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Mutuo ristrutturazione: come funziona

13 novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 novembre 2017



Cosa fare e quali documenti presentare per ottenere un finanziamento in caso di ristrutturazione a seconda dei lavori. Le detrazioni fiscali.

Anche la casa, come il suo proprietario, invecchia. Così, prima o poi, arriva un momento in cui c’è bisogno di metterci mano ai vecchi impianti, ai muri da sistemare, ai serramenti da cambiare. Oppure è il caso di cambiare completamente la struttura della casa perché costruita 30-40 anni fa con altre logiche sia da un punto di vista energetico sia come distribuzione dei locali e materiali impiegati.

Insomma, la ristrutturazione di un immobile si rende spesso necessaria. Ma costa, ovviamente. Ecco perché c’è la necessità di chiedere un mutuo in banca per affrontare le spese. Un mutuo specifico, mirato a quel tipo di lavori e, quindi diverso, ad esempio, di quello per l’acquisto dell’abitazione.

Ma come funziona il mutuo per ristrutturazione? Chi ne ha diritto e quali sono i documenti da presentare?

Che cos’è il mutuo ristrutturazione

Il mutuo ristrutturazione consiste in un finanziamento che copre fino all’80% del valore che avrà l’immobile quando i lavori saranno finiti. Attenzione, dunque: la base di partenza non è il valore della casa allo stato attuale ma la stima di mercato che avrà quell’abitazione quando sarà ristrutturata. Insomma, se oggi vale 100 e, a lavori finiti, varrà 150, il mutuo ristrutturazione coprirà l’80% di 150.

Può essere stipulato da 5 a 30 anni a tasso fisso, variabile o misto in base alla capacità di rimborso. L’importo della rata, nonché la possibilità di sospensione, variano di banca in banca.

Il finanziamento viene erogato a chi ha un contratto a tempo indeterminato oppure a scadenza ma di durata non inferiore a quella del mutuo.

I documenti per avere un mutuo ristrutturazione

Ci sono tre tipi di lavori di ristrutturazione:

  • la manutenzione ordinaria: richiede soltanto il preventivo dell’impresa che effettuerà i lavori oppure di un professionista abilitato (un architetto, ad esempio);
  • la manutenzione straordinaria: richiede, oltre al preventivo, il progetto edilizio e la domanda di autorizzazione edilizia da chiedere al Comune, oppure la denuncia di inizio attività;
  • la ristrutturazione edilizia con grandi opere: richiede, oltre al preventivo, il permesso di costruzione ed il pagamento al Comune di un contributo.

A seconda dei lavori che devono essere fatti, bisognerà presentare questi documenti alla baca per ottenere il mutuo ristrutturazione insieme all’ultima busta paga.

Quando ottenere il capitale del mutuo ristrutturazione

Ottenuto il via libera della banca per l’erogazione del mutuo, il cliente potrà scegliere quando avere il capitale richiesto. Ha, infatti, due opzioni:

  • averlo in un’unica soluzione, cioè nel momento in cui hanno inizio i lavori, e utilizzare quei soldi per pagare, a mano a mano, le scadenze pattuite con l’impresa edile;
  • averlo nei vari stati di avanzamento. Se, ad esempio, il cliente ha stabilito con l’impresa di pagare un acconto all’inizio, una parte a metà lavori ed un saldo alla fine, può decidere di ottenere dalla banca i soldi del mutuo in questi tre momenti, cioè quando effettivamente gli servono per pagare l’impresa. Questa soluzione prevede la presentazione di una fattura.

Mutuo ristrutturazione: le detrazioni fiscali

La legge di Bilancio 2017 [1] consente di usufruire fino al 31 dicembre 2017 di una detrazione fiscale del 50% sui lavori di ristrutturazione di un immobile. È possibile beneficiare fino a quella data anche del bonus mobili, cioè di una detrazione del 50% su una spesa massima di 10mila euro per l’acquisto di mobili ed un’agevolazione sempre della stessa percentuale per l’acquisto di elettrodomestici di classe A+ oppure di classe A nel caso dei forni finalizzati all’arredo di una casa oggetto di ristrutturazione.

Fino al 31 dicembre 2021, invece, si può ottenere una detrazione d’imposta del 50% per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici costruiti nelle zone a maggior rischio di terremoti. La detrazione è, invece, del 65% delle spese effettuate fino al 31 dicembre 2016 per l’adozione di misure antisismiche nelle zone ad alta pericolosità.

I lavori di ristrutturazione edilizia negli immobili adibiti ad abitazione godono, inoltre, dell’aliquota Iva agevolata al 10%.

Qualsiasi contribuente assoggettato all’Irpef può usufruire delle detrazioni. Le agevolazioni spettano non solo ai proprietari degli immobili ma anche a chi possiede i diritti reali di godimento sugli immobili e sostiene le spese della ristrutturazione.

note

[1] Legge 232/2016.

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. Vorrei sapere se c’è un limite di età.
    Sono pensionata, ho 74 anni e sarei interessata ad accendere un mutuo pe ristrutturazione dell’importo di 70000 Euro di durata 5 anni
    Grazie

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