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Lo sai che? Si può chiudere la strada privata con accesso al mare?

Lo sai che? Pubblicato il 17 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 ottobre 2017

Il codice della strada vieta l’occupazione della strada pubblica; se si tratta di strada privata non si può vietare agli estranei l’accesso alla spiaggia pubblica.

Nel periodo estivo, la ricerca della spiaggia o della caletta sconosciuta al turismo di massa è diventata una sfida per i villeggianti che vogliono mettersi al riparo dai lidi affollati. E quando la spiaggia non è data in concessione a uno stabilimento balneare, l’accesso e l’utilizzo del suolo (in quanto pubblico) è aperto a tutti. Ciò vale anche quando vi si accede da una strada privata. Il punto però è che numerose spiagge sono accessibili solo percorrendo i viali alberati di proprietà dei condomini. Così ci si è chiesto se si può chiudere la strada privata con accesso al mare per evitare che estranei vi possano transitare. La risposta è stata fornita ieri dalla Cassazione [1]. Per comprendere come stanno le cose facciamo un esempio.

Immaginiamo un bagnante che, avendo saputo di una spiaggia pittoresca, voglia farsi il bagno in quelle acque. Alla spiaggia però si accede solo attraversando una strada privata, di proprietà di un condominio, chiusa con una sbarra elettrica. Sulla sbarra è apposto, in bella evidenza, un cartello: «Accesso non consentito agli estranei, anche a coloro che vogliono arrivare in spiaggia». Il villeggiante, incurante del divieto, entra ugualmente. Senonché viene fermato da uno dei proprietari delle villette il quale lo accusa di invasione della proprietà privata e minaccia di denunciarlo ai carabinieri. L’uomo si ribella e fa rilevare che, essendo la spiaggia pubblica, non si può impedire il passaggio ad essa neanche in caso di strade private. L’altro uomo, invece, fa notare che, volendo, la spiaggia può essere raggiunta a piedi da altri lidi ai quali si può accedere liberamente. Chi dei due ha ragione? La Cassazione ha offerto una soluzione a questo tipo di diatribe. Vediamo cosa dice la sentenza in commento.

Il codice della strada [2] vieta l’occupazione di una strada pubblica anche attraverso cancelli che impediscono la libera circolazione e l’accesso al pubblico verso beni del demanio marittimo. Pertanto, il condominio non può chiudere con cancelli l’accesso al mare anche se la strada ha natura privata. Il sindaco potrebbe addirittura dichiarare la strada di accesso al mare (specie quando si tratta dell’unico sbocco) come «strada di uso pubblico». Pertanto, in caso di recinzioni o divieti nei confronti degli estranei, scatta una sanzione amministrativa nei confronti del condominio.

note

[1] Cass. sent. n. 24390/2017.

[2] Art. 20. Occupazione della sede stradale.

1.Sulle strade di tipo A), B), C) e D) è vietata ogni tipo di occupazione della sede stradale, ivi compresi fiere e mercati, con veicoli, baracche, tende e simili; sulle strade di tipo E) ed F) l’occupazione della carreggiata può essere autorizzata a condizione che venga predisposto un itinerario alternativo per il traffico ovvero, nelle zone di rilevanza storico-ambientale, a condizione che essa non determini intralcio alla circolazione.

2.L’ubicazione di chioschi, edicole od altre installazioni, anche a carattere provvisorio, non è consentita, fuori dei centri abitati, sulle fasce di rispetto previste per le recinzioni dal regolamento.

3.Nei centri abitati, ferme restando le limitazioni e i divieti di cui agli articoli ed ai commi precedenti, l’occupazione di marciapiedi da parte di chioschi, edicole od altre installazioni può essere consentita fino ad un massimo della metà  della loro larghezza, purché in adiacenza ai fabbricati e sempre che rimanga libera una zona per la circolazione dei pedoni larga non meno di 2 m. Le occupazioni non possono comunque ricadere all’interno dei triangoli di visibilità  delle intersezioni, di cui all’art. 18, comma 2. Nelle zone di rilevanza storico-ambientale, ovvero quando sussistano particolari caratteristiche geometriche della strada, è ammessa l’occupazione dei marciapiedi a condizione che sia garantita una zona adeguata per la circolazione dei pedoni e delle persone con limitata o impedita capacità  motoria.

4.Chiunque occupa abusivamente il suolo stradale, ovvero, avendo ottenuto la concessione, non ottempera alle relative prescrizioni, e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 169 a € 680.

5.La violazione di cui ai commi 2, 3 e 4 importa la sanzione amministrativa accessoria dell’obbligo per l’autore della violazione stessa di rimuovere le opere abusive a proprie spese, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.


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