimo di sostanza lorda è di 5 grammi, mentre per la cocaina è di appena 1,6 grammi.

La Cassazione ha stabilito però che il solo peso della droga acquistata o detenuta non è sempre determinante per stabilire o escludere l’uso esclusivamente personale [3]. Il giudice, oltre al quantitativo di stupefacente, deve anche valutare tutte le altre circostanze del caso che possono aiutare ad affermare o escludere la detenzione per uso personale.

Si tratta di circostanze che non sono determinate dalla legge, ma sono lasciate alla libera valutazione del giudice. Tra gli elementi più comuni valutabili dal giudice ci sono: la divisione della sostanza in dosi, la detenzione di bilancini, materiale per il confezionamento o sostanza da taglio, il ritrovamento di numerose banconote di piccolo taglio o di registri di clienti, i precedenti penali, ecc.

In altre parole i quantitativi massimi stabiliti dalla legge sono solo un indizio e non una prova decisiva per determinare se l’uso sia esclusivamente personale o meno. Il giudice potrà ritenere l’uso personale anche in caso di superamento dei quantitativi massimi delle tabelle, così come potrà ritenere sussistente il reato in caso di detenzione di quantitativi al di sotto delle soglie di legge in presenza di elementi che facciano intendere una detenzione finalizzata alla cessione a terzi.

I rischi legati all’utilizzo personale

 La detenzione di droga per uso personale non è però immune da rischi.

Il fatto che la legge non la consideri reato non significa che un acquirente online, in caso di intercettazione del plico postale, non vada incontro a rischi legali. La legge infatti considera illecito amministrativo la detenzione e l’utilizzo di droghe per uso personale e i contravventori, oltre che essere convocati in Prefettura e ricevere un formale invito a non fare più uso di droghe e a seguire programmi terapeutici di disintossicazione, rischiano:

  • la sospensione della patente di guida o il divieto di conseguirla per un periodo fino a tre anni;
  • la sospensione del porto d’armi o il divieto di conseguirlo;
  • la sospensione del passaporto o il divieto di ottenerne il rilascio.

In conclusione, quindi, l’acquisto online di pochi grammi di sostanza stupefacente non costituisce reato, ma non esclude il rischio che l’acquirente, in caso di intercettazione della spedizione da parte delle forze dell’ordine, possa essere sottoposto ad accertamenti, essere indagato e imputato in un processo penale e subire sanzioni amministrative.

note

[1] Art. 73 DPR n. 309/1990

[2] D.M. 11/04/2006

[3] C. Cass. sent. 9 ottobre 2014, n. 46610


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