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Scoperta di un telefono segreto: non c’è separazione con addebito

15 ottobre 2017


Scoperta di un telefono segreto: non c’è separazione con addebito

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 ottobre 2017



Un secondo telefono, usato per fare chiamate di nascosto a un’ex amica/o non è prova di tradimento.

È legittimo avere un telefono segreto: l’uso del secondo telefonino per chiamare una vecchia amica può essere giustificato dalla gelosia della moglie. Quindi, se lei scopre il dispositivo con le chiamate a un’altra donna non può chiedere la separazione con addebito. È questo il principio uscito fuori, di recente, dalle aule del Tribunale di Asti [1]. Secondo il giudice piemontese non basta il rinvenimento di un cellulare per far scattare la presunzione di tradimento.

Un detto popolare dice che tre indizi fanno una prova. Funziona un po’ così anche per il diritto che chiama gli indizi con il termine «presunzioni». Le presunzioni, per costituire prova, devono essere «gravi, precise e concordanti», dice la legge. L’uso del plurale fa ritenere quindi che le presunzioni, per poter dimostrare un fatto, devono essere necessariamente più di una, tutte tra loro univoche. Ora, scoprire un telefono segreto è sicuramente un primo indizio. In una famiglia normale vorrebbe dire: lancio di piatti e di bicchieri. Ma da solo, per il tribunale, non può bastare per provare un tradimento. Trovare, su questo cellulare, solo chiamate in uscita sempre allo stesso numero fa presumere che il dispositivo nascosto sia “dedicato” appositamente a quella persona. Gli indizi sono già due. Il terzo indizio è che quella persona è una donna. E siamo a tre. Difatti parte subito la richiesta di separazione con addebito all’uomo, sospettato di essere un traditore. Ma il giudice ritiene tutti questi fatti ancora insufficienti se il clima familiare è improntato alla gelosia e alla diffidenza reciproca. E seppure la Cassazione ha sempre detto che anche il sospetto di tradimento basta per la separazione con addebito, a condizione però che le voci di paese ledano la dignità del coniuge, quando invece la vicenda si consuma dentro le quattro mura domestiche non c’è rischio di oltraggio alla rispettabilità della moglie. Che pertanto dovrà trovare prove più concrete per dimostrare il tradimento del marito. Soprattutto se il “terzo incomodo”, oggetto di tanta attenzione è – almeno stando ai racconti – solo un’amica.

Secondo la sentenza in commento, la circostanza che il marito abbia dei contatti telefonici, per quanto riservati, con una terza persona, non dimostra che vi sia una relazione extraconiugale, specie se si tratta di un’amicizia di vecchia data. L’occultamento del telefono, quindi, può essere ricondotto alla reciproca gelosia di cui i due coniugi soffrivano.

Non conta neanche il fatto che il rinvenimento del telefono abbia innescato la crisi poiché, in questo caso, di tale crisi è vittima anche il marito.

note

[1] Trib. Asti, sent. n. 749/2017.

Autore immagine: 123rf com


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