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Lo sai che? Pec: è valida anche se contiene un allegato privo di firma digitale?

Lo sai che? Pubblicato il 16 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 novembre 2017

Un anno fa il Comune ha spedito alla società privata s.p.a. di cui sono dipendente (unico addetto e responsabile dell’amministrazione) una pec senza testo contenente un allegato pdf senza firma digitale. Nella mail, che non è stata da me nè vista nè letta per problemi col sistema aziendale, il Comune richiedeva alcuni rilievi ambientali e allegava alcuni esposti degli abitanti residenti nei pressi dell’azienda, ma la società non ha risposto. Il Comune ha emesso una sanzione consegnata a un anno di distanza dalla mail iniziale a mezzo raccomandata. Oltre ad una ammenda, la pratica è stata passata alla procura per procedere contro il legale rappresentante per disturbo della quiete pubblica. Inoltre io sto subendo un procedimento disciplinare.
La pec iniziale vuota e con un allegato privo di firma digitale è da considerarsi nulla?
Se si, la nullità riguarda anche tutti gli atti successivi alla stessa?

La posta elettronica certificata non può dirsi nulla per il sol fatto che il suo allegato è privo della firma digitale.

Innanzitutto è doveroso distinguere le due cose.

Il mittente di una Pec non firma quest’ultima, ma il suo allegato.

Non è, difatti, possibile firmare una Pec, poiché questa è l’equivalente di una raccomandata e, mentre quest’ultima è firmata dal postino, che attesta la spedizione, la posta elettronica certificata è firmata dal provider competente.

Diverso è il caso dell’allegato inviato come contenuto della Pec: qui dentro troveremo oltre al corpo della mail, anche il file che si vuole “notificare” al destinatario.

Tuttavia, il mittente non è obbligato a firmare digitalmente l’atto, ben potendo sottoscriverne il contenuto analogicamente (di suo pugno).

Inoltre, esiste un orientamento giurisprudenziale che considera valida anche la Pec inviata senza alcuna firma, né digitaleanalogica, sul presupposto che il solo indirizzo del mittente basterebbe a dimostrare la provenienza dell’atto notificato e l’avvenuta consegna.

Quello che, viceversa, il lettore potrebbe contestare, in mancanza di firma, è la genuinità di quell’allegato che, privo di firma, difetterebbe di valenza legale.

Occorre, inoltre, verificare se quell’allegato sia stato correttamente inviato dal funzionario comunale e se questi aveva i poteri per sottoscriverlo.

Oltretutto, se è vero com’è vero che il sistema aziendale ha bloccato all’origine questa Pec, le soluzioni potrebbero essere due:

– o il Comune non ha ricevuto la consegna della Pec; e in questo caso, la notifica sarebbe, più che nulla, inesistente,

– o il Comune ha correttamente ricevuto accettazione e consegna della Pec; in quest’ultima ipotesi, ci sarebbe una grave responsabilità del fornitore/gestore del server interno societario, unico colpevole della mancata segnalazione di quella Pec, la cui consegna è stata documentata dal Comune. Pertanto, quello che si consiglia di fare, inizialmente, è di verificare la conformità di quanto inviato e l’esistenza o meno di ricevute di accettazione e consegna prodotte dal Comune nell’ultima notifica avvenuta a mezzo di ufficiale giudiziario.

Se dovesse risultare tutto in regola, non resta che contestare il provvedimento disciplinare dal lettore  ricevuto attraverso una memoria, che gli è consentita fare per legge, provando la correttezza della sua condotta e, conseguentemente, la falla nel sistema interno di gestione mail/pec, a lui di certo non addebitabile.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla

 


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