Diritto e Fisco | Articoli

Bed and Breakfast: si paga l’Ici?

4 novembre 2017


Bed and Breakfast: si paga l’Ici?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 novembre 2017



Nel 2010 abbiamo provveduto a liquidare l’Ici per un’attività di b&b (persona fisica con P. Iva): l’immobile non lo abbiamo considerato a fini Ici. Ora il Comune sostiene che non ci sono esenzioni. Che fare?

In via generale, la legge [1] prevede che viene esclusa dall’imposta comunale sugli immobili l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo. Tale introduzione è in vigore dall’anno 2008 e vale anche per le unità immobiliari ad essa assimilate dal Comune con regolamento o delibera comunale. Si precisa che per abitazione principale del soggetto passivo quell’unità immobiliare nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà usufrutto o altro diritto reale, ed i suoi familiari, dimorano abitualmente intendendosi per tale, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica. Per il riconoscimento dell’ esenzione è necessario, quindi, che ricorrano, in linea generale, le seguenti condizioni:

  • la sussistenza della soggettività passiva in capo ad una persona fisica che possiede un immobile a titolo di proprietà o altro diritto reale;
  • l’iscrizione dell’immobile in una categoria catastale diversa da A/1, A/8 ed A/9;
  • la concreta destinazione dell’unità immobiliare ad abitazione principale da parte dello stesso soggetto.

Queste condizioni debbono coesistere, in quanto la norma richiede che un particolare immobile si collochi in una posizione che lo relazioni da un lato ad un determinato soggetto e dall’altro ad un particolare scopo. Nel caso di specie, la soluzione è la seguente. Il Comune ha ragione. L’immobile può usufruire dell’esenzione solo nel caso in cui sia destinato ad abitazione principale, mentre invece dalla domanda così come è posta, sembra comprendere che l’immobile, fosse invece utilizzato per l’esercizio di attività d’impresa di guisa che è escluso dall’applicazione dell’esenzione. L’esenzione compete per l’immobile ad uso abitativo e la categoria catastale A/10 dell’immobile in oggetto, contraddistingue gli uffici (la destinazione non è, pertanto, abitativa e dunque l’esenzione non va applicata). Il consiglio pratico che diamo è il seguente: provvedere al pagamento ai fini Ici di entrambi gli immobili. In ogni caso da un punto di vista contenzioso, il lettore ha possibilità di difendersi in quanto l’esercizio dell’attività di b&b, prevedendo come requisito principale la residenza del titolare, può rientrare mediante un’interpretazione estensiva del dettato normativo, nell’esenzione citata; lo stesso dicasi nel caso in cui l’immobile pur essendo categoria A/10 è dato in comodato ai figli per uso abitativo.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Barbara Carbognani

note

[1] L. n. 126 del 24.07.2008, convertita in d.l. n. 93 del 27.05.2008.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI