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Fermo amministrativo senza avviso: si può impugnare?

18 ottobre 2017


Fermo amministrativo senza avviso: si può impugnare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 ottobre 2017



Chi non riceve almeno 30 giorni prima dell’iscrizione del fermo auto un preavviso può impugnare il provvedimento.

Ti ha fermato la polizia per un banale controllo e, con somma sorpresa, ti ha fatto notare che sulla tua auto c’è un fermo amministrativo. La cosa ti ha lasciato sorpreso perché, prima di allora, non hai mai ricevuto alcuna comunicazione. Certo, sapevi che c’erano delle cartelle da pagare, ma ti stavi adoperando per racimolare i soldi ed, eventualmente, per chiedere una dilazione. Ora è tutto impossibile perché senza l’auto non potrai lavorare e non avrai la possibilità di guadagnare per pagare il debito. Come fare? Si può impugnare un fermo amministrativo senza preavviso? Cerchiamo di capirlo in questo rapido articolo.

Prima però di spiegare se e come difendersi da un fermo amministrativo iscritto senza preavviso, ti consiglio di leggere la nostra guida sul fermo amministrativo. Lì potrai trovare numerose risposte alle domande più frequenti: qual è la procedura per il fermo amministrativo, per quali importi può essere iscritto il fermo, quando e come impugnarlo. In questa sede ci interessa ricordare, in particolar modo, che il fermo è una misura cautelare propedeutica al pignoramento, anche se, di solito, viene da sola ritenuta sufficiente per costringere il debitore a pagare. In pratica, sebbene il fermo serva a preservare il valore dell’auto onde meglio venderla in caso di asta, l’Agente della Riscossione, dopo aver provveduto all’iscrizione dello stesso, non avvia mai il procedimento di esecuzione forzata.

Con il fermo amministrativo non si può circolare con l’auto, né la si può rottamare. La si può vendere, ma in tal caso l’acquirente acquista il bene con tutto il fermo (se però non ne era a conoscenza potrà chiedere la risoluzione del contratto).

Non ci sono importi minimi al di sotto del quale il fermo non può essere iscritto: pertanto, anche in presenza di un debito di poche decine o centinaia di euro è possibile iscrivere la misura cautelare in questione.

Una volta iscritto, il fermo non ha una data di scadenza e permane fino a quando il debito non viene estinto. Se il contribuente chiede di pagare a rate e ottiene la dilazione, il fermo viene sospeso al versamento della prima rata, per essere definitivamente cancellato con l’ultima; in questo frangente l’automobilista può tornare a guidare, facendosi rilasciare una quietanza dall’agente della riscossione e presentandola al Pra.

Non si può iscrivere il fermo né su un’auto cointestata, né su un’auto che serve al professionista o all’imprenditore per uso lavoro. In tal caso è possibile, prima che il fermo diventi definitivo, presentare un’istanza all’esattore.

 

Ritorniamo ora al problema da cui siamo partiti: «Ho scoperto che la mia auto ha un fermo amministrativo ma non ho mai ricevuto un avviso a riguardo». La legge [1] stabilisce che, 30 giorni prima del fermo, l’Agente della Riscossione deve inviare al contribuente un preavviso di fermo. Si tratta di un’ultima intimazione di pagamento (successiva, quindi, alla notifica della cartella esattoriale) con cui lo si avverte che, decorso tale termine, il fermo amministrativo diventerà operativo e che l’auto non potrà più essere messa in circolazione. Senza il preavviso, il fermo è illegittimo e va cancellato.

Attenzione a due importanti aspetti: non è detto che, decorsi i 30 giorni, il fermo venga automaticamente iscritto. Inoltre, una volta iscritto il fermo, il contribuente non riceve un ulteriore avviso con la conferma della misura. Sarà suo onere, quindi, andarsi a informare al Pra per verificare se c’è il fermo.

Per evitare il fermo, durante i 30 giorni del preavviso, il contribuente può:

  • chiedere una dilazione di pagamento;
  • dimostrare che il mezzo serve per l’esercizio della professione o dell’attività imprenditoriale. L’esenzione non vale per il lavoratore dipendente.

Se l’auto ha un fermo ma non è mai stato ricevuto un preavviso è possibile presentare un ricorso in autotutela all’Agente della Riscossione, chiedendo la cancellazione della misura cautelare. Si può fare con Pec (posta elettronica certificata), con raccomandata a.r. o con un’istanza consegnata a mano e controfirmata per ricevuta. Se Agenzia Entrate Riscossione non dovesse rispondere o dovesse rigettare la domanda, si può ricorrere al giudice per far annullare il fermo.

note

[1] Art. 86 co. 2, Dpr 602/1973.

Art. 86 Dpr 602/1973

Fermo di beni mobili registrati

1.-Decorso inutilmente il termine di cui all’articolo 50, comma 1, il concessionario può disporre il fermo dei beni mobili del debitore o dei coobbligati iscritti in pubblici registri, dandone notizia alla direzione regionale delle entrate ed alla regione di residenza.

2.- La procedura di iscrizione del fermo di beni mobili registrati è avviata dall’agente della riscossione con la notifica al debitore o ai coobbligati iscritti nei pubblici registri di una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, sarà eseguito il fermo, senza necessità di ulteriore comunicazione, mediante iscrizione del provvedimento che lo dispone nei registri mobiliari, salvo che il debitore o i coobbligati, nel predetto termine, dimostrino all’agente della riscossione che il bene mobile è strumentale all’attività di impresa o della professione.

3.- Chiunque circola con veicoli, autoscafi o aeromobili sottoposti al fermo è soggetto alla sanzione prevista dall’articolo 214, comma 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

4.- Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri dell’interno e dei lavori pubblici, sono stabiliti le modalità, i termini e le procedure per l’attuazione di quanto previsto nel presente articolo.

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