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Costruzione seconda casa: acquisti con Iva al 4%

18 novembre 2017


Costruzione seconda casa: acquisti con Iva al 4%

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 novembre 2017



In riferimento alla costruzione in economia di un’abitazione ad utilizzo seconda casa, l’aliquota IVA da applicare agli acquisti di beni finiti può essere quella super-agevolata del 4%. Vediamo in quali casi e quali sono le formalità da rispettare per il riconoscimento dell’agevolazione.

Secondo le norme attualmente vigenti [1], l’aliquota IVA “super-agevolata” del 4% è applicabile anche alla cessione di beni finiti. Per beni finiti si intendono quei beni che anche successivamente al loro impiego nella costruzione, o nell’intervento di recupero edilizio, non perdono la loro individualità, pur incorporandosi stabilmente nell’immobile.

Non si devono considerare beni finiti quelli che, pur essendo prodotti finiti per il cedente, costituiscono materie prime e semilavorate per il cessionario (es. mattoni, chiodi, piastrelle). A titolo esemplificativo, possono considerarsi “beni finiti”, forniti per la costruzione degli immobili assoggettati all’aliquota del 4% (o, se del caso, del 10%): gli ascensori ed i montacarichi, gli infissi esterni ed interni, i sanitari per bagno (lavandini, vasche, ecc.), i prodotti per impianti idrici, i prodotti per impianti di riscaldamento (caldaia, elementi di termosifone, tubazione, ecc.), i prodotti per impianti elettrici (contatore, interruttori, filo elettrico, ecc.), i prodotti per impianti del gas (contatore, tubazioni, ecc.) e le relative prestazioni accessorie di posa in opera [2]. Inoltre sono considerati beni finiti: i caminetti, e possono godere dell’aliquota agevolata del 4%, o del 10%, solo nel caso in cui siano ceduti per essere utilizzati per realizzare immobili agevolati (case non di lusso, case rurali, scuole, ecc.). Tali beni devono essere forniti per la costruzione di fabbricati di tipo economico, aventi le caratteristiche richieste dalla legge [3]. Per essere considerati non di lusso, e quindi poter godere del regime IVA agevolato previsto per gli acquisti diretti di beni finiti necessari per la loro realizzazione, gli immobili da  costruire devono presentare le seguenti caratteristiche: case di abitazione, comprendenti anche uffici e negozi, che non presentino i requisiti di abitazioni di lusso; più del 50% della superficie totale dei piani sopra terra deve essere destinata ad abitazione; non più del 25% della superficie totale dei piani sopra terra può essere destinata a negozi. In questo caso l’acquisto con Iva al 4% dei beni finiti è ammessa anche se non si tratta di prima casa. Per ottenere l’agevolazione in parola il contribuente dovrà rilasciare una specifica dichiarazione al venditore citando gli estremi di legge.

note

[1] Si tratta del n. 24, Tabella A, Parte II, allegata al D.P.R. n. 633/1972

[2] Ai sensi dell’articolo 12 del D.P.R. n. 633/72

[3] Si tratta della Legge n. 408/1949 “Disposizioni per l’incremento delle costruzioni edilizie” (la c.d. Legge Tupini). L’articolo 13 della Legge 2 luglio 1949, n. 408 ed il successivo articolo 1 della Legge 6 ottobre 1962, n. 1493, nonché l’articolo 1 della Legge 2 dicembre 1967 n. 1212, definiscono nel loro complesso le caratteristiche dei fabbricati “Tupini”,


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