Diritto e Fisco | Articoli

Esecuzione: che fare per far liberare la casa occupata?

11 novembre 2017


Esecuzione: che fare per far liberare la casa occupata?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 novembre 2017



Cosa si può fare per far liberare la casa del debitore che la occupa e renderla più appetibile in sede d’asta? La banca non si è costituita: in caso di vendita, il ricavato va sempre prima a soddisfare il suo credito?

La liberazione dell’immobile è decisione rimessa all’esclusiva volontà del giudice dell’esecuzione a cui la stessa può venire sollecitata dal custode giudiziario anche attraverso istanze presentate dal creditore. Il giudice dell’esecuzione dispone, con provvedimento non impugnabile, la liberazione dell’immobile pignorato, quando non ritiene di autorizzare il debitore a continuare ad abitare lo stesso, o parte dello stesso, ovvero quando revoca la detta autorizzazione, se concessa in precedenza, ovvero quando provvede all’aggiudicazione o all’assegnazione dell’immobile. È chiaro che nel caso del lettore occorre che l’istanza debba essere corredata da motivi tali da rendere più che opportuno innanzitutto che il custode solleciti il provvedimento di liberazione e, poi, che il giudice lo adotti. E allora le ipotesi sono quelle o di un venir meno del titolo in virtù del quale il debitore continua ad occupare l’immobile (ad esempio già intervenuto provvedimento di sfratto o di sgombero per occupazione sine titulo) oppure di danni arrecati dal debitore all’immobile o di mancata manutenzione se trattasi di affittuario o comodatario. Solo dinanzi a tali esigenze il giudice può adottare e ritenere opportuno disporre la liberazione dell’immobile, viceversa dovendosi attendere il momento dell’aggiudicazione o dell’assegnazione.

Quanto al secondo quesito posto, l’istituto bancario se non interviene nella procedura esecutiva non parteciperà in alcun modo alla ripartizione dell’eventuale ricavato della vendita. La banca, in quanto creditore privilegiato, avrà tempo perciò fino all’udienza fissata per l’audizione dei creditori con riferimento alla redazione del progetto di distribuzione contenente la graduazione dei creditori che vi partecipano. Superata tale udienza, la banca, se non sarà intervenuta, non potrà più partecipare alla distribuzione dell’eventuale ricavato della vendita.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI