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Lo sai che? Come pagare cartella esattoriale scaduta?

Lo sai che? Pubblicato il 12 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 ottobre 2017

Quando scadono i giorni di tempo per pagare la cartella esattoriale, ecco come il contribuente può mettersi al sicuro da pignoramenti.

Ti è arrivata una cartella di pagamento dall’Agenzia Entrate Riscossione. Tuttavia, per una difficoltà economica, non sei riuscito a pagarla nei termini che ti erano stati indicati nella cartella stessa (60 giorni). Ora che finalmente ti sei procurato il denaro per estinguere il debito non vuoi sbagliare: vuoi giustamente essere certo che il pagamento vada a buon fine e che non risulti inutile. Il tuo problema è, dunque, come pagare una cartella esattoriale scaduta. Te lo spiegheremo in questo articolo: cercheremo di chiarire cosa rischi se non paghi immediatamente, cosa succede se paghi in ritardo e quali ulteriori somme ti possono essere addebitate.

Entro quanto tempo pagare la cartella esattoriale?

Prima però di chiarire come pagare la cartella esattoriale scaduta dobbiamo ricordare i termini entro cui va effettuato il versamento. Ci sono 60 giorni dal giorno in cui si riceve la notifica della cartella per poter estinguere il debito. Se il contribuente non era a casa al momento dell’arrivo del postino e quest’ultimo ha lasciato l’avviso di giacenza nella cassetta delle lettere, il termine dei 60 giorni per pagare decorre:

  • dal momento del ritiro della cartella se ciò avviene nei successivi 10 giorni;
  • dall’11° giorno se il ritiro avviene dopo 10 giorni.

Al contrario, i termini per fare ricorso contro la cartella di pagamento non sono sempre uguali e variano a seconda del tipo di importo richiesto:

  • 60 giorni, nella generalità dei casi;
  • 40 giorni, per le cartelle per debiti dovuti all’Inps o all’Inail;
  • 30 giorni, per le cartelle per debiti dovuti a multe stradali.

Cosa succede se scade il termine per pagare la cartella esattoriale?

Detto ciò, cerchiamo di capire cosa succede quando la cartella di pagamento scade. In teoria, già a partire dal giorno successivo, l’Agenzia Entrate Riscossione può promuovere un pignoramento, un fermo auto o (per debiti superiori a 20mila euro) un’ipoteca. L’ipoteca (a differenza del pignoramento) si può iscrivere anche sulla “prima casa”. In verità, però, le azioni esecutive o cautelari non sono così immediate. Anzi, a volte tardano così tanto ad arrivare che, nel frattempo, la cartella esattoriale è caduta in prescrizione.

Ci sono poi gli interessi da pagare. Attualmente il tasso degli interessi di mora, che maturano sulle cartelle esattoriali non pagate, è del 3,5%, determinato da un decreto ministeriale. Non c’è quindi possibilità di usura. Ciò significa che ogni anno di ritardo nel pagamento della cartella matura un interesse del 3,5% sulle somme dovute, esclusi sanzioni e interessi. Il tasso del 3,5% è in vigore dal 15 maggio 2017.

Si può pagare una cartella di pagamento in ritardo?

L’erario non può rifiutare un pagamento in ritardo, né un pagamento parziale. Anche se il contribuente non dovesse avere tutti i soldi per estinguere l’intero debito riportato nella cartella, ben potrebbe effettuare un versamento parziale, magari per ridurre l’esposizione debitoria e, quindi, gli interessi. Lo stesso potrebbe avvenire, ad esempio, per evitare l’ipoteca o il pignoramento della casa; come abbiamo detto, infatti, l’ipoteca può essere iscritta (anche sulla prima casa) solo se il debito supera 20mila euro, mentre il pignoramento (non sulla prima casa) scatta se il debito è pari o maggiore di 120mila euro. Quindi, il debitore ben potrebbe pagare una parte della cartella per un importo minimo solo al fine di far abbassare la soglia del debito e rientrare nei parametri entro i quali l’immobile non può essere aggredito.

Come pagare una cartella di pagamento scaduta?

Risulta a questo punto chiara anche la risposta alla domanda: come pagare una cartella esattoriale scaduta? Facile: nello stesso modo in cui si sarebbe pagato se non fosse stata scaduta. Ossia con il bollettino inserito nella cartella o, eventualmente, con F24. Se è passato molto tempo, potrebbero essere maturati gli interessi, per cui, per essere certi di estinguere integralmente il debito sarà bene farsi fare un conteggio presso l’ufficio più vicino di Agenzia Entrate Riscossione. Se invece gli interessi sono particolarmente bassi (si pensi a una cartella pagata il 70° giorno), il mancato versamento degli interessi non determina alcuna conseguenza: esiste infatti il divieto di emettere cartelle per importi inferiori a 30 euro.

Si può pagare una cartella esattoriale nei seguenti modi:

  • online sul sito di Agenzia delle Entrate – Riscossione (https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/) con carta di credito emessa in Italia
  • alle poste e in banca
  • tramite home banking del proprio istituto di credito (se la filiale è presente sul territorio italiano) o di Poste italiane (se correntista)
  • agli sportelli automatici bancari e postali abilitati
  • presso i tabaccai convenzionati con banca ITB, Sisal e Lottomatica
  • presso gli sportelli dell’Agente della riscossione che li ha emessi.

Entro quanto tempo pagare una cartella esattoriale scaduta?

Non esiste un termine massimo entro cui pagare una cartella esattoriale scaduta. Ogni momento è quello buono se si vuol evitare un pignoramento. Ovviamente, se il credito nel frattempo è caduto in prescrizione non converrà pagare.

Anche ad esecuzione forzata in corso si può pagare la cartella ed estinguere la procedura. Si può anche chiedere una rateazione (ossia una dilazione di pagamento). In tal caso:

  • i pignoramenti in corso vengono abbandonati col pagamento della prima rata;
  • vi è il divieto di avviare nuovi pignoramento;
  • vi è il divieto di avviare nuovi fermi o ipoteche;
  • eventuali fermi o ipoteche già iscritti prima della rateazione restano in piedi fino al pagamento dell’ultima rata. Tuttavia, nel caso del fermo auto, il contribuente può, con il versamento della prima rata, ottenere una sospensione del fermo medesimo e tornare a circolare. Il fermo sarà definitivamente estinto solo con l’ultima rata.

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Autore immagine: 123rf com


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