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Lo sai che? Come sapere in che orari si può fare rumore?

Lo sai che? Pubblicato il 11 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 novembre 2017

Vorrei sapere gli orari di riposo pomeridiano e notturno in vigore a Palermo, in quanto vengo disturbato in orario pomeridiano da lavori in un negozio sotto casa.

I disturbi di cui il lettore si lamenta sono causati non dalla ordinaria attività dell’esercizio commerciale esistente nelle immediate vicinanze della sua abitazione, ma da lavori che in esso si stanno effettuando. Se così fosse, l’unica disposizione applicabile al suo caso è contenuta nel regolamento di Polizia urbana attualmente vigente nel Comune di Palermo, che vieta di fare rumori incomodi al vicinato specialmente dalle ore 22.00 alle ore 8.00. Infatti, le altre norme del citato regolamento che prevedono divieti specifici in materia di rumori riguardano le cosiddette industrie rumorose che, cioè, siano tali perché prevedono normalmente l’uso di macchinari rumorosi per il vicinato (nel caso del lettore, invece, i rumori provengono da lavori, come lui li ha definiti, e cioè da attività non connessa al normale svolgimento dell’attività commerciale). In ogni caso, e al di là del regolamento comunale, si valuti il fatto che se l’abitazione ed il negozio in questione sono ubicati nel medesimo edificio e questo costituisce un condominio, sarebbe utile verificare l’esistenza di clausole del regolamento condominiale che contengano (come assai di frequente avviene) divieti per l’esercizio di attività rumorose anche in particolari orari. Se l’abitazione ed il negozio in questione sono ubicati nel medesimo edificio condominiale e tali clausole esistono, il lettore ha titolo per chiedere che l’amministratore del condominio intervenga per esigere il rispetto di tali divieti da parte del titolare del negozio. Ma anche se l’abitazione ed il negozio non fossero compresi nello stesso edificio oppure se l’amministratore condominiale non volesse intervenire, il lettore ha comunque il diritto di pretendere che le attività che si svolgono all’interno del negozio non gli arrechino disturbo: esiste, infatti, una norma del codice civile [1] che vieta le cosiddette immissioni che superino la normale tollerabilità. Se, cioè, questi rumori fossero tali da superare la soglia della normale tollerabilità, cioè la ordinaria rumorosità di fondo (considerato anche il contesto ambientale, ad esempio residenziale e non industriale, in cui appartamento e negozio sono ubicati e considerate anche le abitudini degli abitanti e gli orari in cui tali rumori si propagano), il lettore ha diritto di chiedere al titolare del negozio di contenere i rumori derivanti da questi lavori entro soglie di intensità sopportabili. Ovviamente, se alla sua richiesta non dovesse seguire alcun riscontro, non resterebbe che intraprendere le opportune azioni legali una volta che si sia accertata l’esistenza di prove (sono sicuramente utili anche prove per testimoni) per poter dimostrare in giudizio l’esistenza dei rumori e il superamento delle soglie di tollerabilità. In conclusione, il consiglio pratico è quello innanzitutto di verificare (se l’appartamento ed il negozio fanno parte del medesimo edificio condominiale) se esistono clausole del regolamento condominiale che vietano le attività rumorose (in tal caso, dovrà richiedere all’amministratore condominiale di diffidare il titolare del negozio dal proseguire nell’attività rumorosa). Se, invece, l’abitazione ed il negozio non sono ubicati nello stesso edificio condominiale oppure se l’amministratore condominiale non volesse intervenire, il consiglio è, dopo essersi munito di utili prove (testimoni che possano confermare il disagio causato dai rumori), di inviare raccomandata con avviso di ricevimento al titolare del negozio (ed al proprietario dell’immobile in cui il negozio è situato, se fosse persona diversa dal titolare del negozio) nella quale, dopo aver descritto dettagliatamente il disagio causato dai rumori che si propagano dal negozio, dovrà chiedere di provvedere immediatamente a farli cessare o, comunque, di adottare tutti i più opportuni accorgimenti (ad esempio opere di insonorizzazione) per evitare che il rumore si propaghi causando fastidio e molestia alla tranquillità delle quotidiane occupazioni avvertendo che, in mancanza, sarà costretto a tutelarsi ricorrendo alla competente autorità giudiziaria.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Art. 844 cod. civ.


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