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Lo sai che? Lavorare tramite cooperativa: quali vantaggi?

Lo sai che? Pubblicato il 15 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 ottobre 2017

Che cosa sono e come funzionano le cooperative, quanto conviene, quanto si guadagna, come aprirne una se non si trova lavoro, quali agevolazioni fiscali.

Con un mercato del lavoro in crisi, una delle strade da imboccare per trovare un posto in alternativa all’azienda tradizionale è quello della cooperativa. Un rapporto di lavoro particolare che comporta alcuni rischi ma che ha anche i suoi lati positivi. Vediamo quali vantaggi offre lavorare tramite cooperativa.

Che cos’è una cooperativa

La cooperativa è una società a capitale variabile con responsabilità limitata per i suoi soci. Giuridicamente si tratta di una società di diritto privato, pertanto si mette sullo stesso piano di una qualsiasi impresa.

Ha uno scopo di tipo mutualistico per il raggiungimento di un bisogno, che può essere di lavoro, di beni di consumo, di servizi, di abitazione, ecc. Gli utili vanno reinvestiti nell’attività, quindi non distribuiti.

Per costituire una cooperativa ci vogliono almeno 3 soci. Questo è il numero minimo, ma non esiste un numero massimo.

I riferimenti normativi di una cooperativa sono quelli della SpA e della Srl. Il primo viene applicato per le realtà con almeno 20 soci e un attivo patrimoniale superiore a un milione di euro. Il modello della Srl, invece, riguarda le cooperative con meno di nove soci e con un attivo patrimoniale inferiore al milione di euro. Le cooperative che non hanno questi requisiti (cioè che hanno dei parametri inferiori o superiori a quelli citati) possono scegliere a quale tra i due modelli fare riferimento.

La cooperativa, quindi, funziona (quasi in tutto) come una società di capitale. Pertanto, ha gli organi sociali: assemblea, consiglio di amministrazione o amministratore unico e collegio sindacale qualora obbligatorio per legge. Ogni socio può esprimere in assemblea un solo voto indipendentemente dalla sua partecipazione al capitale sociale.

I tipi di cooperative

Chi intende lavorare tramite cooperativa, può scegliere tra diversi settori:

  • cooperative agricole o di pesca: si occupano della coltivazione della terra ma anche di acquisti e servizi di raccolta, di conservazione di prodotti agricoli o ittici, di allevamenti;
  • cooperative culturali, turistiche e sportive: lavorano in questi tre settori organizzando, gestendo e promuovendo eventi;
  • cooperative di consumo: sono costituite da soci consumatori utenti di un vantaggio mutualistico che si basa su questo concetto: più si acquista, più si riduce il prezzo dei beni per i soci compratori. Per essere costituita, però, ci vuole un minimo di 50 soci;
  • cooperative di credito: sono delle vere e proprie banche che propongono ai soci alcuni vantaggi nella gestione del credito e del risparmio (vedi, ad esempio, la Banca etica);
  • cooperative di produzione e di lavoro: propongono attività di produzione e di servizi. I soci sono, allo stesso tempo, lavoratori e imprenditori;
  • cooperative di servizi: impegnano i propri lavoratori per servizi come pulizie, gestione delle mense, vigilanza, ecc.
  • cooperative sociali: si tratta di realtà con finalità solidaristiche verso la collettività ed il territorio in cui operano. Proprio per questo, usufruiscono di particolari agevolazioni fiscali e di un Iva agevolato;
  • cooperative edilizie: il loro scopo è quello di costruire delle abitazioni per i propri soci in proprietà o in godimento a prezzi più vantaggiosi grazie al credito agevolato rilasciato dalle Regioni.

Lavorare tramite cooperativa: la mutualità prevalente

Altro concetto importante di cui parlare per capire i vantaggi di lavorare tramite cooperativa è quello della mutualità. Anzi, si può dire che questo concetto fa parte del Dna di una cooperativa: la mutualità, infatti, si traduce nel garantire ai soci una serie di beni, occasioni di lavoro o servizi a condizioni più interessanti risetto a quelle di mercato.

Questo significa che le cooperative a mutualità prevalente svolgono un’attività in favore dei soci e dei consumatori o degli utenti dei propri servizi attraverso il lavoro dei soci.

Da un punto di vista legale, la mutualità prevalente è regolamentata dal Codice civile [1] e va documentata da amministratori e sindaci nella nota integrativa di bilancio. Nel dettaglio:

  • i ricavi delle vendite dei beni o delle prestazioni dei servizi erogati verso i soci devono superare il 50% del totale;
  • il costo del lavoro dei soci deve superare il 50% del totale [2];
  • il costo di produzione per servizi o beni ricevuti dai soci deve superare il 50% del totale.

Per avere lo status di società senza scopo di lucro, le cooperative devono rispettare i seguenti parametri:

  • non distribuire dividenti superiori all’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi aumentato di 2,5 punti rispetto al capitale versato;
  • non remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori per più di 2 punti rispetto al massimo previsto per i dividendi;
  • non distribuire le riserve tra i soci;
  • devolvere, in caso di scioglimento della cooperativa, l’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

Lavorare tramite cooperativa: le condizioni dei soci

Il rapporto giuridico tra chi sceglie di lavorare tramite cooperativa e quest’ultima può essere di due tipi:

  • un rapporto associativo: non si tratta di un rapporto di dipendenza ma di partecipazione all’andamento della cooperativa;
  • un rapporto di lavoro: il regolamento interno della cooperativa (approvato dall’assemblea e depositato entro 30 giorni presso l’Ispettorato territoriale del lavoro in cui la stessa ha sede) stabilisce la tipologia dei rapporti che intendono attuare con i soci lavoratori (subordinato, autonomo collaborazione coordinata non occasionale).

Trattamento economico

Quanto guadagna chi vuole lavorare tramite cooperativa? Viene stabilito un minimo a seconda del rapporto di lavoro instaurato tra le parti (subordinato o di collaborazione), ed eventuali compensi ulteriori, che possono essere decisi dall’assemblea.

I diritti del socio lavoratore della cooperativa

Sul rapporto associativo di chi intende lavorare tramite cooperativa viene applicato lo Statuto dei Lavoratori, con delle differenze a seconda del tipo di contratto (subordinato o di collaborazione).

Come avviare una cooperativa

Lavorare tramite cooperativa può essere una soluzione per un gruppo di lavoratori che perde il proprio posto in seguito ad una ristrutturazione aziendale e, per colpa della crisi (che è la scusa più comune), non riescono a trovare un’altra occupazione.

Facendo tesoro dell’esperienza accumulata, spesso questi lavoratori decidono di costituire una cooperativa per rimettersi in gioco. I passaggi necessari per farlo sono:

  • discutere insieme una proposta di costituzione e la quota sociale;
  • predisporre l’atto costitutivo e lo statuto davanti ad un notaio;
  • chiedere all’Agenzia delle Entrate un codice fiscale ed una partita Iva;
  • chiedere una Pec (posta elettronica certificata);
  • depositare presso la Camera di Commercio l’atto costitutivo;
  • formalizzare l’iscrizione al Registro delle imprese e all’Albo delle cooperative.
  • Il notaio ha tempo 20 giorni per iscrivere al registro delle imprese l’atto costitutivo, occorre a monte effettuare l’atto costitutivo in concerto con i futuri soci, per cui occorre circa un mese salvo casi particolari.

Il notaio ha 20 giorni di tempo per iscrivere al Registro delle imprese l’atto costitutivo.

I costi per la costituzione di una cooperativa possono arrivare a qualche migliaio di euro tra parcella del notaio, iscrizione al Registro e all’Albo, apertura della partita Iva ed acquisto e vidimazione dei libri sociali e dei registri contabili. Il capitale sociale minimo è di 25 euro, anche se deve corrispondere al numero di soci e coprire, almeno, le prime spese.

Lavorare tramite cooperativa: quali vantaggi? 

·         maggiore retribuzione;

·         acquisto di beni o servizi a prezzo più basso o conferimento degli stessi a prezzi superiori rispetto a quelli offerti dal mercato;

·         maggiori occasioni di lavoro e migliori condizioni di remunerazione rispetto a quelle offerte sul mercato;

·         riduzione dei costi di gestione della singola impresa;

·         avvio di un’attività imprenditoriale senza investimento di grandi capitali.

note

[1] Artt. 2512, 2513 e 2514 cod. civ.

[2] Ai sensi dell’art. 2425, co. 1, cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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