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I diritti in caso di perquisizione

19 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 ottobre 2017



La perquisizione è possibile solo se prevista dalla legge e se c’è fondato motivo di ritenere che l’oggetto del reato sia nel luogo o sul soggetto da perquisire.

La perquisizione, che è un atto che invade la privacy del soggestto perquisito, è soggetta ad alcune limitazioni che non sono altro che i diritti previsti in caso di perquisizione. La perquisizione è consentita esclusivamente nei casi e nei modi previsti dalla legge e sempre che vi sia un fondato motivo che il corpo del reato (o le cose pertinenti ad esso) siano nascoste sulla persona o nel luogo da perquisire o che, in quel luogo, si nasconda addirittura un soggetto che deve essere tratto in arresto. La perquisizione è possibile solo se le ragioni di essa sono espressamente indicate nel verbale di perquisizione ed è consentita in un’abitazione (o nei luoghi chiusi adiacenti ad essa) non prima delle ore sette del mattino e non dopo le ore venti. Questi sono alcuni dei diritti previsti in caso di perquisizione, ma analizziamoli con ordine.

Cos’è la perquisizione?

La perquisizione [1] è un tipico mezzo di ricerca della prova, il cui scopo è quello di ricercare il corpo del reato o cose legate ad esso (in modo da poterle conservare ed esibire nel corso del processo penale), ovvero di trovare una persona ricercata ed assicurarla alla giustizia attraverso l’arresto. Le perquisizioni, infatti, possono essere locali o personali.

La perquisizione personale [2] è disposta quando vi è fondato motivo di ritenere che taluno nasconda sulla propria persona il corpo del reato o le cose pertinenti ad esso ed è diritto del soggetto perquisito (prima che si proceda alla perquisizione nei suoi confronti) ricevere una copia del decreto di perquisizione in cui sono indicate le ragioni che giustificano l’atto che sta per compiersi e l’autorità che l’ha disposto.
La perquisizione locale [3] è consentita quando vi è fondato motivo di ritenere che il corpo del reato o le cose ad esso pertinenti si trovino in un determinato luogo, oppure che in esso possa eseguirsi l’arresto dell’imputato o dell’evaso. Anche in questo caso, la perquisizione è disposta dall’autorità giudiziaria con decreto motivato (attestante la presenza di sufficienti indizi) che il soggetto che subisce la perquisizione ha diritto di ricevere.

L’autorità giudiziaria può procedere direttamente alla perquisizione o delegarne l’esecuzione ad un ufficiale di polizia giudiziaria. Le cose rinvenute nel corso della perquisizione, se costituiscono corpo del reato o sono pertinenti ad esso, sono sottoposte a sequestro; se, invece, si trova la persona ricercata, si dà esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare o ai provvedimenti di arresto o di fermo.

La perquisizione può essere disposta anche su sistemi informatici o telematici (anche se protetti da misure di sicurezza), quando vi è fondato motivo di ritenere che in essi si trovino dati, informazioni, programmi informatici o tracce di un reato. Questo tipo di perquisizione sarà effettuata adottando misure tecniche dirette ad assicurare la conservazione dei dati originali e ad impedirne l’alterazione.

I diritti in caso di perquisizione

Ciascuno ha diritto:

  • ad assicurare la inviolabilità del proprio domicilio, prevista dalla nostra costituzione [4], per cui le perquisizioni e le ispezioni sono possibili solo nei casi e nei modi espressamente indicati dalla legge, secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale;
  • ad essere perquisito solo se vi siano seri indizi, tutti convergenti nell’alta probabilità che l’oggetto da ricercare si trovi sulla persona da perquisire o nel luogo nel quale la perquisizione deve essere eseguita, e non mere congetture o sospetti da parte degli agenti operanti;
  • ad avere un verbale di perquisizione nel quale siano esplicitate le ragioni dell’atto che sta per essere compiuto;
  • a vedere violato il proprio domicilio (mediante la perquisizione) solo in orari espressamente previsti dalla legge, ovvero (tranne nei casi urgenti) non prima delle ore sette del mattino e non dopo le ore venti [5];
  • ad avvalersi, durante la perquisizione, di un difensore (anche se la legge non prevede che debba ricevere un regolare avviso). Essendo la perquisizione, per sua natura, un atto urgente, riservato ed a sorpresa, il difensore della persona che vi è sottoposta ha sempre diritto di assistervi, senza però obbligo di essere preavvertito [6].

In caso di perquisizione per prima cosa il perquisito avrà diritto ad avere copia del provvedimento di perquisizione (nel quale sono esplicitati i motivi della stessa), in secondo luogo dovrà essere avvertito della facoltà di farsi assistere da persona di fiducia, purché prontamente reperibile ed idonea.

 

note

[1] Art. 247 cod. proc. pen.

[2] Art. 249 cod. proc. pen.

[3] Art. 250 cod. proc. pen.

[4] Art. 14 Cost.

[5] Art. 251 cod. proc. pen.

[6] Art. 120 cod. proc. pen.


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