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Lo sai che? Demolizione immobile: se il Comune non risponde è silenzio assenso?

Lo sai che? Pubblicato il 4 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 novembre 2017

Il proprietario di un immobile, per cui è stata chiesta la sanatoria, chiede al Comune l’autorizzazione a demolirne una porzione ricadente nella zona di rispetto dei 150 metri dalla battigia. Il Comune non dice nulla. È silenzio assenso?

La legge siciliana [1] prevede la possibilità giovarsi dell’autorizzazione del sindaco in sostituzione della concessione per gli interventi di manutenzione e di restauro conservativo [2] ove questi abbiano ad oggetto: le opere costituenti pertinenze o impianti tecnologici al servizio di edifici già esistenti, l’impianto di prefabbricati ad una sola elevazione adibiti ad uso non abitativo, le occupazioni di suolo mediante deposito di materiali o esposizioni di merci a cielo libero, le demolizioni, per l’escavazione di pozzi e per le strutture ad essi connesse, la costruzione di recinzioni, con esclusione di quelle dei fondi rustici, la costruzione di strade interpoderali o vicinali, nonché gli rinterri e gli scavi che non riguardino la coltivazione di cave o torbiere. Con riferimento agli interventi sopra richiamati, le autorizzazioni e successive modifiche ed integrazioni possono pertanto essere rilasciate dal sindaco sentiti i pareri dell’ufficio tecnico comunale e dello ufficiale sanitario, fermi restando eventuali altri pareri o nulla osta richiesti dalle normativa vigente. La procedura di accoglimento della domanda si forma attraverso il meccanismo del silenzio assenso. L’istanza per l’autorizzazione ad eseguire i lavori si intende difatti accolta laddove il sindaco non si pronunci nel termine di 60 giorni dalla presentazione della stessa. In questo caso, il richiedente ha la possibilità di dare corso ai lavori dandone preventiva comunicazione al sindaco. È tuttavia opportuno sottolineare che la procedura prevista è limitata dal fatto che il suo ambito di applicazione non si estenderebbe alle opere da eseguire in edifici gravati dai vincoli previsti dalla legge [3] recante disposizioni in materia di tutela delle cose d’interesse artistico e storico e dalla legge [4] avente ad oggetto la protezione delle bellezze naturali. Secondo quanto affermato dalla giurisprudenza, l’istituto del silenzio accoglimento dell’istanza di autorizzazione edilizia non può applicarsi per le opere da eseguire in edifici gravati dai vincoli [5]. La legge esclude l’applicazione della procedura di silenzio assenso per gli atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, costituendone pertanto una condizione ostativa definita a livello di legge statale [6]. L’istituto del silenzio assenso inteso ad assentire determinate opere ed invocato come presupposto per affermare l’intervenuta autorizzazione alla realizzazione dell’opera e la conseguente comunicazione al Comune dell’inizio dei lavori non può, in definitiva, trovare applicazione in zona sottoposta a vincoli di tutela paesaggistico-ambientale. Si ritiene, pertanto, necessaria un’autorizzazione edilizia comunale espressa, sebbene si consigli di chiedere chiarimenti al responsabile del procedimento dell’ente interessato, sollecitandone una risposta, al fine di verificare, previo esame della documentazione in possesso del richiedente, l’opportunità di promuovere un eventuale giudizio contro l’amministrazione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Leonardo Serra

note

[1] Art. 5 L.R. Sicilia n. 37 del 10.08.1985.

[2] Definiti dall’art. 20 L.R. Sicilia n. 71 del 27.12.1978.

[3] Previsti dalla l. n. 1089 dello 01.06.1939.

[4] L. n. n. 1497 del 29.06.1939.

[5] Tar Sicilia Palermo sent. n. 387 del 18.04.1994.

[6] Tar Calabria Catanzaro sent. n. 382 del 16.04.2012.


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