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Dichiarazione di successione: quali beni inserire

15 Novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Novembre 2017



Quali beni rientrano nella dichiarazione di successione.

I chiamati all’eredità, gli eredi e i legatari, entro 12 mesi dall’apertura della successione, devono presentare la dichiarazione di successione, cioè un documento fiscale con il quale forniscono all’Agenzia delle Entrate le informazioni sul patrimonio ereditario in modo da potervi calcolare le imposte.

Deve infatti essere pagata l’imposta di successione in relazione:

  • ai trasferimenti di beni e diritti per causa di morte, compresa la costituzione di diritti reali di godimento, la rinuncia a diritti reali o di credito e la costituzione di rendite o pensioni;
  • ai casi di immissione nel possesso dei beni dell’assente e di dichiarazione di morte presunta;
  • a tutti i beni e diritti trasferiti, anche se esistenti all’estero, nel caso in cui alla data di apertura della successione la persona deceduta era residente in Italia. In caso contrario, l’imposta è dovuta limitatamente ai beni e diritti esistenti in Italia.

Cosa va inserito nella dichiarazione di successione

Nell’attivo ereditario rientrano:

  • beni immobili e diritti reali su beni immobili;
  • i beni mobili e i titoli al portatore di qualsiasi specie posseduti dal defunto o depositati presso altri a suo nome;
  • denaro, gioielli e mobilia per un importo pari al dieci per cento del valore globale netto imponibile dell’asse ereditario, salvo che da inventario non ne risulti l’esistenza per un importo diverso;
  • rendite, pensioni e crediti;
  • aziende, quote sociali, azioni o obbligazioni;
  • navi, imbarcazioni e aeromobili che non fanno parte di aziende.

Inoltre, non si considerano compresi nell’attivo ereditario ma devono essere indicati nella dichiarazione di successione:

  • i beni culturali, sottoposti a vincolo precedentemente alla data di apertura della successione, sui quali sono stati assolti gli obblighi di conservazione e protezione;
  • i crediti contestati giudizialmente alla data di apertura della successione, fino a quando la loro sussistenza non sia riconosciuta con provvedimento giurisdizionale o con transazione.

L’Agenzia delle Entrate consiglia di indicare anche:

  • i titoli del debito pubblico (ivi compresi BOT e CCT), compresi i corrispondenti titoli del debito pubblico emessi dagli Stati appartenenti all’Unione Europea e dagli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico europeo;
  • gli altri titoli di Stato, garantiti dallo Stato o equiparati (compresi i corrispondenti titoli del debito pubblico emessi dagli Stati appartenenti all’Unione Europea e dagli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico europeo), nonché ogni altro bene o diritto dichiarato esente dall’imposta da norme di legge.

Cosa non va inserito nella dichiarazione di successione

Non vanno indicati in dichiarazione, in quanto non concorrono a formare l’attivo ereditario:

  • i beni e i diritti iscritti a nome del defunto nei pubblici registri, quando è provato con atto pubblico, scrittura privata autenticata, provvedimento giurisdizionale o altro atto scritto avente data certa, che egli ne aveva perduto la titolarità;
  • azioni e titoli nominativi intestati al defunto, alienati anteriormente all’apertura della successione con atto autentico o girata autenticata;
  • le indennità di fine rapporto in caso di morte del prestatore di lavoro e le indennità spettanti per diritto agli eredi in forza di assicurazioni previdenziali obbligatorie o stipulate dal defunto;
  • i crediti verso lo Stato, gli enti pubblici territoriali e gli enti pubblici che gestiscono forme obbligatorie di previdenza e di assistenza sociale, compresi quelli per il rimborso di imposte o di contributi, fino a quando non siano riconosciuti con provvedimenti dell’amministrazione debitrice;
  • i crediti ceduti allo Stato entro la data di presentazione della dichiarazione di successione;
  • i veicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico.

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2 Commenti

  1. quando si inseriscono le donazioni a eredi diretti (accollazione) come si ripartisce le quote sugli altri immobili ”

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