Pensioni 2018, arriva l’Ape rosa per le donne

17 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 ottobre 2017



Ape sociale con uno sconto sino a 2 anni di contributi per le lavoratrici con figli: come funziona e chi ne ha diritto.

La manovra 2018 elimina numerose chiusure nell’accesso alla misura dell’Ape sociale: non solo apre ai lavoratori a termine, ma consente di ottenere l’anticipo pensionistico con uno sconto sui contributi alle donne con figli.

Nel dettaglio, la finanziaria consente alle lavoratrici di ottenere l’Ape sociale con uno sconto nei contributi richiesti pari a 6 mesi per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni complessivi: questo accesso agevolato alla misura è stato ribattezzato Ape rosa.

La misura era stata proposta dai sindacati con degli sconti più significativi, pari a un anno di contributi per ogni figlio, sino a un massimo di 3 anni, ma il Governo ha reputato sostenibile uno sconto massimo di 2 anni di contributi, per non ampliare troppo la platea dei beneficiari dell’Ape social. Le previsioni potrebbero essere comunque migliorate in seguito con degli emendamenti.

Ma procediamo per ordine e ricordiamo come funziona l’Ape social e chi ne ha diritto, per poi esaminare le particolari agevolazioni riconosciute alle lavoratrici con figliper accedere all’anticipo pensionistico.

Come funziona l’Ape social

L’Ape sociale, o Ape social, è un anticipo pensionistico, cioè un assegno che ha la funzione di sostenere il reddito del lavoratore sino alla maturazione dei requisiti della pensione.

L’Ape sociale può essere richiesto a partire dai 63 anni di età, se l’interessato possiede almeno 30 anni o 36 anni di contributi (a seconda delle categorie di appartenenza), e viene erogato sino all’età in cui il lavoratore matura la pensione di vecchiaia (dal 2018 uguale per tutti, uomini e donne, e pari a 66 anni e 7 mesi).

L’assegno è calcolato allo stesso modo della pensione, quindi, a seconda dell’anzianità del beneficiario, con il calcolo retributivo (sino al 31 dicembre 2011), contributivo o misto: si considerano comunque i soli contributi presenti nelle gestioni Inps, mentre i contributi presenti nelle casse dei liberi professionisti sono fuori dalla misura.

L’Ape social non può, in ogni caso, superare i 1.500 euro mensili ed è incompatibile con i sussidi di disoccupazione e con qualsiasi pensione diretta (di vecchiaia, di anzianità o anticipata).

Chi ha diritto all’Ape sociale

Possono ottenere l’Ape social con almeno 30 anni di contributi i lavoratori che appartengono a una delle seguenti categorie:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, al momento è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione e che non si siano rioccupati;
  • caregiver, cioè lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104;
  • invalidi, cioè lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.

Sono invece necessari 36 anni di contributi per un’ulteriore categoria beneficiaria dell’Ape sociale, gli addetti ai lavori faticosi e pesanti: non si tratta degli addetti ai lavori usuranti, ma si tratta di coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa.

Ape rosa per le donne

Come anticipato, la manovra ha previsto dei requisiti contributivi più leggeri per accedere all’Ape social a favore delle lavoratrici con figli.

Nel dettaglio, le lavoratrici potranno beneficiare di uno sconto sui contributi richiesti pari a 6 mesi per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni, sia che appartengano alle prime 3 categorie di beneficiarie dell’Ape sociale (caregiver, invalide o disoccupate), sia che appartengono alla categoria delle addette a lavori faticosi e rischiosi.

Le appartenenti alla prima categoria con almeno 4 figli potranno dunque ottenere l’anticipo pensionistico con 28 anni di contributi anziché 30,mentre le addette a lavori faticosi e pesanti con lo stesso numero di figli potranno ottenere l’anticipo con 34 anni di contributi anziché 36.

Non è detto, in ogni caso, che la più incisiva proposta dei sindacati non sia presa in considerazione in seguito.

Secondo la proposta dei sindacati, l’Ape sociale potrebbe essere ottenuta con uno sconto contributivo pari a 1 anno per ogni figlio, sino a un massimo di 3 anni.

In questo modo, le appartenenti alla prima categoria di beneficiarie, con almeno 3 figli, potrebbero ottenere l’anticipo pensionistico con 27 anni di contributi anziché 30,mentre le addette a lavori faticosi e pesanti con lo stesso numero di figli potrebbero ottenere l’anticipo con 33 anni di contributi anziché 36.


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10 Commenti

  1. Bella PORCATA con i nostri sacrifici non possiamo andare in pensione neppure con lApe Rosa poiché restrittiva a determinate categorie.CHE SCHIFO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Claudia
    HO 63 anni e 38 di contributi. ho avuto 4 figli e sono infermiera non turnista da 21 anni per problemi di salute. non ho diritto a nulla? Possibile che non ci sia una via di uscita per donne come me? oltretutto sono “ragazza” madre

  3. Ho 65 anni e 37 di contributi con 2 figli possibile che non possa andare in pensione perché non appartengo alle categorie previste. E’ vergognoso!!!

  4. ho 37 anni di contributi, ma sono “giovane”, io devo continuare a vedere spostata la mia età pensionabile per pagare e mandare in pensione chi ha lavorato solo 20 o 30 anni. Complimenti ai nostri politici e sindacati…..

  5. Che dire per le persone come me, affette da malattie croniche, incurabili e invalidanti da oltre 30 anni che PERO’ non raggiungono il 74% di invalidità? Paradossalmente equiparate ai lavoratori sani!!!
    Ho 58 anni, 35 di contributi e sto lottando contro la sclerosi dagli anni dell’università!!!

  6. Ci siamo, come al solito siamo sempre noi a pagare. I loro diritti sono acquisiti, mi riferisco ai nostri politici, i nostri diritti devono sempre variare, sono schifata.
    Poi si lamentano assenteismo alle votazioni, il popolo protesta cosi e sbaglia perchè dovrebbe prenderli tutti a calci

  7. Sono una donna di 57 anni, sono invalida al 55%, ho circa 25 anni di contributi misti (tra cui 4 lavoro autonomo e circa 5-6 di gestione separata), ci sono speranze x andare in pensione al più presto?

  8. Appartengo alla categoria “caregiver”, ho 37 anni di contributi e 55 di età. Ho due figli…., Che prospettiva di pensione? Grazie

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