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Soldi regalati: vanno dichiarati?

17 ottobre 2017


Soldi regalati: vanno dichiarati?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 ottobre 2017



Le donazioni in denaro vanno dichiarate al fisco ma non sempre si pagano le tasse.

Tra tutti i regali che si possano fare a una persona, il denaro è sempre il più gradito. Ma se nel momento in cui si regala un oggetto o un servizio non ci sono obblighi di carattere fiscale, con i soldi invece scattano una serie di adempimenti che possono avere ripercussioni sulla dichiarazione dei redditi e sulle tasse da pagare. Non sempre però. In alcuni casi il fisco non tassa le donazioni e il contribuente può stare al sicuro da eventuali accertamenti fiscali. Cerchiamo allora di capire come comportarsi nel caso in cui si riceva una somma di denaro da un parente o da un amico: i soldi regalati vanno dichiarati?

Come si fa una donazione e come si contesta

Prima di passare agli obblighi di carattere fiscale dobbiamo fare una importante premessa. Per la donazione, sia essa in denaro o in natura, è necessario il notaio: le parti devono recarsi dal professionista in presenza di due testimoni (di solito offerti dallo stesso studio) a firmare il rogito. Ciò non è necessario solo nei casi in cui il valore del regalo sia modesto («modico», per usare il termine del codice civile). Quindi la piccola somma data per pagare la rata del mutuo o la bolletta del telefono può essere consegnata a mano e senza l’atto notarile; in tutti gli altri casi invece c’è bisogno dell’intervento del pubblico ufficiale. Non esiste un criterio fisso per stabilire se una donazione è di modico valore o meno. A tal fine si deve tenere conto sia delle condizioni economiche del donante che del donatario; ciò che, ad esempio, può essere di valore rilevante per una persona disoccupata non lo è per il benestante. Il paradosso è che chi ha pochi redditi dovrà andare più spesso dal notaio rispetto a chi ne ha molti.

Che succede se la donazione avviene senza notaio? È nulla. Significa che sia il donante che i suoi eventuali eredi possono agire per riprendersi il bene o il denaro.

Ricordiamo peraltro che la donazione può essere sempre impugnata dagli eredi entro 20 anni dal suo compimento o 10 anni dalla morte del donante qualora abbia sottratto le loro quote minime di eredità spettanti per legge (cosiddetta «legittima»). Leggi sul punto: Acquisto casa donata: quali tutele?

In ultimo va detto che la donazione può essere revocata per ingratitudine, ossia quando il comportamento del donatario manifesti inequivocabilmente ingratitudine nei confronti del donante. Quando il donante è ancora in vita la scelta di agire in giudizio e la valutazione dei presupposti che consentono di agire spettano unicamente allo stesso; se invece questi è deceduto, l’azione può essere intrapresa dai suoi eredi. L’azione di revoca va esercitata entro 1 anno dal giorno in cui è stato commesso il fatto che ha dato origine all’indegnità.

Donazione di denaro in contanti

Se la donazione di denaro avviene in contanti, prima ancora degli obblighi fiscali, ci sono quelli connessi alla tracciabilità dei trasferimenti di denaro: obblighi che impongono di utilizzare strumenti tracciabili per importi superiori a 3mila euro. Per cui chi vuol regalare fino a 2.999,99 euro lo può fare in contanti, consegnando la somma a mano, mentre negli altri casi va usato un bonifico bancario o un assegno non trasferibile.

Soldi in regalo: quando si pagano le tasse

Veniamo ora al quesito di partenza: i soldi regalati vanno dichiarati? Non sempre sulle donazioni si pagano le tasse. La legge infatti prevede degli esoneri e delle franchigie secondo il seguente schema:

Soggetti beneficiari Franchigia Aliquota
Coniuge e i parenti in linea retta (genitori e i figli, i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta, gli adottanti e gli adottati, gli affiliati e gli affilianti) € 1.000.000 4%
fratelli e sorelle € 100.000 6%
altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3° grado 6%
altri soggetti 8%
persona portatrice di handicap ai sensi della legge 104/1992 € 1.500.000 4%, 6% o 8% a seconda della parentela

Cerchiamo di capire come si legge la scheda.

I soldi ottenuti in regalo dalla moglie o dal marito, nonché quelli avuti dai genitori o dai figli, non si tassano fino a 1 milione di euro (cosiddetta franchigia). Le somme eccedenti tale tetto vengono tassate al 4%. Per cui, la madre regala al figlio una casa o un conto in banca del valore di 1,5 milioni di euro, le tasse sulla donazione saranno pari al 4% di 500mila euro.

I soldi ottenuti dai fratelli o sorelle non si tassano fino a 100mila euro (franchigia). Le somme ulteriori si tassano al 6%.

I soldi regalati da altri parenti (purché fino al 4° grado) o da affini (purché fino al 3° grado) si tassano subito con un aliquota del 6%. Vanno quindi dichiarati.

I soldi ottenuti da amici o estranei vengono sempre tassati all’8%, a prescindere dall’importo. Quindi in teoria, anche un regalo di 100 euro va dichiarato al fisco e su di esso si devono pagare 8 euro di tasse. Su 100mila euro si pagano 8mila euro di tasse e così via.

Soldi in regalo: siamo tutti evasori?

Prevedendo quello che verosimilmente sta pensando il lettore, dovremmo ammettere che siamo tutti evasori. Nessuno ha dichiarato mai i soldi ottenuti dal partner, dal convivente o ricevuti dagli amici o dal fidanzato in regalo. Eppure bisognerebbe farlo. Il fatto è, però, che tutti questi pagamenti avvengono in contanti e, non essendovi tracciabilità, possono sfuggire facilmente al fisco. Questo però non significa che non si stia commettendo un illecito tributario.

Leggi anche Se il padre regala soldi al figlio si pagano le tasse?

Come il fisco scopre le evasioni

Il fisco però ha un altro modo per rilevare le evasioni relative all’imposta sulle donazioni in caso di soldi avuti in regalo. Si tratta del redditometro. Questo strumento consente di “pesare” il valore degli acquisti effettuati in un anno dal contribuente e confrontarlo con il reddito dichiarato; se quest’ultimo risulta inferiore di oltre il 20% rispetto alle spese, il contribuente viene chiamato a giustificare la provenienza dei soldi “in più” che sono stati spesi. Se non è in grado di fornire prove scritte (perché solo documentali possono essere) subisce l’accertamento fiscale. Vien da sé però che se il contribuente dichiari di aver ricevuto del denaro da un amico o comunque da un parente oltre la franchigia subirà un accertamento per evasione dell’imposta di donazione.

note

Autore immagine: 123rf com


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4 Commenti

  1. ho appena regalato 50 euro a un amico per che mi ha fatto un piacere a chi devo comunicarlo ??
    posso avere il modulo per fare il pagamento delle 4 euro ? non mi va di essere un evasore Grazie

  2. E le mazzette dei ladri che ci govenano? Come al solito il fisco è inflessibile con i deboli e magnanomo con i ladri potentati.

  3. Quindi se un amico mi da una cifra x, frutto del suo lavoro, quindi già tassata dal fisco con le ritenute irpef, io dovrei pagare ulteriormente un’altra tassa? Poi magari io do quanto rimane ad una terza persona anche lui divrebbe pagare a sua volta. Così se ci fossero più passaggi il fisco si papperebbe tutto il capitale…. O sbaglio?

  4. Scusate ma se i soldi sono i miei che mi sono guadagnato che mi ci hanno anche trattenuto le tasse perche’ devo ancora pagarci altre tasse va bene che siamo nel Paese del magna magna ma ogni cosa ha un limite e una decenza.VERGOGNA

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