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Lo sai che? Che cos’è la nuova legge cinema ed audiovisivo

Lo sai che? Pubblicato il 13 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 ottobre 2017

Molte le novità introdotte a favore del cinema e dell’audiovisivo dalla nuova legge cinema, a partire da un corposo nuovo fondo per gli investimenti in tale ambito e non solo.

In questo periodo i red carpet dei vip più amati -con i relativi selfie- dilagano. Inondati da festival cinematografici quali la Mostra del cinema di Venezia o -a breve- la Festa del cinema di Roma (che avrà luogo dal 26 ottobre al 5 novembre prossimi), facile rendersi conto quanto peso il cinema abbia assunto per un pubblico sempre più vasto e variegato. Ed è così che anche la normativa ha voluto e dovuto adeguarsi e dare spazio e giusto peso a un settore in continua crescita. Ề, infatti, recente la cosiddetta “nuova legge cinema e audiovisivo[1]. Effettiva dall’inizio di quest’anno, intende ogni produzione cinematografica come espressione culturale da diffondere e da salvaguardare. Per questo vengono stanziate più risorse a favore degli operatori specializzati del settore; ma non si pensa solo agli addetti ai lavori, si cerca anche di avvicinare le scuole e i ragazzi. Studenti più coinvolti (con il 3% del fondo dedicato a loro per istruirli maggiormente), ma incentivi vanno anche a giovani autori, a chi esporta all’estero opere italiane diffondendole, a chi apre nuova sale o ne restaura di vecchie (previsti a tale proposito 120 milioni di euro in cinque anni); si tratta delle cosiddette “sale storiche”, ma una spinta in tale direzione viene data con la facilitazione delle modalità per ottenere il riconoscimento di interesse culturale.

I vantaggi della legge

Per chi fa cinema viene istituito un nuovo “Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e l’audiovisivo”, con un finanziamento base stanziato che non potrà mai essere inferiore ai 400 milioni di euro e che vede un aumento del 60%, pari a circa 150 milioni di euro in più messi a disposizione. Inoltre si punta su un meccanismo inedito di auto-sostentamento, re-investendo l’11% del ricavato dall’importo delle tasse versate proprio nel cinema e nell’audiovisivo stessi. Il 18% di esso è usato per finanziare opere prime e seconde.

Digitalizzazione dei prodotti, più garanzie per le imprese e più tax credit

La legge comprende anche un Piano nazionale per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo, oltre ad un Fondo di garanzia di 5 milioni di euro per le piccole e medie imprese del settore. Infine -ultima novità importante- è quella del puntare molto su un grosso incentivo dei crediti d’imposta. Potenziati, il 30% di essi andrà a favore di coloro che distribuiscono prodotti italiani, di aziende che investono in produzioni nostrane e di imprese italiane che -al contrario- invece cooperano con altre straniere. Ciò vale anche per Netflix o Amazon. Ancor più rilevante il fatto che il 40% di questi tax credit sarà destinato ai produttori indipendenti che curano autonomamente la distribuzione, senza ricevere fondi o finanziamenti.

Tv pubbliche e private più italiane

Incentivi anche alle tv che inseriscono nella loro programmazione di palinsesto soprattutto prodotti italiani od europei. A tale proposito la normativa non solo è chiarissima, ma molto stringente e bene definita. Si tratta dell’obbligo di trasmettere in prime time (in prima serata, ovvero la fascia oraria che va dalle ore 21 alle ore 23 circa) almeno un film o una fiction italiani per le reti private e ben due per quella pubblica di Stato. Non solo. Ma sono le ammende previste a far capire la restrittività della legge. Si arriva addirittura a multe molto salate (che vanno da 100mila a 5 milioni di euro, fino a giungere al 3% del fatturato) per chi non rispetta né segue tali parametri. Pertanto è facilmente comprensibile quanto la legge abbia sollevato polemiche da parte di alcuni broadcaster -per quanto difesa strenuamente dal ministro della Cultura Dario Franceschini. Il decreto legge ha visto anche il sostegno favorevole di alcuni registi italiani quali il napoletano Gabriele Salvatores e il romano Daniele Lucchetti.

Film valutati dagli addetti ai lavori

Ultima novità rilevante e che fa del cinema una cosa sempre più “personale”: via la censura di Stato e niente più commissioni ministeriali a dare un parametro di valutazione dei film: esso verrà dagli stessi operatori.

Di BARBARA CONTI

note

[1] Meglio nota come “Disciplina del cinema e dell’audiovisivo”, è entrata in vigore a partire dal dicembre scorso, dopo essere stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale in novembre; è la n. 220 del 14/11/2016.


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