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Lo sai che? Conto corrente intestato al defunto: come sbloccarlo?

Lo sai che? Pubblicato il 11 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 novembre 2017

Devo sbloccare il contenuto di un conto corrente intestato a mio padre, di cui sono l’unico erede. Qual è la corretta procedura da seguire?

In via generale per ottenere la liquidazione di un conto corrente già intestato a un defunto in qualità di eredi dello stesso occorre presentare alla banca depositaria dei fondi una copia in bollo della dichiarazione di successione registrata presso l’Agenzia delle entrate competente. Alcune banche, inoltre, richiedono altresì un’autocertificazione circa la propria qualità di erede. Più nello specifico, e venendo al caso concreto prospettato, le richieste della Cassa di risparmio già depositaria del conto corrente di padre del lettore possono giustificarsi sulla base del fatto che il 50% dei fondi spettanti a al fratello e da quest’ultimo mai riscossi è già entrato a far parte dell’asse ereditario di quest’ultimo in veste di diritto di credito oggi azionabile nei confronti della banca da parte dell’erede del defunto, ossia il lettore stesso. In altre parole, in considerazione del doppio evento luttuoso consistito nel previo decesso di suo padre, già intestatario del conto corrente presso la suddetta Cassa di risparmio, seguito dalla scomparsa del fratello del lettore, avente diritto al 50% dei fondi, la banca necessita di due dichiarazioni di successione per procedere allo svincolo dell’intera somma non ancora prelevata da alcuno degli eredi: la prima, relativa alla morte del padre e già presentata dal tutore del fratello; la seconda, relativa alla morte del fratello, contenente il diritto di quest’ultimo al 50% dei fondi ivi depositati e che, alla data odierna, spettano al lettore in quanto unico erede del fratello nel frattempo deceduto. La richiesta della Cassa di risparmio, perciò, è in linea teorica corretta e trova conferma laddove, nella dichiarazione di successione relativa al decesso del fratello e dal lettore già registrata presso l’Agenzia delle entrate non risulti compreso il diritto al 50% dei fondi già depositati presso la Cassa di risparmio. Per venire incontro alla richiesta della banca il lettore potrà, quindi, presentare un’integrazione alla dichiarazione di successione relativa al decesso del fratello provvedendo a indicare il saldo pari al 50% della somma depositata presso la Cassa di risparmio. Quanto alla inesattezza relativa alla dichiarazione di successione del padre, ad oggi un eventuale problema nella riscossione di fondi non sussiste più essendo deceduto nel frattempo anche il fratello che era l’unico altro avente diritto al saldo del conto corrente. L’errore determinatosi probabilmente per negligenza del notaio non rileva a fini risarcitori civili in quanto non gli ha procurato alcun danno: l’integrazione alla dichiarazione di successione del fratello, infatti, si sarebbe resa necessaria ugualmente anche laddove la denuncia di successione del padre avesse riportato la corretta liquidazione del saldo attivo in due parti uguali, dal momento che il 50% di quei fondi spettavano già alla morte del padre a suo fratello poi deceduto. Per ciò che concerne eventuali profili penali ascrivibili al tutore del fratello, non sussistano in quanto non è dimostrabile, in base quanto il lettore riferisce, che l’errore nella dichiarazione di successione del padre sia avvenuto volontariamente, né che si sia verificato un danno economico nei suoi confronti dal momento che non è stata prelevata dal tutore di Suo fratello alcuna somma spettante al lettore.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato


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