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Fideiussione: come fare a recedere?

11 Novembre 2017


Fideiussione: come fare a recedere?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Novembre 2017



Vorrei recedere da una fideiussione. Come devo fare? Basta una raccomandata a.r. o una raccomandata consegnata a mano firmata per ricevuta dal correntista?

Dalla richiesta di parere non è dato rilevare se nel contratto relativo alla fideiussione in esame sia esclusa la facoltà di recesso e se, in caso negativo, sia prevista una forma specifica per l’esercizio di essa. Ciò premesso, ritenendo, tuttavia, dal tenore dei quesiti che il recesso non sia escluso, esso sarà valido ed opererà solo dal momento in cui verrà portato a conoscenza della banca [1]. Perché questa conoscenza si concretizzi è necessario che la volontà di recedere dal contratto di fideiussione sia comunicato alla banca, se il contratto non contenga una clausola che richieda formule o modi particolari, a mezzo raccomandata a.r. o, ancor meglio, con atto notificato dall’ufficiale giudiziario. La raccomandata o l’atto dovrà contenere in modo esplicito ed analitico gli estremi del contratto di fideiussione e il credito o i crediti garantiti. Nell’ipotesi di fideiussione prestata a garanzia di una apertura di credito in conto corrente senza predeterminazione di durata, il fideiussore che recede è responsabile del debito del correntista risultante dal saldo al momento della chiusura del conto, ma la sua obbligazione non può superare l’ammontare dell’esposizione debitoria esistente al tempo in cui il recesso è divenuto efficace. È questo un orientamento giurisprudenziale ormai pacifico, confermato anche di recente: il recesso del fideiussore dalla garanzia prestata per i debiti di un terzo, derivanti da un rapporto di apertura di credito bancario in conto corrente destinato a prolungarsi ulteriormente nel tempo, produce l’effetto di circoscrivere l’obbligazione accessoria al saldo del debito esistente al momento in cui il recesso medesimo è diventato efficace [2]. Conseguentemente, se alla data di efficacia del recesso, il saldo del conto corrente sia pari o maggiore di zero, il lettore non avrà nulla da temere; se invece presenta un saldo negativo inferiore all’entità della fideiussione concessa, risponderà al momento della chiusura del conto non oltre il limite di quel saldo, anche se il debito dell’accreditato sia superiore.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Mario Mari

note

[1] Art. 1373 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 9848 del 15.06.2012.


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