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Lo sai che? Come lavorare in pubblica amministrazione

Lo sai che? Pubblicato il 20 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 ottobre 2017

Il lavoro nella pubblica amministrazione prevede una molteplicità di carriere possibili, cui si accede tramite apposite procedure di selezione pubbliche.

Lavorare nella pubblica amministrazione è un obiettivo che per moltissimi candidati ha assunto ormai un’importanza sempre maggiore. La rilevanza che si attribuisce oggi giorno al vincere un concorso pubblico nell’amministrazione pubblica è dovuta all’attuale situazione lavorativa del nostro paese, ed alle condizioni di grossa crisi che il settore privato e le libere professioni attraversano ormai da diversi anni. La possibilità quindi di ottenere un lavoro subordinato a tempo indeterminato nell’apparato statale, che sia centrale o regionale, è un traguardo che per moltissime persone costituisce ormai scelta professionale primaria. Anche perchè studiare per un concorso pubblico richiede una notevole preparazione, nonchè il tempo necessario ad acquisire le competenze e conoscenze indispensabili richieste per il profilo per il quale ci si vuole candidare. Per comprendere come muoversi nel settore del pubblico impiego, e cosa sia in concreto il settore dell’ammnistrazione, scopriamo assieme come lavorare nella pubblica amministrazione.

Lavorare nel settore pubblico: organizzazione e struttura

Lavorare nel settore pubblico e quindi in una pubblica amministrazione non significa fare un singolo lavoro, specifico, con una mansione predeterminata: questo perchè il settore pubblico è molto vasto, e comprende al suo interno ripartizioni di carattere non soltanto territoriale (centrale e periferico secondo il principio costituzionale di sussidiarietà), bensì anche suddivisioni di qualifiche, requisiti accademici e titoli di studio, che cambiano a seconda del ruolo per la quale la persona decida di concorrere.

Bisogna infatti tenere presente che la pubblica amministrazione non è un unicum, una grande ed unica entità omogenea, ma comprende al suo interno moltissime carriere diverse, che dipendono dall’ente amministrativo nel quale si sarà inseriti in caso di idoneità nella procedura selettiva. Si può concorrere per diventare funzionari ammninistrativi o amministrativi – contabili, ma anche per diventare assistenti sociali, biologi, psicologi. Ancora, seguendo le proprie inclinazioni personali, può presentarsi domanda per diventare ufficiale giudiziario, poliziotto, carabiniere, per entrare nella guardia di finanza o all’Agenzia delle entrate, solo per citare alcune delle amministrazioni con le carriere più ambite.

Questo perchè il pubblico impiego comprende le professionalità che operano nell’amministrazione pubblica, da intendersi come insieme di tutti quegli enti pubblici che erogano servizi ai cittadini, con la finalità di perseguire l’interesse pubblico e gli interessi dell’intera collettività, coniugati poi nello specifico a seconda dell’ambito di competenza professionale nel quale si va effettivamente ad operare.

Come entrare nella pubblica ammnistrazione: livello nazionale, regionale e comunale

Quando si parla di pubblica amministrazione, d’altronde, non bisogna cadere nell’errore di pensare che lavorare nel settore pubblico implichi di necessità essere inseriti nell’organico statale e quindi centrale. È infatti ben possibile – e lo è stato specialmente negli ultimi anni, in cui i concorsi nazionali sono drasticamente diminuiti – avere più occasioni concrete verificando i bandi di concorso pubblico emanati dalle amministrazioni regionali e comunali. Anche in questa ipotesi, naturalmente, la differenziazione nell’accesso dipende dalla carriera per la quale ci si candida e dalle competenze e titoli che si sono acquisiti nel corso del proprio percorso di formazione, scolastica, accademica e professionale.

A prescindere dalla professione alle quale si ambisce, ad ogni modo, ci sono percorsi di laurea che permettono di avere accesso ad un numero più elevato di procedure concorsuali. È di tutta evidenza infatti che un ingegnere informatico, con un elevato grado di specializzazione nel proprio settore, potrà avere un numero di occasioni più ristretto rispetto ad un laureato in giurisprudenza o economia e commercio, soprattutto alla luce del fatto che nella pubblica amministrazione i profili maggiormente ricercati – dal punto di vista della disponibilità di posti in organico da riempire – fanno riferimento alle qualifiche di funzionari amministrativi. Si tratta però, come detto, soltanto di una questione numerica.

Come entrare in pa: i concorsi pubblici

L’accesso alla pubblica ammistrazione avviene esclusivamente tramite concorso pubblico, attraverso apposito bando pubblicato sulla gazzetta ufficiale della repubblica italiana, IV serie speciale concorsi ed esami. Occorrono inoltre determinati requisiti fisici, anagrafici e geografici, ovvero la maggiore età, l’idoneità fisica a ricoprire l’impiego ed essere cittadini italiani o appartenenti all’Unione Europea. A seconda del singolo concorso, poi, possono variare alcune specifiche particolari: nei concorsi per le forze dell’ordine ad esempio (carabinieri, polizia, guardia di finanza) sono previste limitazioni d’età.

Per quanto riguarda le singole tipologie di selezione, esistono tre principali categorie di procedure concorsuali:

  • concorso pubblico per titoli: la procedura di selezione comporta soltanto la verifica della sussistenza dei titoli di partecipazione richiesti dal bando, sulla base dei quali sarà attribuito un punteggio (le cui regole di attribuzione sono fissate dal bando stesso) dei candidati, per stilare la graduatoria degli idonei e dei vincitori. Nella categoria di titoli si intendono ricompresi sia i titoli di studio, accademici e specialistici (pubblicazioni incluse) che le esperienze lavorative maturate dal candidato e possedute al momento della presentazione della domanda di partecipazione;
  • concorso pubblico per esami: il bando richiede il superamento di prove calibrate sul singolo profilo. Le prove d’esame da sostenere possono essere scritte (test, quiz a risposta multipla, temi) ed orali, e nei concorsi in cui si prevede una elevata partecipazione di candidati il bando può prevedere la possibilità anche di una prova preselettiva, volta a selezionare i candidati da ammettere alle prove scritte;
  • concorso pubblico per titoli ed esami: oltre al superamento delle prove previste dal bando, con relativi punteggi attribuiti al candidato al fine di predisporre la graduatoria finale dei vincitori, saranno tenuti in considerazione anche i titoli posseduti dai partecipanti, che faranno punteggio secondo quanto disciplinato dal bando di selezione.

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