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Quando concedere attenuanti generiche

15 novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 novembre 2017



Vediamo quali sono le domande più frequenti circa l’applicazione delle attenuanti generiche.

Cosa sono le attenuanti generiche

Le circostanze attenuanti generiche permettono di ottenere una diminuzione della pena pari ad un terzo [1]. Questo significa, ad esempio, che se all’imputato deve essere comminata una pena di un anno di reclusione, la stessa verrà ridotta ad otto mesi (dodici mesi meno un terzo).

Quando vengono concesse le attenuanti generiche?

Il codice penale dice che le attenuanti generiche sono concesse tutte le volte in cui il giudice decide di tener conto di circostanze che giustificano una diminuzione della pena. Secondo la Corte di Cassazione, le attenuanti generiche sono state introdotte nel nostro ordinamento per mitigare le sanzioni che, altrimenti, risulterebbero troppo severe [2]. In altre parole, le attenuanti generiche verrebbero concesse quando anche il minimo della pena prevista dalla legge sarebbe una punizione esagerata per il responsabile.

Quali elementi valuta il giudice al fine di concedere le attenuanti generiche?

Il codice penale espressamente esclude che le attenuanti generiche possano essere concesse per il semplice fatto di essere incensurati. Quali sono, allora, gli elementi che il giudice concretamente valuta per la loro concessione? Innanzitutto, va detto che gli elementi su cui si basa il riconoscimento delle attenuanti generiche non possono essere gli stessi che hanno indotto il giudice a concedere le attenuanti comuni. Queste sono le circostanze che il codice penale ha previsto in casi specifici: ad esempio, è un’attenuante comune quella di aver commesso il fatto perché provocato da un’ingiustizia altrui [3]. Di conseguenza, il giudice potrà concedere le attenuanti generiche:

  • in caso di fatto lieve o comunque non grave;
  • quando l’imputato collabora con la giustizia (ad esempio, durante le indagini preliminari);
  • quando l’imputato dimostra un comportamento processuale corretto (rinunciando, ad esempio, ad inutili strategie dilatorie oppure decidendo di sottoporsi ad esame);
  • quando l’imputato ha dato prove concrete di ravvedimento o pentimento;
  • quando l’imputato ha confessato di aver commesso il reato;
  • quando l’imputato dimostra una scarsa pericolosità sociale;
  • quando l’imputato ha agito a causa delle disagiate condizioni economiche (si pensi al furto in un supermercato commesso da chi non ha nulla da mangiare).

Al contrario, le attenuanti generiche sono state negate quando il reo ha portato avanti con particolare determinazione il suo piano criminoso, quando non ha mostrato alcun pentimento, quando, anche dalle dichiarazioni rese nel procedimento, c’è il fondato timore che la condotta criminosa possa essere ripetuta.

Le attenuanti generiche valgono solo per i reati meno gravi?

No. Le attenuanti generiche sono compatibili anche con i reati molto gravi e in caso di condanna ad una pena elevata. Secondo la Corte di Cassazione, è legittima la decisione del giudice che, da un lato, determini la pena base nel massimo edittale consentito dalla legge e, allo stesso tempo, conceda le attenuanti generiche, in quanto non sussiste un rapporto di necessaria dipendenza tra le due statuizioni [4]. Ne consegue, quindi, che l’applicazione delle attenuanti generiche non implica necessariamente un giudizio di non gravità del reato. Ad esempio, il codice penale prevede la reclusione dai tre ai sette anni per colui che cagiona una lesione grave ad una persona [5]. Il giudice, in presenza di un fatto del genere, potrà considerare molto grave il fatto e, pertanto, ritenere che all’autore del reato debba essere comminata la pena massima, cioè sette anni; allo stesso tempo, però, potrà concedergli le attenuanti generiche sulla scorta, ad esempio, del suo corretto comportamento processuale. Di conseguenza la pena finale inflitta sarà pari a quattro anni e otto mesi (sette anni corrispondono a ottantaquattro mesi, ai quali ne vanno sottratti ventotto, per un totale di cinquantasei mesi, ossia quattro anni e otto mesi).

Quante attenuanti generiche possono essere applicate?

Il codice penale è molto chiaro: anche se dovessero ricorrere più motivi meritevoli di apprezzamento (ad esempio, corretto comportamento processuale, manifesto pentimento, lievità del reato), le attenuanti generiche vengono considerate come un’unica circostanza. Di conseguenza, lo sconto sarà sempre di un terzo. Di contro, le attenuanti generiche possono convivere con un’attenuante comune: in questo caso, quindi, l’imputato avrà diritto a due sconti di pena.

Le attenuanti generiche si applicano a tutti i reati?

Non proprio. Secondo il codice penale, nella valutazione della concessione delle attenuanti generiche ai recidivi reiterati autori di alcuni delitti ritenuti dall’ordinamento particolarmente gravi (come l’associazione per delinquere di stampo mafioso), non si può tener conto dell’intensità del dolo, delle condizioni di vita dell’autore o della sua condotta in generale (salvo quella successiva al reato). In altre parole, nel caso di delinquenti particolarmente incalliti (recidivi reiterati significa che devono avere alle spalle almeno altri due delitti) la legge ha cercato di limitare la concessione delle attenuanti generiche.

note

[1] Art. 62-bis cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 3228/1983 del 18.04.1983.

[3] Art. 62 cod. pen.

[4] Cass., sent. n. 12049/2010 del 29.03.2010.

[5] Art. 583 cod. pen.


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