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Come aprire un’agenzia per il lavoro

10 novembre 2017


Come aprire un’agenzia per il lavoro

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 novembre 2017



Volevo sapere la normativa per aprire un’agenzia di somministrazione lavoro. Tutti i requisiti tecnici, giuridici e finanziari che bisogna avere.

Le agenzie per il lavoro sono enti autorizzati dal ministero del Lavoro a offrire i servizi relativi a domanda e offerta di lavoro. Per poter svolgere questo compito esse devono iscriversi ad apposito albo informatico che è diviso in cinque sezioni in base alla tipologia di appartenenza. È infatti possibile distinguere tra:

  • agenzie di tipo generalista, che svolgono attività di somministrazione di manodopera, di intermediazione, ricerca e selezione del personale, attività di supporto alla ricollocazione professionale;
  • agenzie di somministrazione specialistiche, perché abilitate alla somministrazione di manodopera per determinate tipologie di attività;
  • agenzie di intermediazione, ossia che svolgono attività di mediazione nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro e, quindi, più propriamente, effettuano raccolta dei curricula, preselezione, promozione e gestione dell’incontro tra domanda e offerta, formazione;
  • agenzie di ricerca e selezione del personale, che svolgono attività di consulenza finalizzata all’individuazione di candidature idonee a ricoprire posizioni lavorative su specifico incarico del committente;
  • agenzie di supporto alla ricollocazione professionale, che operano su specifico incarico dell’organizzazione committente.

Per iscriversi alla relativa sezione del suddetto albo, tenuto dal ministero del Lavoro, occorre richiedere l’autorizzazione al Ministero stesso che la rilascia in via provvisoria entro sessanta giorni dalla richiesta e previa verifica dei requisiti previsti dalla legge. L’autorizzazione provvisoria ha validità di due anni dal rilascio, dopodichè i soggetti già autorizzati provvisoriamente possono chiedere, entro il termine perentorio di 30 giorni dalla scadenza dell’autorizzazione provvisoria pena la cancellazione dall’albo [1], l’autorizzazione a tempo indeterminato che viene rilasciata dal ministero del Lavoro decorsi 90 giorni dalla richiesta previa verifica del rispetto degli obblighi di legge, del contratto collettivo e, in ogni caso, subordinatamente al corretto andamento dell’attività svolta. In attesa del rilascio (o del rifiuto) dell’autorizzazione definitiva è prevista la proroga dell’autorizzazione provvisoria. Qualora i termini di 60 e 90 giorni sopracitati decorrano inutilmente, la relativa domanda di autorizzazione si intende accettata. Si segnala altresì che per poter iniziare la relativa attività le agenzie di lavoro, come sopra descritte, devono altresì seguire un apposito iter di accreditamento regionale che consente loro di partecipare alla rete regionale dei servizi per l’impiego.

Quanto ai requisiti richiesti per ottenere l’autorizzazione all’iscrizione all’albo e all’esercizio della relativa attività prevedono, a titolo esemplificativo, innanzitutto che l’agenzia di lavoro sia costituita in forma societaria, alternativamente della spa, delle cooperativa o del consorzio di cooperative di diritto italiano o di altro stato dell’Unione europea oppure, nel caso di agenzie di ricerca e selezione del personale oppure quelle di supporto alla ricollocazione professionale, anche nella forma delle società di persone. La sede legale o una sua dipendenza deve essere collocata nello territorio italiano o in altro stato della Ue. La società deve avere oggetto sociale esclusivo, oppure, nel caso svolga anche altre attività, devono essere presenti distinte divisioni operative, gestite con strumenti di contabilità analitica, così da permettere di conoscere tutti i dati economici-gestionali specifici del settore. In secondo luogo gli amministratori, direttori generali e quelli muniti di rappresentanza nonché i soci accomandatari delle società non devono aver riportato condanne penali anche non definitive per i reati indicati né misure di prevenzione previste dalla legge. È prevista la disponibilità di uffici in locali idonei allo specifico uso e di adeguate competenze professionali dimostrabili per titoli o per specifiche esperienze nel settore delle risorse umane o nelle relazioni industriali secondo quanto precisato dalla legge. Si richiedono poi ulteriori requisiti per l’esercizio delle attività ricomprese nella somministrazione di lavoro a tempo indeterminato quali ammontare minimo di capitale sociale versato variante a seconda del tipo di servizio offerto; svolgimento dell’attività sull’intero territorio nazionale o comunque su un territorio pari ad almeno quattro regioni; regolare contribuzione ai fondi per la formazione e l’integrazione del reddito, il regolare versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, il rispetto degli obblighi previsti dal contratto collettivo nazionale delle imprese di somministrazione di lavoro applicabile; nel caso di cooperative di produzione e lavoro la presenza di almeno sessanta soci e tra di essi, come socio sovventore, almeno un fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione; infine, a garanzia dei crediti dei lavoratori impiegati e dei corrispondenti crediti contributivi degli enti previdenziali, la disposizione, per i primi due anni, di un deposito cauzionale di 350.000 euro presso un istituto di credito avente sede o dipendenza nei territorio nazionale o di altro Stato membro della Unione europea mentre, a decorrere dal terzo anno solare, la disposizione, in luogo della cauzione, di una fideiussione bancaria o assicurativa o rilasciata da intermediari non inferiore al 5% del fatturato, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, realizzato nell’anno precedente e comunque non inferiore a 350.000 euro. Più in particolare poi, per le agenzie di somministrazione e intermediazione è previsto che, ogni due anni, a partire dal rilascio dell’autorizzazione definitiva, venga svolta la verifica della prevalenza dell’oggetto sociale sulla base dei dati di contabilità analitica che devono essere desumibili da ogni unità operativa, ovvero l’attività oggetto dell’autorizzazione deve riguardare almeno il 50,1% delle attività dell’agenzia svolte nell’arco dei ventiquattro mesi.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato

note

[1] Circ. min. Lavoro n. 20 del 14.07.2006.

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