Diritto e Fisco | Articoli

Mutuo tasso fisso o variabile: cosa conviene?

19 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 ottobre 2017



Quello fisso è adatto a chi non vuole sorprese sull’importo della rata, ma ad oggi costa di più. Quello variabile è più economico ma è soggetto all’instabilità.

Rischio o non rischio? Faccio un mutuo a tasso fisso o variabile? Cosa conviene in un momento in cui è vero che il costo del denaro e i tassi di interesse sono molto più bassi rispetto al passato, ma è altrettanto vero che le oscillazioni del mercato sono sempre in agguato con le crisi internazionali in atto?

Entrambe le soluzioni hanno vantaggi e svantaggi. Il mutuo a tasso fisso ci dà la certezza che, succeda quel che succeda, quella percentuale resterà per sempre, fino all’ultima rata. Ma può essere che il tasso resti sempre al di sopra di quello che le banche chiedono per altre soluzioni.

Viceversa, il mutuo a tasso variabile oggi ci fa partire con un interesse più basso e, quindi, ci consente di risparmiare sulla rata. Ma che succederà domani? Pensiamo, soprattutto, che un mutuo non dura tre, quattro anni. Tra 10, 20 o 30 anni il tasso di interesse sarà lo stesso o subirà un’impennata?

Vediamo allora le caratteristiche di queste due opzioni, per capire cosa conviene: mutuo a tasso fisso o variabile?

Come funziona il mutuo a tasso fisso

Si chiama mutuo a tasso fisso proprio perché, succeda quel che succeda nei mercati, l’importo della rata sarà sempre quello fino alla fine. Il vantaggio che ha, quindi, è la certezza di non avere degli imprevisti e di poter programmare la spesa mensile per la restituzione del finanziamento. Lo svantaggio, invece, è che se il mercato consente di applicare un tasso di interesse più basso, non sarà possibile beneficiare di questa opportunità.

Quindi, se da una parte il mutuo a tasso fisso consente di «blindare» la rata mensile, dall’altra comporta il rischio di pagare un tasso più alto rispetto a quello che si potrebbe pagare con un tasso variabile.

Il mutuo a tasso fisso si aggancia all’Eurirs, cioè al tasso medio swap che si registra nell’Eurozona ad una data di scadenza predefinita. Ad esempio, chi volesse fare un mutuo di 20 anni a tasso fisso oggi troverebbe l’Eurirs all’1,44%. Poco male.

Come funziona il mutuo a tasso variabile

Anche il mutuo a tasso variabile, come abbiamo già anticipato, può avere i suoi vantaggi. Ad oggi, i tassi di interesse sono molto bassi quindi consente un notevole risparmio sulla rata mensile da pagare. C’è da considerare, inoltre, che per i primi anni si pagano soprattutto gli interessi mentre verso la fine si restituisce il capitale. Pertanto, nel momento in cui gli interessi sono bassi la convenienza è maggiore.

C’è, comunque, un rischio, in quanto il mutuo a tasso variabile è soggetto all’instabilità dei mercati. Instabilità che, al momento attuale, è relativa: gli esperti, infatti, non ritengono plausibile un notevole aumento dei tassi di interesse nei prossimi anni anche se, ovviamente, tutto può succedere.

A differenza del mutuo a tasso fisso, quello a tasso variabile si aggancia all’Euribor, cioè il tasso di riferimento delle transazioni finanziarie tra i Paesi dell’area euro, calcolato giornalmente. Oggi, ad esempio, l’Euribor su 12 mesi è addirittura in negativo.

Ad ogni modo, sia il mutuo a tasso fisso sia quello a tasso variabile sono rinegoziabili con la banca.

note

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI