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Evitare la sospensione della patente coi lavori socialmente utili

19 ottobre 2017


Evitare la sospensione della patente coi lavori socialmente utili

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 ottobre 2017



Guida in stato di ebbrezza e messa alla prova: se il giudice sostituisce al guidatore ubriaco il carcere con i Lpu non può sospendergli la patente.

Sei stato multato dalla polizia per guida in stato di ebbrezza perché hai bevuto troppo. Ora ti tocca affrontare il processo penale e, soprattutto, la sospensione della patente di guida per un lungo periodo. Cosa puoi fare per evitare tutto questo? La risposta è in una riforma introdotta in Italia nel 2014 [1]. In generale è stata prevista la possibilità, per tutti i reati puniti con massimo 4 anni di reclusione (con o senza la pena pecuniaria) di sospendere il processo penale in corso ed evitare la condanna richiedendo i lavori di pubblica utilità. La durata e la modalità degli stessi viene decisa dal giudice. All’esito della cosiddetta «messa alla prova» e solo in caso di positivo svolgimento, il giudice dichiara estinto il reato.

Oggi è intervenuta una interessante sentenza della Cassazione [2] a fornire maggiori chiarimenti su come evitare la sospensione della patente coi lavori socialmente utili. Ma procediamo con ordine.

I lavori socialmente utili possono essere richiesti anche per il reato di guida in stato di ebbrezza, ossia qualora l’automobilista venga trovato con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l (da 0,5 a 0,8 c’è solo una sanzione amministrativa e nessun procedimento penale).

In questo caso, però, a differenza di quanto avviene per la messa alla prova si fa il processo e c’è una condanna; tuttavia la pena viene sospesa e convertita con un periodo di lavori di pubblica utilità.

Può accedere a tale conversione solo l’indagato o imputato:

  • che non abbia prestato lavori di pubblica utilità in precedenza;
  • se non è stato provocato un incidente stradale mentre era alla guida sotto l’effetto dell’alcol.

La durata dei lavori è commisurata alla durata della pena inflitta; in particolare un giorno di arresto corrisponde ad un giorno di lavoro di pubblica utilità, mentre un giorno di lavoro viene ragguagliato con € 250,00 di ammenda.

Come abbiamo già detto in Condanna per guida in stato di ebbrezza, salvo che non si sia provocato un sinistro stradale, l’arresto può essere sempre sostituito dai lavori socialmente utili da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o ancora presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze. Se svolti diligentemente, questi lavori possono arrivare a far estinguere il reato, alla revoca della confisca e a dimezzare il periodo di sospensione della patente.

Qui interviene il chiarimento odierno della Cassazione. Durante lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità, la sanzione accessoria della sospensione della patente viene sospesa. In questo modo l’automobilista può svolgere le attività impostegli dal giudice utilizzando e guidando l’auto. All’esito della prova, la sanzione della «sospensione della patente» ritorna operativa, ma per un periodo pari alla metà di quello originariamente previsto dalla norma. In questo modo il colpevole che si sia comportato bene durante i Lpu può fruire dello “sconto” di pena.

Dunque, se il giudice accorda al trasgressore i lavori di pubblica utilità non può anche comminargli la sanzione amministrativa della sospensione della patente durante lo svolgimento della prova stessa. Nel caso poi di positivo svolgimento dei lavori la sanzione accessoria torna in essere ma per un periodo di tempo dimezzato.

L’immediata esecutività della sola sanzione accessoria della sospensione della patente rischierebbe, nel caso di positivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, di rendere vani gli effetti della successiva riduzione della metà della sospensione stessa. Del resto l’articolo 186 Cds stabilisce che, nell’ipotesi di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice dispone la revoca della pena sostitutiva con “ripristino” di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente». Il termine «ripristino» usato dal legislatore «non può che significare “rimessa in vigore”, “ristabilire”, “riportare ad uno stato precedente”, il che presuppone che, prima del ripristino, l’efficacia della sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida inflitta sia stata sospesa».

note

[1] L. n.67 del 28.4.2014.

[2] Cass. sent. n. 48330/17 del 19.10.2017.

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza27 settembre – 19 ottobre 2017, n. 48330
Presidente Ciampi – Relatore Tanga

Ritenuto in fatto

1. Con sentenza n. 130/2016 del 14/04/2016, il Tribunale di Ivrea applicava, su richiesta delle parti, a B.E. , in relazione alla violazione dell’art. 186, comma 7, C.d.S., la pena di mesi 4 di arresto ed Euro 1000,00 di ammenda, con sostituzione -ex art. 186, comma 9-bis C.d.S.- della pena detentiva e pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità, oltre alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per mesi 9.
2. Avverso tale sentenza, propone ricorso per cassazione B.E. , a mezzo del proprio difensore, lamentando (in sintesi giusta il disposto di cui all’art.173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.):
I) erronea applicazione della legge penale in relazione all’art. 186, comma 9-bis, Codice della Strada. Deduce che la norma prevede che, laddove nel corso dello svolgimento dei lavori di pubblica utilità, il condannato ponga in essere una qualche violazione, la pena sostitutiva possa essere revocata e le sanzioni amministrative accessorie possano essere ripristinate nella loro entità originaria. Afferma che l’utilizzo del verbo ripristinare implica necessariamente il pregresso “venir meno” della sanzione amministrativa accessoria e tale “venir meno” non può che essere rapportato al momento della pronuncia della condanna con contestuale sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità; solo l’esito dello svolgimento di tale misura, d’altro canto, potrà essere poi determinante ai fini della quantificazione definitiva della sospensione della patente di guida (oltre che ai fini della estinzione del reato e della confisca, ove prevista). Sostiene, quindi, che il Giudice avrebbe dovuto sospendere gli effetti della sanzione amministrativa accessoria durante il periodo di svolgimento della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità.

Considerato in diritto

3. Il ricorso è fondato.
4. A norma dell’art. 186, comma 9-bis, C.d.S., “In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato”…
“In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice che procede o il giudice dell’esecuzione, a richiesta del pubblico ministero o di ufficio, con le formalità di cui all’articolo 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dei motivi, della entità e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente e della misura di sicurezza della confisca”.
5. In vero, l’immediata esecutività della sola sanzione accessoria della sospensione della patente rischierebbe, in caso di positivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, di rendere -verosimilmente, dati i tempi fisiologici di fissazione della nuova udienza per dichiarare estinto il reato e disporre la riduzione alla metà della sanzione amministrativa- vani gli effetti della successiva riduzione della metà della sospensione stessa.
5.1. Milita, a favore di tale tesi, il testo della norma in parola secondo cui, nell’ipotesi di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice dispone la revoca della pena sostitutiva con “ripristino” di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente. Il significato del termine “ripristino” utilizzato dal legislatore non può che significare “rimessa in vigore”, “ristabilire”, “riportare ad uno stato precedente” (dall’unione di ri-, di nuovo, e il latino pristinus, anteriore). Il che presuppone che, prima del “ripristino”, l’efficacia della sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida inflitta sia stata sospesa.
6. Ne consegue l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata limitatamente al punto concernente l’omessa sospensione dell’efficacia della sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida applicata.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio della sentenza impugnata limitatamente al punto concernente l’omessa sospensione della efficacia della sospensione della patente di guida applicata e dispone trasmettersi gli atti al Tribunale di Ivrea con l’ulteriore corso.

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1 Commento

  1. Salve, la mia domanda e’ questa: nel caso appunto che vengano accordati i lavori socialmente utili ,al termine dello svolgimento degli stessi in modo positivo,oltre alla estinzione del reato e all’annullamento della confisca dell’auto, viene dimezzato il periodo della sospensione della patente,ma si dovranno comunque continuare a fare i vari controlli presso la commissione medica? che normalmente ricoprono un periodo di 5 anni…

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