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Pensioni, posso chiedere l’Ape nella gestione separata?

15 Ottobre 2017 | Autore:
Pensioni, posso chiedere l’Ape nella gestione separata?

Chi è iscritto alla gestione Separata può richiedere l’anticipo pensionistico per i periodi lavorati come co.co.co. o libero professionista?

Possiedo periodi di lavoro come dipendente e parasubordinato: posso chiedere l’Ape volontario anche per i contributi accreditati nella gestione Separata?

Certamente i contributi accreditati nella gestione Separata per i periodi lavorati in qualità di parasubordinato (cococo) hanno pieno rilievo ai fini  del calcolo dell’Ape.

Come descritto nella Legge di Bilancio 2017, infatti [1], l’Ape, cioè l’anticipo pensionistico,  può essere richiesto dagli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria Inps, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla gestione Separata. Al momento della domanda:

  • si deve possedere un’età anagrafica minima di 63 anni;
  • si deve maturare il diritto a una pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;
  • si devono possedere almeno 20 anni di contributi;
  • la pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’Ape richiesta, deve essere pari o superiore, al momento dell’accesso alla prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria.

Non possono ottenere l’Ape coloro che sono già titolari di una pensione diretta.

In base a quanto disposto dalla normativa, dunque, appare chiaro che i contributi versati presso la gestione Separata possono essere considerati nel calcolo Ape.

Ape e cumulo dei contributi

Non bisogna dimenticare, a tal proposito, che la legge di Bilancio 2017 ha ampliato la facoltà di cumulare i contributi presenti in gestioni diverse per il diritto alla pensione: se l’interessato all’Ape opta per liquidare il trattamento di pensione beneficiando del cumulo dei contributi, quindi, l’Ape deve essere calcolata sulla base della futura pensione ottenuta col cumulo, considerando, però, i soli contributi presenti nelle gestioni Inps (gestione Separata compresa), perché le casse professionali non prevedono la facoltà di anticipo pensionistico.

Ad ogni modo, se si è iscritti anche in una cassa professionale l’Ape non è preclusa, perché la legge non richiede l’iscrizione in modo esclusivo alle sole gestioni Inps; ai fini Ape non potranno però rilevare i contributi presenti nella cassa professionale.

La possibilità di calcolare l’Ape sulla base della pensione in cumulo emerge anche da quanto disposto dal decreto attuativo sull’Ape volontario: il dpcm, difatti, stabilisce che, contestualmente alla domanda di Ape, deve essere presentata domanda di pensione. Domandando la pensione col cumulo, dunque, l’Ape è calcolata sulla base di questo trattamento, comprensivo di tutti i contributi presenti nelle gestioni Inps.

Maggiori chiarimenti sulla particolare casistica dell’Ape col cumulo dovranno, comunque, essere esposti dall’Inps in occasione dell’emanazione della circolare attuativa in materia di anticipo pensionistico volontario.

Pensione supplementare nella gestione Separata e Ape

È utile sapere, in ogni caso, che chi possiede contributi nella gestione Separata potrebbe anche richiedere l’Ape per i soli contributi Inps al di fuori della gestione stessa: all’età pensionabile (attualmente pari a 66 anni e 7 mesi), l’interessato otterrebbe la pensione di vecchiaia ordinaria presso il fondo lavoratori dipendenti  (o presso la diversa gestione Inps in cui si possiedono contributi) e la pensione supplementare presso la gestione Separata. La quota di Ape sarebbe più bassa, perché calcolata sulla sola pensione presso il fondo lavoratori dipendenti (o la diversa gestione), ma l’interessato otterrebbe complessivamente una penalizzazione minore sul futuro trattamento, in quanto percepirebbe la pensione supplementare presso la gestione Separata per intero, senza alcuna penalizzazione.


note

[1] Art.1 Co.167 L. 232/2016.


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