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Adozione minori: come funziona

16 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 ottobre 2017



Decidere di adottare un bambino è un gesto di amore e coraggio. La procedura può rivelarsi lunga e complicata, ma non impossibile. Ecco le tappe

Non c’è scelta più bella al mondo di amare. Soprattutto quando l’amore che si ha dentro lo si veicola a chi è più debole di noi. È il caso dell’adozione, quella decisione consapevole e definitiva che porta chi ha dentro sé un forte senso di genitorialità a voler dare una famiglia ai bambini che non ce l’hanno. Perché tutti i bambini hanno diritto a genitori che li amino e li aiutino a crescere e diventare gli adulti di domani. Non esiste spazio per leggerezze e superficialità in questa scelta, perché in gioco ci sono vite umane. È bene quindi riflettere sulla propria volontà e sulla propria visione del futuro, perché a nascere da questa avventura, che potrà sembrare inizialmente colma di burocrazia, sarà una vera e propria famiglia. Non è proprio immediato e semplice l’iter che porta a diventare genitori tramite adozione, ma non è neanche impossibile.  Vediamo la procedura da seguire per adottare un minore.

Adozione minori: i requisiti e in quali casi avviene

Quando un minorenne viene dichiarato in stato di abbandono, gli viene riconosciuto il diritto di essere accolto da nuovi genitori, capaci di dargli amore e cure, e di poter costituire assieme a lui una vera e propria famiglia. È la legge italiana a dirlo [1], consentendo però l’adozione solo alle coppie sposate (anche se la tendenza va verso l’apertura anche alle cosiddette coppie di fatto) che siano in possesso di specifici requisiti:

  • Devono essere sposate da almeno 3 anni (o aver convissuto per almeno 3 anni prima del matrimonio, tutti da dimostrare però)
  • Tra aspiranti genitori e figlio adottivo deve esserci una differenza di età non inferiore ai 18 anni e neanche superiore ai 45 anni (le porte dell’adozione non si chiudono però se uno solo dei due coniugi supera i 45 anni, entro un limite di 10 anni. In pratica o moglie o marito possono permettersi di avere fino a 55 anni)
  • Si deve essere in grado di dimostrare che non si è separati e che si hanno tutti i mezzi, non solo morali ma anche economici, per poter sostenere e mantenere il bambino.

Ci sono poi diversi tipi di adozione, sulla base dei quali si può fare domanda e si può intraprendere tutto l’iter che porterà a diventare genitori: l’adozione legittimante, quella particolare e, forse la più nota, l’adozione internazionale.

Adozione legittimante

La procedura classica che si segue quando una coppia vuole adottare un bambino è proprio questa e prevede che il minore adottato diventi a tutti gli effetti figlio legittimo dei due genitori, prendendone il cognome, trasmettendolo ai futuri eredi e interrompendo qualsiasi legame di parentela con la famiglia precedente.

Adozione particolare

Quando non è possibile ricorrere all’adozione legittimante e quando alcuni minori non sono dichiarati adottabili, entra in gioco l’adozione particolare, quella che apre i cancelli alle persone legate al minore da vincolo di parentela o da un affidamento precedente che si è prolungato per molto tempo; a un coniuge quando il bambino è già figlio adottivo di uno dei coniugi, quando il minore ha un handicap oppure orfano di entrambi i genitori; quando non si può procedere al periodo di affidamento preadottivo.

In questi casi, l’adozione viene prevista anche per le persone single. In breve, chiunque non sia sposato e sia single, ha la possibilità di adottare solo ed esclusivamente attraverso una adozione speciale, ma non può seguire il normale iter di adozione legittimante.

Adozione internazionale

È quella che viene in mente di solito quando si pensa alle adozioni. La dispendiosa e a volte estenuante avventura che porta genitori italiani ad accogliere nel proprio nucleo bambini di altri paesi. Questa tipologia di adozioni si rifà principalmente al diritto internazionale, seguendo norme e direttive della Convenzione per la tutela dei minori firmata a L’Aja nel 1993.

È una tipologia di adozione che richiede dei passi in più rispetto all’adozione nazionale perché la coppia, superati gli scogli previsti per chi vuole adottare un bimbo italiano, si deve anche rivolgere ad un ente autorizzato per adozioni internazionali, partecipare a diversi incontri, recarsi all’estero, scontrarsi anche con i pareri delle autorità del paese straniero in cui è nato il bambino, e rientrare in Italia con il bimbo per un periodo di prova. Per non parlare dei costi: mentre l’adozione nazionale non prevede costi, quella internazionale può rivelarsi davvero un salasso.

Adozione: la procedura

Decidere di adottare un bambino è solo il primo passo di una lunga trafila, che richiede molta pazienza e la capacità di non arrendersi mai. Ecco in concreto cosa si deve affrontare a livello burocratico per diventare genitori.

Dichiarazione di idoneità

Il primo obiettivo da raggiungere è ottenere l’idoneità all’adozione. E lo si fa presentando domanda alla cancelleria del Tribunale per minori della città in cui si è residenti. Assieme alla domanda poi si deve inviare tutta una serie di documenti, tra cui: certificato di nascita dei richiedenti, stato di famiglia, dichiarazione di assenso all’adozione, certificato di buona salute rilasciato dal proprio medico curante, dichiarazioni dei redditi e buste paga, il certificato di casellario giudiziale degli aspiranti genitori (cioè un certificato che attesti la presenza di condanne definitive e di alcuni provvedimenti civile e amministrativa), atto o dichiarazione che attesti il fatto che la coppia non è separata.

Indagini dei servizi socio-territoriali

Superato il primo scoglio di invio domanda, inizia un momento molto temuto da qualsiasi aspirante genitore adottivo. Una volta ricevuta tutta la documentazione, il giudice minorile che valuti positivamente la domanda ha 15 giorni di tempo per inviare tutto ai servizi socio-territoriali competenti per avviare le dovute indagini. È molto importante che gli incaricati dei servizi sociali della città di residenza conoscano la coppia, ne valutino la motivazione e la capacità di prendersi effettivamente cura del minore, anche economicamente. E hanno 120 giorni di tempo per farlo (quattro mesi), entro i quali dovranno redigere un rapporto da inviare al Tribunale. Lo stesso Tribunale che poi, entro due mesi dalla ricezione del rapporto, convocherà i genitori e deciderà se rilasciare l’idoneità all’adozione o dichiarare l’inidoneità, cioè respingere la domanda della coppia.

l’Affidamento preadottivo

La coppia è idonea all’adozione. Bene, ora comincia l’avventura. Il Tribunale, tramite un’ordinanza del giudice minorile dà il via all’affidamento preadottivo del bambino ritenuto più idoneo che durerà un anno.

Ovviamente non è una tappa immediata, spesso richiede molto tempo di attesta e tanta perseveranza. Durante questi 12 mesi di ‘prova’ si andrà incontro a una costante attività di controllo e vigilanza da parte del tribunale per garantire che tutto fili liscio, che chi si candida a diventare genitore abbia tutte le carte in regola per farlo (oltre a quelle burocratiche anche quelle pratiche e concrete) e che il bambino trascorra serenamente questo momento di passaggio fondamentale.

Dichiarazione di adozione

Eccoci giunti al rush finale di un percorso davvero lungo. Trascorso un anno e ascoltati sia i coniugi sia il bambino, tutto si sedimenta e il Tribunale emette la sua sentenza, che può essere a favore dell’adozione o no. La decisione viene trasmessa al pubblico ministero, al tutore e alla coppia stessa. Sentenza che può essere, al pari di tutte le altre, impugnata davanti alla Corte d’appello prima e alla Cassazione poi. In pratica, si può fare ricorso.

Difficile ovviamente impugnare una sentenza che concede ai genitori l’adozione definitiva del bambino. In questo caso si può dire che tutto è andato a buon fine e che ora un bimbo in più potrà godere del proprio diritto ad avere una famiglia che lo ami e se ne prenda cura.

Chi non può adottare minori

La legge italiana è molto chiara in questo senso. Non possono aspirare a diventare genitori adottivi, almeno secondo la normale procedura:

  • le coppie omosessuali: perlomeno secondo la legge, anche se l’evoluzione del diritto e le sentenze della Corte di cassazione ormai vanno sempre più in direzione di un riconoscimento positivo in questo senso. Come dire, la società a volte è sempre più avanti della politica.
  • I single: anche in questo caso la legge esclude dall’iter adottivo per le persone single, a meno che non si parli di adozione in casi particolari.

note

[1] Legge n. 184 del 4 maggio 1983

Autore immagine: Pixabay

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