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Sospensione corse metropolitana: come ottenere il rimborso del biglietto

16 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 ottobre 2017



La mobilità è un diritto, eppure non sempre i trasporti locali sono gestiti in modo efficiente. Chiedere il rimborso se la metro non passa è possibile. Ecco come.

Investire nei prossimi anni sul trasporto pubblico locale e i diritti dei viaggiatori urbani al centro: sembra questa la direzione intrapresa dal Governo. Eppure se persino nella capitale italiana, che dovrebbe essere la più lanciata nel novero delle capitali europee, assistiamo quotidianamente a ritardi, autobus malmessi, corse saltate e sospese, scioperi selvaggi e sempre di venerdì, allora qualcosa davvero non funziona. Non possono pagare solo i cittadini. È giusto che a fare le spese per la mala gestione dei mezzi siano anche le stesse aziende del trasporto pubblico che causano disservizi. Cosa succede ad esempio se le corse della metropolitana vengono sospese? Succede che possiamo chiedere il rimborso del biglietto. Ovviamente a determinate condizioni. Vediamo quali.

I servizi pubblici locali: che funzione svolgono

La mobilità dei cittadini è considerato un diritto. È dovere per l’amministrazione di un territorio garantire il diritto di tutte le persone a raggiungere i luoghi principali di fruizione cittadina: scuole, ospedali, centri culturali, musei, municipi e qualsiasi altro luogo di accesso quotidiano di un paese o una città. È qui che subentra l’organizzazione dei trasporti pubblici, attraverso un sistema di affidamento (il contratto di sevizio) che l’ente pubblico (il proprio Comune di appartenenza) fa nei confronti di operatori economici, che agiscono per garantire ai cittadini un servizio di pubblica utilità a cui altrimenti non tutti potrebbero avere accesso. Organizzare un sistema di trasporto pubblico locale è a tutti gli effetti una esigenza di soddisfazione di un bisogno cardine della comunità.

Nel contratto di servizio che viene stipulato tra comune e azienda del trasporto devono essere contenute, tra le altre, queste importanti clausole a garanzia dei cittadini:

  • Le modalità di risoluzione delle controversie con l’utente
  • Gli standard di qualità del servizio che viene erogato al cittadino
  • Le modalità e i tempi per effettuare eventuali reclami e i tempi di risposta
  • La modalità di ristoro. In pratica la tipologia di rimborso automatico o di restituzione totale o parziale del prezzo pagato per quel servizio in caso di violazione degli standard di qualità

Cosa sono le aziende del trasporto pubblico

Ogni autobus, tram, metro, filobus cittadino sul quale saliamo per raggiungere un posto viene gestito da una apposita azienda, che ha ricevuto da Comune, tramite appalto o direttamente, l’affidamento della fornitura e gestione di quel servizio. È sulle cronache quotidiane ad esempio, il carrozzone Atac, forse la più conosciuta azienda di trasporto locale che opera da sempre (purtroppo con scarsi risultati) nel tessuto di Roma. Ma ogni città ha la propria: l’Atm su Milano, l’Anm a Napoli, la Gtt a Torino. Ognuna con il compito di gestire (in modo efficiente e trasparente) mediante il trasporto urbano, suburbano, extraurbano gli spostamenti dei cittadini.

Metro sospesa: procedura per il rimborso del biglietto

Purtroppo l’efficienza non sempre è principio cardine di queste aziende. Oltre ai costanti ritardi degli autobus di superficie, anche la metropolitana, che dovrebbe essere il mezzo più rapido e frequente per raggiungere un posto, ormai subisce quotidianamente rallentamenti, sospensione delle corse e chiusure anticipate addirittura per periodi prolungati (Roma ne è l’esempio più lampante).

È ora di agire da cittadini facendo valere i propri diritti. Secondo l’ultimo decreto in materia [1], è possibile chiedere un rimborso del biglietto a queste condizioni:

  • nel caso di trasporto pubblico locale, se ci sono stati una cancellazione o un ritardo superiore a sessanta minuti alla partenza dal capolinea o da una fermata
  • nel caso di trasporto pubblico svolto in ambito urbano, se ci sono stati una cancellazione o un ritardo di 30 minuti

In questi casi si ha diritto a un rimborso in denaro che copre:

  • il costo totale del biglietto, al prezzo a cui è stato acquistato
  • in caso di abbonamenti, il rimborso è pari alla percentuale giornaliera del costo completo dell’abbonamento (Esempio, ho un abbonamento mensile dal 1° al 30 novembre e la mattina del 15 novembre la corsa della metro viene soppressa. Avrò diritto di essere rimborsato per quella giornata di disservizio e non per tutto il mese).

È chiaro quindi che il rimborso o l’indennizzo deve esserci, su questo non si discute. Ogni azienda però deve esplicitare in maniera chiara ed esplicita all’utente la modalità attraverso cui può effettuare domanda di risarcimento. E lo fa in un documento che si chiama Carta dei servizi o Carta della mobilità e che deve essere messo a disposizione del cittadino. Solitamente si procede tramite una delle seguenti modalità:

  • c’è un modulo on line sul sito web dell’azienda di riferimento da compilare in maniera accurata e da inviare direttamente online
  • una richiesta scritta da inviare via posta cartacea all’indirizzo postale fornito dall’azienda
  • un modello che è possibile reperire direttamente negli uffici e centri di informazione e vendita dei biglietti, da compilare e spedire all’indirizzo dell’azienda.

Niente rimborso: ecco quando

Ogni azienda del trasporto si impegna poi a rispondere entro un limite di tempo stabilito.

C’è tuttavia una vocina in quel decreto servizi pubblici che esclude il rimborso nei casi di calamità naturali, scioperi e altre emergenze imprevedibili. Ecco quindi che salta fuori l’inghippo, perché qualsiasi azienda si può appellare a uno sciopero (frequentissimo in alcune città, dispiace ribadirlo, ma salta sempre fuori la martoriata Capitale), in caso di allagamenti o piogge magari. E perché no, anche un incidente di percorso qualsiasi può costituire un’eccezione che giustifica il disservizio, soprattutto perché il diritto al rimborso scatta quando il ritardo avviene alla partenza del capolinea o a una fermata, ma non per i ritardi maturati durante il viaggio. Il tutto condito da fatto che di fronte a tutte queste possibili difficoltà si aggiunge la lunga trafila burocratica, un percorso che può rivelarsi a ostacoli, a fronte di pochi euro da recuperare.

note

[1] D.lgs. Servizi pubblici locali

Autore immagine: Pixabay


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