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Donazione in denaro tra cittadini non italiani

18 ottobre 2017


Donazione in denaro tra cittadini non italiani

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 ottobre 2017



Mia suocera, che vive ed ha la cittadinanza negli Usa, vorrebbe donare una somma di denaro a mia moglie, cittadina extracomunitaria per aiutarci nell’acquisto della casa.

Può farlo tramite bonifico bancario con una dicitura “regalo di mamma” senza fare un atto notarile? È dovuta qualche tassa in Italia?

L’atto notarile credo serva unicamente per tutelarsi da eventuali contestazioni di altri eredi. Senza tale atto o altro atto formale si può incorrere in sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate?

 

Le legge, in generale, prevede che le donazioni, anche in linea retta, fra genitori e figli, debbano essere dichiarate, sotto due aspetti: quello civilistico e quello fiscale.

Le norme che riguardano le donazioni infatti si trovano sia nel codice civile che nella legge tributaria.

Le leggi tributarie di riferimento nel caso specifico sono quelle relative all’imposta di successione e donazione e all’imposta di registro.

Nella legge tributaria, infine, per evitare le ricadute nell’ambito delle imposte dirette, la necessità di dichiarare la donazione non dipende solo da un obbligo normativo, ma anche dall’interesse stesso del contribuente italiano ad evitare accertamenti basati sul cosiddetto redditometro.

Nel caso specificato nel quesito tuttavia si rinviene una ulteriore particolarità: la donantemadre – è cittadina statunitense residente negli USA, mentre la donatariafiglia – è cittadina russa, ma fiscalmente residente in Italia.

In questi casi interviene in causa anche il diritto internazionale privato, in quanto è in facoltà del donante decidere a quale giurisdizione sottoporre la donazione, infatti nulla vieta che la mamma possa decidere, secondo le regole internazionali, quale legge applicare, cioè se quella americana o se quella italiana, compatibilmente con le norme specificatamene previste da ciascun Paese coinvolto.

Nella risposta al quesito però verrà esaminata solo la situazione italiana, nell’esclusivo interesse della donataria residente nel nostro Paese.

La norma domestica precisa che, quando il donante è cittadino estero ed è residente all’estero, la donazione di beni esistenti all’estero è esclusa da tassazione in Italia.

Tuttavia occorre porre estrema attenzione alla definizione di “beni esistenti all’estero” ai fini della detassazione in Italia. Poiché sulla territorialità del denaro non esistono precedenti giurisprudenziali e la norma non è sempre di facile interpretazione, spesso gli uffici fiscali italiani ritengono la donazione in denaro effettuata tramite bonifico internazionale come esistente in Italia, anche se il denaro arriva dall’estero, perché la somma donata arriverebbe nella disponibilità del donatario solo al momento dell’entrata nel conto corrente italiano.

Dunque sarebbe opportuno che la donazione venisse effettuata tramite versamento delle somme donate dalla madre alla figlia, prima su un conto estero – non residente – aperto negli USA ed intestato alla figlia, la quale potrà poi girare le somme in Italia sul proprio conto corrente, seguendo le indicazioni di legge qualora si ricadesse in una delle ipotesi previste per l’adempimento degli obblighi relativi: bonifico trasparente – compilazione quadro RW – pagamento IVAFE e imposte sui redditi se le somme producono redditi nel periodo di giacenza sul conto estero.

In alternativa, sempre per quanto riguarda l’esclusione dalla imposta di donazione occorre segnalare che, a disposizione della donataria residente in Italia, esiste anche la figura della donazione indiretta, ovvero la messa a disposizione di denaro da parte del genitore a favore del figlio al fine di utilizzare la provvista fondi per l’acquisto di un immobile.

In questo caso occorre che venga data la prova che il denaro trasferito alla figlia, utilizzato per l’acquisto dell’immobile, è esattamente la stessa somma oggetto del bonifico internazionale proveniente dal genitore.

Prova che si può dare solo allegando le copie degli estratti conto che dimostrino l’avvenuto passaggio del denaro con importo e causale, nonché la prova della sussistenza dei rapporti familiari (certificati di nascita e di paternità/maternità, documenti di identità, passaporti, ecc.).

Inoltre è necessario che il notaio al momento dell’atto inserisca esplicitamente la clausola con la quale la figlia – donataria acquirente – dichiara di volersi avvalere di quelle somme donate dalla madre per l’acquisto dell’immobile. Anche in questo caso, sebbene il caso non preveda la distinzione fra beni donati all’estero o in Italia, si reputerebbe prudenzialmente opportuno seguire sempre la via della previa apertura del conto corrente non residente alla figlia negli Stati Uniti, se non fosse troppo difficile e/o onerosa.

Sotto il profilo dell’obbligo di sottoporre a registrazione, con versamento dell’imposta di registro, la scrittura di donazione fra la donante e la donataria, una consulenza giuridica della Direzione Regionale delle Entrate del 2015 conferma che se la donante è persona residente all’estero ed i beni donati sono esistenti all’estero, anche se la beneficiaria è residente in Italia, sussiste esclusione sia dall’imposta di donazione che dall’imposta di registro della scrittura con cui la donazione viene fatta.

Pertanto il suggerimento è di predisporre una scrittura di donazione indiretta da far sottoscrivere a donante e donataria nella quale si precisino tutti i rapporti ed il trasferimento delle somme, alla quale dare data certa ed anteriore alla data di trasferimento delle somme.

Poi detta scrittura dovrà essere conservata dalla donante negli USA ed esibita dalla donataria a richiesta eventuale delle autorità italiane.

Infine è necessario che la donante verifichi l’eventuale assoggettamento delle somme donate all’imposta di donazione o ad altre imposte analoghe o similari, secondo le regole degli Stati Uniti.

Quindi, riepilogando, la risposta al quesito è la seguente:

  1. occorre che le parti, donante e donataria, sottoscrivano una scrittura che specifichi la somma e la causale del trasferimento del denaro donato, con data certa, anteriore alla data del trasferimento delle somme, da conservare ed esibire alle autorità in caso di necessità;
  2. nel caso della prima esclusione da imposta di donazione – beni non esistenti in Italia al momento della donazione – sarebbe necessario che la donataria aprisse un conto non residenti negli Stati Uniti e che le somme venissero trasferite, prima dalla mamma alla figlia fra i conti americani e poi dal conto americano della figlia al proprio conto italiano;
  3. nel caso della donazione indiretta con indicazione in atto di volersi avvalere dell’esclusione da imposta di donazione potrebbe non essere necessario il doppio trasferimento bancario e dunque neppure l’apertura del conto corrente americano non residente in capo alla figlia residente in Italia, tuttavia occorrerebbe estrema tempestività nell’utilizzo delle somme ricevute in donazione per l’acquisto dell’immobile in modo da provare che esse fossero destinate esattamente a quello scopo (possibilmente data di arrivo sul conto e di utilizzo delle somme la stessa o giorno immediatamente successivo con causale del bonifico in cui viene esplicitamente indicata la destinazione delle somme);
  4. infine le parti, donante e donataria, nel caso specifico della donante residente all’estero e dell’oggetto della donazione non esistente in Italia al momento della stessa, non avrebbero alcun obbligo di registrazione in Italia della scrittura di donazione realizzata all’estero, tranne che nel caso in cui i beni donati si ritenessero sussistenti in Italia, fatto implicitamente riscontrabile nell’ipotesi di cui al punto precedente, qualora non intervenisse apertura di conto statunitense di passaggio fra donante e donataria.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra

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