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Lo sai che? Ernia discale: quale invalidità?

Lo sai che? Pubblicato il 18 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 ottobre 2017

Riconoscimento dell’invalidità e possibilità di collocarsi in malattia per ernia del disco: quando è possibile?

Ho due ernie discali L4-L5 ed L5-S1: non posso stare molto in piedi e non molto seduto; se faccio richiesta di invalidità che percentuale ho?

Si parla di ernia del disco quando si verifica un danno a uno dei dischi intervertebrali: semplificando al massimo, i dischi intervertebrali sono dei dischi morbidi riempiti di una sostanza gelatinosa (nucleo polposo), su cui appoggiano le vertebre; con l’invecchiamento i dischi degenerano o si rompono.

La loro rottura o degenerazione causa la perdita della loro capacità di ammortizzazione e  la comparsa di mal di schiena, talvolta molto forti, che non consentono di stare a lungo nella stessa posizione.

Questo può essere un problema, ad esempio, per chi è costretto, per lavoro, a stare molte ore seduto davanti al pc, oppure per chi è costretto a stare ore in piedi, ad esempio un banconiere.

Ci si chiede, allora, se chi soffre di ernia discale abbia diritto ad assentarsi per malattia e al riconoscimento di una percentuale d’invalidità.

Assenza per malattia per ernia discale

Se il lavoratore ha difficoltà a svolgere la sua attività per via dell’ernia del disco, la prima cosa che deve fare è recarsi dal proprio medico curante.

Questi, dopo una visita, sarà in grado di stabilire se la gravità dei dolori alla schiena è tale da essere incompatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa e ad assegnare i dovuti giorni di riposo. A tal proposito, deve trasmettere telematicamente all’Inps il certificato di malattia e fornire il numero di protocollo al lavoratore, che quest’ultimo deve inviare al datore di lavoro.

Assenza per malattia per curare l’ernia discale

Il lavoratore che soffre di ernia discale e deve sottoporsi a terapie può assentarsi per malattia, non solo nel caso in cui debba subire un intervento chirurgico, ma anche se deve effettuare un trattamento non chirurgico in regime di day hospital, o se le tempistiche delle cure o il luogo in cui devono essere effettuate sono tali da renderle incompatibili con l’orario di lavoro.

Perché le assenze siano indennizzabili come malattia, difatti, deve essere riconosciuta, in concreto, la presenza di uno stato di effettiva incapacità lavorativa; in particolare, secondo l’Inps, è verificato il requisito della temporanea incapacità lavorativa del dipendente quando:

  • la permanenza nel luogo di cura si protrae per tutta la giornata lavorativa;
  • le tempistiche necessarie per rientrare dal luogo di cura non consentono la presenza in azienda del lavoratore;
  • la prestazione a cui il dipendente si sottopone è considerata dal medico incompatibile con l’attività svolta.

Perché l’assenza sia indennizzata come malattia occorre che la struttura o il centro medico producano un’apposita certificazione, da inviare on line all’Inps; se non è possibile la trasmissione telematica del certificato, è necessario che il personale sanitario rilasci un certificato, redatto su carta intestata, che indichi:

  • i dati del dipendente;
  • la data di rilascio;
  • l’inizio e il termine del ricovero;
  • la firma del medico e la descrizione della diagnosi.

Il documento deve essere inviato all’Inps entro due giorni dal rilascio.

In ogni caso devono essere indicati i dati del datore di lavoro, l’indirizzo di reperibilità ed un eventuale recapito per controlli.

Assenze per cicli di cura ricorrenti dell’ernia discale

Se il trattamento dell’ernia discale richiede cicli di cura ricorrenti, cioè terapie ambulatoriali alle quali l’interessato si deve sottoporre periodicamente, può essere, anche in questo caso, assimilato alla malattia.

Il medico può certificare separatamente ogni ciclo di cura, oppure rilasciare un unico documento, che provi la necessità di prestazioni ricorrenti: in quest’ipotesi, il trattamento successivo viene qualificato come ricaduta del precedente, proprio come la ricaduta della malattia.

Il certificato medico, in queste situazioni, deve essere inviato all’inizio della terapia, con l’indicazione delle date in cui avverranno le prestazioni; una volta effettuate le cure, la struttura sanitaria deve rilasciare una dichiarazione che ne comprovi l’esecuzione, pena la perdita del diritto all’indennità.

I giorni che intercorrono tra una cura e la successiva, invece, se non debitamente certificati come malattia non sono indennizzabili.

Assenze per esami diagnostici correlati all’ernia discale

Gli accertamenti diagnostici relativi all’ernia del disco, se di breve durata, solitamente non sono assimilabili alle assenze per malattia, a meno che non si tratti di controlli:

  • urgenti e non effettuabili al di fuori dell’orario lavorativo;
  • talmente invasivi da richiedere una convalescenza.

Permessi per visite specialistiche per l’ernia discale

Se le visite mediche, le analisi o i trattamenti per l’ernia del disco non rientrano in nessuno dei casi esposti, l’assenza può essere comunque retribuita se lo prevede il contratto collettivo applicato: è il caso dei dipendenti pubblici.

Al di fuori delle ipotesi elencate, le assenze per visite mediche, analisi o terapie possono essere indennizzate o meno, in base a quanto disposto dal contratto collettivo, anche territoriale o aziendale. In particolare, la contrattazione collettiva o aziendale può concedere, per queste situazioni:

  • dei permessi retribuiti: in questo caso, per l’indennizzo dell’assenza, è necessario che il dipendente presenti un’attestazione, da parte del medico, che certifichi le prestazioni sanitarie effettuate e l’orario in cui sono state eseguite;
  • lo scomputo delle assenze, su base oraria, dal monte di ore di permessi retribuiti spettanti, come rol (riduzione dell’orario di lavoro) o ex festività;
  • la concessione di permessi non retribuiti.

Alcuni contratti collettivi, inoltre, possono indennizzare il tempo impiegato per recarsi sul luogo di effettuazione della visita.

Riconoscimento dell’invalidità per ernia discale

Le linee guida dell’Inps sul riconoscimento dell’invalidità non prevedono percentuali di riduzione della capacità lavorativa per chi soffre di ernia del disco, ma soltanto per chi soffre di ernia iatale, inguinale, crurale, ipogastrica, epigastrica e ombelicale: si tratta però di patologie differenti, che non riguardano la colonna vertebrale.

Se, comunque, l’ernia discale riguarda le vertebre lombari e il paziente viene sottoposto ad un intervento chirurgico di stabilizzazione del rachide lombare, la patologia può essere ricondotta all’anchilosi di rachide lombare e dar luogo al riconoscimento di un’invalidità dal 31 al 40%.

Inabilità per ernia discale causata da infortunio sul lavoro

Se l’ernia del disco si è verificata a seguito di un incidente durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, il medico curante deve denunciare all’Inail l’infortunio sul lavoro.

In questo caso, le cure e gli esami sono a carico dell’Inail e il lavoratore ha diritto alle assenze retribuite per l’infortunio. Una volta terminato il periodo di assenza da lavoro per infortunio, l’Inail valuta la permanenza della riduzione della capacità lavorativa. Può essere riconosciuto sino al 12% d’inabilità nel caso in cui si verifichi un’ernia discale del tratto lombare con disturbi trofico-sensitivi persistenti.

Malattia professionale per ernia discale

Nei casi in cui l’ernia del disco si sia verificata a causa dell’attività lavorativa svolta, ad esempio a causa dell’attività di movimentazione manuale dei carichi, il medico curante può fare domanda all’Inail di malattia professionale. L’istituto, a seguito della domanda, deve valutare la riduzione della capacità lavorativa dell’interessato: può essere riconosciuto, anche in relazione alla malattia professionale, sino al 12% d’inabilità, nel caso in cui si verifichi un’ernia discale del tratto lombare con disturbi trofico-sensitivi persistenti.

Con il riconoscimento della riduzione fino al 12%, il lavoratore ha diritto ad un indennizzo in conto capitale, cioè a un assegno riconosciuto una tantum, cioè una volta sola, non a una rendita.


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5 Commenti

  1. Prezioso contributo. Per il lavoratore affetto da tale patologia, segnalo anche la possibilità di poter richiedere un Dispositivo Medico che sarebbe di sicuro aiuto nello svolgimento dei suoi compiti. Se poi venisse usato preventivamente, sarebbe ancora meglio. Saluti.

  2. Buon giorno! Mi sapete dire entro quanto tempo viene liquidato l’assegno una tantum per invalidità al 12% per infortunio sul lavoro? La visita è stata effettuata a settembre 2016 ed ancora non è stato evaso e non si sa a chi rivolgersi. Grazie
    Doriana

  3. buongiorno..ho 64 anni e soffro di rizoartrosi alle mani…morbo di quervein mano destra…mi hanno già invgrazieitato a fare la protesi perchè non c-è altra soluzione…ma se acconsento non posso più lavorare…sono un operatore socio sanitario che lavora nei servizi a domicilio…chiedo se ho diritto ad una invalidità o ad un anticipo della pensione..visto che dovrei lavorare fino a 67?grazie per eventuali consigli…rosanna

  4. Può una persona avere il certificato per poter svolgere talune mansioni lavorative (ed esserne esentato da altre che svolgeva prima) per 2 ernie discali e problemi anche col nervo sciatico ma nel tempo libero andare a pescare e giocare a calcio a 5 con gli amici? Grazie.

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