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Lo sai che? Casa in comodato genitori e figli: vantaggi fiscali

Lo sai che? Pubblicato il 21 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 novembre 2017

Casa in prestito: come avere la riduzione Imu e Tasi.

Chi concede in comodato un immobile non di lusso al genitore o al figlio che lo adibisce ad abitazione principale, ha diritto alla riduzione del 50% della base imponibile Imu e Tasi.

Cos’è il comodato

Il comodato è un contratto essenzialmente gratuito con il quale una parte (comodante) consegna un’immobile a un’altra parte (comodatario) che se ne serve per un tempo o per un uso determinati e si assume l’obbligo di restituire lo stesso immobile ricevuto. Il comodato non può costituirsi con un atto unilaterale come il testamento, né può essere oggetto di un preliminare.

Il comodato è molto simile alla locazione, salvo per il fatto che quest’ultima è normalmente a titolo oneroso (per cui è dovuto un canone), mentre il comodato è a titolo gratuito.

Il comodato non è una donazione perché non comporta il passaggio della proprietà del bene; vi è infatti l’obbligo di restituzione a carico del comodatario, anche dopo un periodo lungo.

Per il contratto di comodato è prevista la libertà di forma, per cui è valida anche la stipula orale.

Bonus Imu e Tasi casa in comodato

La base imponibile ai fini Imu/Tasi è ridotta del 50% per le unità immobiliari (ad eccezione di quelle di lusso ovvero quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9) concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta, entro il primo grado, che le utilizzano come abitazione principale.

Possono beneficiare dell’agevolazione i proprietari di immobili che concedono in comodato un’abitazione a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori e figli), i quali devono a loro volta utilizzarlo come abitazione principale.

Bonus Imu e Tasi comodato: requisiti

Per usufruire di tale agevolazione necessario che:

  • il comodante sia un parente in linea retta entro il primo grado del proprietario (genitore o figlio);
  • la casa sia utilizzata come abitazione principale;
  • il contratto sia registrato;
  • il comodante possieda un solo immobile in Italia;
  • il comodante risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.

Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possiede nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale e non classificato nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Bonus Imu e Tasi comodato: come si ottiene

Per usufruire della riduzione al 50% di Imu e Tasi, il contratto di comodato deve essere registrato utilizzando l’apposito modello 69 da presentare, in duplice copia, all’Agenzia delle Entrate.

Possono essere registrati anche i contratti di comodato stipulati verbalmente. In questo caso, nel modello 69 dovrà essere indicato, come tipologia dell’atto la seguente dicitura “Contratto verbale di comodato”. Ai fini della decorrenza dell’agevolazione, rileva la data in cui è stato concluso il contratto e non quella in cui lo stesso è stato registrato.


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1 Commento

  1. Non è la classe dell’abitazione a determinare la riduzione dell’imposta da versa. A subordinato parere dello scrivente dovrebbe essere la condizione reddituale del beneficiario che consentirebbe di pagare l’imposta con una riduzione ritualmente proposta ed accettata.
    Nell’applicazione formulata dalla legge si crea – inevitabilmente . una differente finalità della imposta tra coloro che sono proprietari e con eguale reddito soddisfacente e chi si trova in un rapporto di parentela e non ha sopportato – personalmente – alcun onere per l’acquisto. Sono violati gli artt. 3 e 53 della Costituzione?
    Si possono violare o si debbano violare per i vincoli di
    parentela in tema di imposte? Le famiglie di poveracci a basso reddito sono in condizione di poter concedere in uso gratuito una abitazione ad un parente per avere una uguaglianza sociale attraverso le imposte?

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