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Come sapere se si è cattivi pagatori

16 ottobre 2017


Come sapere se si è cattivi pagatori

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 ottobre 2017



Banche dati dei cattivi pagatori: per chi ha arretrati e non paga i creditori esistono diverse banche dati da cui difendersi.

Se hai in arretrato qualche pagamento, dalla rata del mutuo a quello della finanziaria, dal condominio alla bolletta del gas o del telefono, è molto probabile che il creditore agisca nei tuoi confronti per ottenere i soldi che gli spettano, azione che, tuttavia, non presuppone la previa iscrizione in una banca dati. Non tutti i debitori sono, infatti, schedati. Salvo l’indicazione del nominativo del debitore nei registri informatici interni alla società creditrice e dell’eventuale incaricata al recupero crediti, sono poche, anzi pochissime, le banche dati dei cattivi pagatori. Cerchiamo quindi di capire, alla luce di tutte le possibilità oggi esistenti, come sapere se si è cattivi pagatori o meno.

Debiti con banche e finanziarie

Tutti i debiti con le banche o le finanziarie vengono registrati alla Centrale Rischi della Banca d’Italia (anche detta Centrale Allarme Interbancaria o Cai). La segnalazione però non può scattare a seguito di un semplice ritardo nel pagamento, ma solo nel caso di conclamata difficoltà ad adempiere. Insomma, vi deve essere un fondato pericolo per l’istituto di credito di recuperare la somma. Inoltre, prima della segnalazione è necessario un avviso preventivo da parte della banca.

Leggi I diritti dei cattivi pagatori.

Oltre alla Centrale Rischi, ci sono anche i cosiddetti Sic (Sistemi di informazione creditizie) come il Crif. A differenza della prima, queste però non contengono solo i dati dei cattivi pagatori, ma anche di chi è in regola con i versamenti. Esse infatti indicano anche il volume di indebitamento di una persona e la sua affidabilità.

Per sapere se si è segnalati presso la Centrale Rischio o un Sic è possibile inoltrare una richiesta e ottenere un certificato.

Leggi Come essere cancellato dall’elenco dei cattivi pagatori.

Chi è segnalato in queste banche dati non ci rimane a vita. La cancellazione avviene in automatico dopo un certo periodo di tempo. In particolare:

  • se il finanziamento è in corso di istruttoria, la cancellazione automatica avviene dopo 6 mesi dalla data di richiesta;
  • se si rinuncia alla richiesta o la si rifiuta, la cancellazione avviene dopo 1 mese dalla data di rinuncia o di rifiuto;
  • se le rate vengono rimborsate regolarmente, si viene cancellati dopo 36 mesi dalla data di estinzione effettiva;
  • se c’è un ritardo di una o due rate, la cancellazione avviene dopo 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione sempre che in quei 12 mesi i pagamenti siano sempre puntuali;
  • se c’è un ritardo di 3 o più rate, la cancellazione avviene dopo 24 mesi, sempre che in quei 24 mesi i pagamenti siano regolari;
  • in caso di finanziamenti non rimborsati o con gravi morosità, la cancellazione viene fatta dopo 36 mesi dalla data prevista per l’estinzione o da quella in cui il creditore ha fornito l’ultimo aggiornamento.

Debiti con compagnie del telefono, del gas e della luce

Al momento, chi non paga le bollette non viene schedato in un elenco pubblico, anche se da molto si parla dell’istituzione di un registro relativo ai cattivi pagatori delle utenze telefoniche (leggi Cattivi pagatori delle compagnie telefoniche). Quindi, a parte la stessa società creditrice, nessuno può sapere il nome di chi ha saltato qualche bolletta.

Debiti con il condominio o con l’affitto

Solo la contabilità interna del condominio può dire chi è in regola e chi non lo è con le quote mensili o straordinarie. Il nome dei morosi non può essere segreto e l’amministratore è tenuto a fornire tali dati a chiunque lo chieda anche nel corso dell’assemblea (sempre che non vi partecipino soggetti esterni). Tuttavia la bacheca di condominio non può indicare l’elenco dei soggetti in arretrato coi pagamenti.

Chi è interessato all’acquisto di un appartamento non può chiedere all’amministratore se il venditore è moroso o meno; sarà quest’ultimo a doversi procurare un certificato dall’amministratore e consegnarlo al probabile acquirente (il quale ha diritto a conoscere lo stato dei pagamenti atteso che, in caso di morosità, egli risponde per i debiti relativi all’anno del rogito e a quello precedente).

Stesso discorso vale per chi è in debito con il pagamento del canone di affitto, il cui nominativo in questo caso non può essere comunicato neanche all’amministratore. Ciò vale anche per le quote di condominio che il conduttore è tenuto a pagare. Ciò perché, a rigore, il versamento del condominio è un onere che compete al padrone di casa, salvo poi rivalersi con l’inquilino.

Se è in corso un pignoramento

A diversi risultati si arriva se il creditore avvia un pignoramento. Difatti il pignoramento sulla casa risulta pubblicamente nei registri immobiliari. Quindi, chiunque può chiedere una visura all’Agenzia delle Entrate e verificare se sull’appartamento c’è un’ipoteca o una procedura giudiziale con vendita all’asta.

Gli altri pignoramenti (mobili e arredo, conto corrente, stipendio, pensione, ecc.) non risultano da elenchi pubblici ma sono annotati in registri conservati presso la cancelleria del tribunale, sezione esecuzioni forzate. Vi accedono di solito gli avvocati anche al fine di accodarsi a eventuali procedure di pignoramento già avviate da altri creditori.

Il registro informatico dei debitori

Una recentissima riforma [1] ha istituito il nuovo registro informatico dei debitori, una sorta di banca dati – tenuta dal Ministero della Giustizia – nella quale confluiranno fallimenti, pignoramenti immobiliari, procedure di sovraindebitamento e di risanamento, accordi di ristrutturazione del debito. Il registro, che attualmente non è operativo per la mancanza dei consueti decreti attuativi, si comporrà di due sezioni, la prima delle quali pubblica e gratuita. Vi potranno quindi accedere i creditori e chiunque altro vi abbia interesse. In ogni caso il giudice competente potrà limitare la pubblicazione di un documento oscurando alcune parti se vi è una specifica e meritevole ragione.

Assegni e cambiali non pagate

Per chi non ha pagato assegni e cambiali, ed è stato quindi protestato, esiste l’elenco protesti tenuto alla Camera di Commercio. Chiunque può accedervi e avere il nominativo del cattivo pagatore che non ha onorato il titolo di credito.

Elenco fallimenti

Esiste infine il registro dei fallimenti, tenuto presso il tribunale, ove chiunque può accedere per conoscere il nome delle società fallite la cui procedura, però, è ancora in corso.

note

[1] D.l. n. 59/2016, art. 3.

Autore immagine: 123rf com


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