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Bolletta luce e gas: illegittime le commissioni sui pagamenti

13 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 ottobre 2017



Occhio alla bolletta: sanzioni dall’Antitrust alle compagnie per aver illegittimamente chiesto ai consumatori spese aggiuntive in base alle modalità di pagamento delle bollette.

La compagnia di energia elettrica e gas non può addebitare al cliente spese aggiuntive per lo strumento di pagamento prescelto (per esempio pagamento con bollettino invece che con domiciliazione bancaria). Lo vieta espressamente il Codice del Consumo che tutela la libertà di scelta del cliente contro costrizioni e pretese illegittime da parte degli operatori.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha così sanzionato Edison, A2A, Green Network, E.ON, Edison e Sorgenia [1] per aver applicato costi da 1 a 4 euro ai clienti che optavano per il pagamento delle fatture tramite bonifico o bollettino postale.

Illegittime le commissioni relative alle modalità di pagamento

Il consumatore deve essere libero di scegliere se pagare la bolletta tramite addebito diretto sul conto, bonifico o bollettino bancario/postale. La scelta di uno strumento di pagamento in luogo di un altro non può quindi essere assoggettata a dei costi aggiuntivi, secondo il gradimento dell’operatore.

Il Codice del Consumo contiene una norma [2] che vieta espressamente l’applicazione di commissioni per l’utilizzo di strumenti di pagamento. Questa previsione comporta il divieto per il “venditore” di qualsiasi prodotto di imporre spese all’acquirente (il consumatore) per l’utilizzo di un determinato mezzo di pagamento, quale ad esempio, nel caso di specie, il bollettino postale o bonifico.

Secondo l’Antitrust, il Codice del Consumo, oltre a prevedere il divieto per i professionisti di imporre ai consumatori un supplemento in relazione all’uso di determinati strumenti di pagamento, limita la possibilità di addebitare ai consumatori le spese sostenute dal professionista ai soli casi espressamente previsti. Allo stato, tuttavia, in assenza di una specificazione di tali casi, si deve ritenere che il divieto in questione valga nei confronti di tutti i soggetti e per tutti gli strumenti di pagamento.

Il sovrapprezzo imposto dall’operatore per le modalità di pagamento diverse dalla domiciliazione bancaria, non può neppure essere giustificate a titolo di “copertura dei costi di gestione dei pagamenti effettuati tramite bollettino postale o bonifico”. Il Codice del Consumo, infatti, non ammette deroghe espresse al divieto. Inoltre, il costo di gestione dei pagamenti effettuati a disposizione dei consumatori non può essere ribaltato dall’impresa sul cliente.

La circostanza che il professionista privilegi la domiciliazione bancaria, quale strumento di tutela del rischio del credito, non appare giustificare l’imposizione di un onere aggiuntivo per i consumatori che scelgano di effettuare il pagamento con bollettino postale o bonifico, in quanto il divieto assoluto del Codice del Consumo non lo consente.

note

[1] AGCM, provvedimenti del 20 settembre 2017.

[2] Art. 62 Cod. Consumo.

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3 Commenti

  1. A me Wind addebita sempre 0,60 per ” costi di incasso” e ho la domiciliazione bancaria!

  2. ultimamente ,da qualche mese,la wind applica una commissione di incasso anche se esiste una SEPA.
    E’ lecito?

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