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Lo sai che? Autovelox, multe e segnaletica: novità

Lo sai che? Pubblicato il 19 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 ottobre 2017

Distanza del cartello con l’avviso preventivo, segnaletica stradale, obbligo di taratura e di visibilità della postazione della polizia: come cambia l’autovelox dopo la direttiva Minniti.

Stai percorrendo la strada statale quando d’un tratto ti accorgi che, sul ciglio della strada, c’è una pattuglia della polizia con l’autovelox. D’improvviso freni e rallenti, ma non sei sicuro di aver fatto in tempo per evitare lo scatto della fotografia. Ti sorge peraltro il sospetto che l’autovelox non fosse segnalato dal preventivo cartello con la segnaletica che avvisa gli automobilisti del possibile «controllo elettronico della velocità». Non in ultimo ti chiedi se, pur avendo evitato l’autovelox, l’improvvisa frenata possa essere, da un lato, un comportamento sanzionabile e, dall’altro, la dimostrazione che, prima dell’apparecchio, avessi superato i limiti della velocità. Insomma, tutte queste cose non ti fanno vivere bene il resto del viaggio. Ad alcune di queste domande, però, ha dato di recente risposta la Cassazione con una serie di sentenze che si occupano, proprio, dell’autovelox, multe e segnaletica. Cerchiamo dunque di dare una risposta alle domande più frequenti tenendo conto delle ultime novità.

Autovelox: il cartello con l’avviso ci deve sempre essere?

Come imposto questa estate dalla direttiva Minniti, l’autovelox deve essere sempre previamente segnalato.

Nel caso di autovelox montato sulle auto della polizia (cosiddetto Scout Speed) vi sono sentenze di segno contrastante: alcune sostengono che anche l’autovelox in movimento debba essere presegnalato; altre invece ritengono il contrario.

In passato la Cassazione ha detto [1] che è necessario ripetere la segnalazione con l’avviso dell’autovelox a beneficio di chi, da una strada secondaria, si immette su una principale se il cartello era prima dell’intersezione. Oggi la Corte ha parzialmente rivisto l’interpretazione [2 e 3]: non assume alcun rilevo la mancata ripetizione della segnalazione di divieto dopo ciascuna intersezione per gli automobilisti che proseguono lungo la medesima strada.

Nel caso in cui l’autovelox non viene impiegato stabilmente sul tratto di strada in questione, oltre alla segnaletica fissa, la polizia deve predisporre anche un ulteriore segnale mobile, con il simbolo della polizia o equivalente, per segnalare la presenza del controllo elettronico della velocità. Infatti, secondo la direttiva Minniti, vanno smontati dai lati della strada tutti quei cartelli di preavviso autovelox, peraltro spesso vecchi e con caratteristiche grafiche non regolamentari, in luoghi dove in realtà non vengono effettuati controlli.

Quanti chilometri dopo il cartello deve trovarsi l’autovelox?

La Cassazione ha risposto in modo diverso a seconda che si tratti della distanza minima e massima.

Distanza minima tra autovelox e cartello

Non esiste una distanza minima prestabilita tra il cartello con l’avviso preventivo dell’autovelox e la postazione. La Cassazione ha stabilito [3] solo l’obbligo della loro istallazione con «adeguato anticipo» rispetto al luogo del rilevamento della velocità, in modo da garantirne il tempestivo avvistamento; ne consegue che la distanza tra segnali stradali o dispositivi luminosi e la postazione di rilevamento deve essere valutata in relazione allo stato dei luoghi.

Distanza massima tra autovelox e cartello

L’autovelox non deve trovarsi oltre 4 km dal cartello [2]. Superato tale limite il cartello va ripetuto.

Come deve essere l’autovelox a norma?

Come confermato questa estate dalla direttiva Minniti, l’autovelox deve essere omologato e tarato. L’omologazione avviene all’atto del rilascio dell’apparecchio ed è eseguita una sola volta. La taratura invece deve essere effettuata almeno una volta all’anno (o a distanza superiore se previsto nel libretto di istruzioni dell’apparecchio).

Alla taratura segue la verifica di funzionalità (integrità e buon funzionamento dell’apparecchio), che poi va eseguita anche dall’organo di polizia prima dell’uso su strada e quasi sempre si limita a un’autodiagnosi dello strumento, che se rileva problemi li segnala o si mette automaticamente fuori servizio. Il poliziotto non è tenuto a redigere un verbale prima dell’inizio delle operazioni, ma se lo fa deve riportare sulla multa di aver preliminarmente eseguito il controllo del funzionamento dell’autovelox.

Gli autovelox che fotografano le auto in entrambe le corsie della strada, devono essere segnalati in tutte le direzioni di marcia.

Autovelox poco visibile: che succede?

Secondo la direttiva Minniti, le postazioni con autovelox automatici, senza cioè la presenza dell’agente, devono essere rese ben visibili con la collocazione su di esse, o nelle immediate vicinanze, di un segnale di indicazione riportante il simbolo dell’organo di polizia o una breve iscrizione del corpo o servizio di polizia operante se non riconoscibile con uno specifico simbolo.

Invece, le postazioni di controllo temporanee con la presenza della polizia, devono essere rese ben visibili grazie alla presenza di personale in uniforme o ricorrendo, ove possibile, all’impiego di auto della polizia di servizio con colori istituzionali o con l’utilizzo di un segnale di indicazione riportante il simbolo dell’organo.

Spetta all’automobilista dimostrare che l’autovelox non era visibile o che non era visibile il cartello con l’avviso del controllo elettronico della velocità [4].

A che velocità scatta l’autovelox?

Per legge l’autovelox deve considerare sempre una tolleranza del 5% rispetto al limite di velocità, approssimato per eccesso. La tolleranza non può scendere mai al di sotto comunque di 5 km/h. Pertanto

  • se in una strada vi è un limite di velocità di 110 km/h, l’autovelox può scattare la foto solo nel momento in cui l’automobile supera 117 km/h (ossia 110 km + 5%= 115,5%, approssimato per eccesso 116 km/h);
  • se in una strada vi è un limite di velocità di 50 km/h, l’autovelox può scattare la foto solo nel momento in cui l’automobilista supera 55 km/h: in questo caso, infatti, poiché il 5% di 50 è 2,5, si applica la seconda regola (sopra richiamata) secondo cui la tolleranza non può mai scendere al di sotto di 5 km/h);
  • se in una strada vi è un limite di velocità di 90 km/h, l’autovelox scatta al superamento di 95 km/h (anche in questo caso, infatti, il 5% di 90 è inferire a 5, essendo pari infatti a 4,5);
  • se in una strada vi è un limite di velocità di 100 km/h, l’autovelox scatta da 105 km/h in su (ossia 100 + 5%);
  • se in una strada vi è un limite di velocità di 130 km/h, l’autovelox scatta a partire da 138 km/h (ossia 130 + 5%= 136,5 che, approssimato per eccesso, fa 137 km/h).

Che succede se freno improvvisamente prima dell’autovelox?

La polizia può sanzionare le auto per eccesso di velocità non solo in base alle foto dell’autovelox ma anche sulla scorta di proprie valutazioni personali come, ad esempio, un’improvvisa frenata. Peraltro la frenata brusca può essere considerata una «guida pericolosa», passibile di per sé di contravvenzione. Quindi, il fatto di bloccare all’improvviso l’auto per evitare la fotografia dell’autovelox non mette il conducente al riparo dalla multa.

note

[1] Cass. sent. n. 680/2011.

[2] Cass. sent. n. 7949/2017

[3] Cass. sent. n. 9770/2016.

[4] Cass. sent. n. 23566/2017.

La distanza tra i segnali o i dispositivi e la postazione di rilevamento della velocità deve essere valutata in relazione allo stato dei luoghi; in particolare, è necessario che non vi sia tra il segnale e il luogo di effettivo rilevamento una distanza superiore a quattro km, mentre non è stabilita una distanza minima, né assume rilevo la mancata ripetizione della segnalazione di divieto dopo ciascuna intersezione per gli automobilisti che proseguano lungo la medesima strada.

Cassazione sezione II, sentenza 28 marzo 2017 n. 7949

In materia di accertamento della violazione delle norme sui limiti di velocità grava su colui che propone l’opposizione all’ordinanza d’ ingiunzione, e non sull’amministrazione, l’onere di provare l’inidoneità in concreto della segnaletica di cui al Decreto Ministeriale 15 agosto 2007 ad assolvere la funzione di avviso della presenza delle postazioni di controllo della velocità, in modo da garantire il rispetto del limite di velocità, in una logica ispirata non dalla volontà di cogliere di sorpresa l’automobilista indisciplinato, ma dalla tutela della sicurezza stradale, di riduzione dei costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico veicolare, nonché di fluidità della circolazione.

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 6 ottobre 2017 n. 23566 

In materia di accertamento di violazioni delle norme sui limiti di velocità, compiuta a mezzo di apparecchiatura di controllo, comunemente denominata “autovelox”, il Decreto Ministeriale 15 agosto 2007, articolo 2, secondo cui dell’installazione dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo deve essere data preventiva informazione agli automobilisti, non stabilisce una distanza minima per la collocazione dei segnali stradali o dei dispositivi di segnalazione luminosi, ma solo l’obbligo della loro istallazione con adeguato anticipo rispetto al luogo del rilevamento della velocità, in modo da garantirne il tempestivo avvistamento; ne consegue che la distanza tra segnali stradali o dispositivi luminosi e la postazione di rilevamento deve essere valutata in relazione allo stato dei luoghi, senza che assuma alcun rilevo la mancata ripetizione della segnalazione di divieto dopo ciascuna intersezione per gli automobilisti che proseguano lungo la medesima strada (conforme a Cass. civ. del 15/11/2013, n. 25769).

Corte di cassazione, sezione II, sentenza 12 maggio 2016 n. 9770 

Nel caso di sanzioni amministrative irrogate per eccesso di velocità e accertate mediante autovelox è necessario che la presenza della postazione di rilevazione sia stata precedentemente segnalata: nel caso in cui la suddetta postazione si trovi su una strada statale alla quale si acceda da un’altra che con la stessa si interseca (come nel caso di specie in cui il ricorrente proveniva da una strada provinciale che si intersecava con una strada statale) è necessario che la preventiva segnalazione, perché l’avvertimento possa ritenersi effettivo, si trovi a giusta distanza tra il punto in cui le strade si intersecano e la postazione fissa di rilevazione. Il relativo onere probatorio grava sull’amministrazione nel caso in cui non risulti dal verbale di accertamento.

Corte di cassazione civile, sezione VI, sentenza 13 gennaio 2011 n. 680 

L’obbligo di informazione verso gli automobilisti circa l’installazione di mezzi di controllo del traffico ex articolo 4 D.L. 121 del 2002, secondo la Suprema Corte, non può avere efficacia soltanto nell’ambito dei rapporti organizzativi interni alla p.a., ma è finalizzato a portare gli automobilisti a conoscenza della presenza dei dispositivi di controllo, onde orientarne la condotta di guida e preavvertirli del possibile accertamento di violazioni con metodiche elettroniche. Si tratta dunque di norma di garanzia per l’automobilista, la cui violazione non è priva di effetto, ma determina la nullità della sanzione.

Corte di cassazione, sezione II, sentenza 26 marzo 2009 n. 7419

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