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Lo sai che? Si può vendere l’auto prima del fermo e dopo il preavviso?

Lo sai che? Pubblicato il 13 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 ottobre 2017

Revocabile l’intestazione fittizia dell’auto, dopo la notifica del preavviso del fermo amministrativo.

Un uomo riceve un preavviso di fermo amministrativo sull’auto da parte di Agenzia Entrate Riscossione. Sapendo che solo se l’auto risulta a lui intestata potrà essere sottoposta al blocco, pensa di intestarla alla moglie. Per non fare le cose troppo “sporche”, evita la donazione e simula una vendita, stabilendo un corrispettivo minimo che, successivamente, si fa bonificare dal conto della donna sul proprio. È valido un comportamento di questo tipo per evitare le ganasce fiscali? Si può vendere l’auto prima del fermo e dopo il preavviso? La questione è stata chiarita dalla Cassazione con una interessante sentenza pubblicata ieri [1].

L’intestazione fittizia del mezzo è certamente un sistema che può servire, in astratto, per evitare il fermo auto. Inoltre, la legge che impone di annotare sul libretto di circolazione ogni uso continuativo dell’auto altrui, che si protrae per almeno 30 giorni di seguito, non vale tra familiari conviventi e, quindi, anche tra coniugi; pertanto ben potrebbe il marito continuare a circolare con l’auto formalmente intestata alla moglie (di tanto abbiamo già parlato in Posso circolare con un’auto intestata a mio mario o mia moglie?). Tuttavia, perché la cessione dell’auto, volta ad evitare il fermo, sia valida è necessario che avvenga prima della notifica del preavviso di fermo. Dopo di questo atto, infatti, l’intestazione risulta chiaramente in frode alla legge, eseguita cioè per eludere la misura cautelare; pertanto può essere revocata. Difatti – riconosce la Cassazione – si presume che marito e moglie o i due conviventi, legati perciò da un vincolo sentimentale di convivenza, comunichino tra loro circostanze che riguardano la vita in comune. Per cui, l’acquirente dell’auto ben è a conoscenza della situazione di incombente fermo amministrativo; non si può escludere la sua ignoranza sul fatto. Ed è proprio questa consapevolezza che consente la revoca della vendita.

Le cose sono ancora più semplici in caso di donazione dell’auto: in tal caso, infatti, il creditore (Agenzia Entrate Riscossione) non deve dimostrare la consapevolezza del terzo relativamente al debito del donante; così può revocare l’atto di cessione senza dover fornire troppe dimostrazioni.

In teoria la revocatoria della vendita o della donazione dell’auto potrebbe intervenire anche prima della notifica del preavviso di fermo; la giurisprudenza infatti consente tale azione tutte le volte in cui la cessione del bene avviene a debito già contratto, circostanza che, nel caso del fisco, risale a ben prima della notifica della cartella di pagamento, già con l’omesso versamento delle imposte.

Si ricorda infine che, per evitare il fermo, non c’è bisogno necessariamente di cedere l’auto; ben si può cointestarla a due o più persone. Se infatti non è solo il contribuente-debitore il proprietario del mezzo, questo non può essere sottoposto a fermo.

note

[1] Cass. sent. n. 23950/17 del 12.10.2017.


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