| Editoriale

Cosa significa giustizia sommaria

25 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 ottobre 2017



L’amministrazione di un potere a servizio dei più forti.

Il significato di giustizia sommaria è semplice se si intende come il contrario di ciò che, nel rispetto di tutte le regole, viene giudicato rettamente e da a ciascuno ciò che gli è dovuto, riconoscendo i legittimi diritti in gioco.

Se il concetto di giustizia in generale quindi richiama idealmente quello di: equità, rettitudine, terzietà, conformità alle leggi, imparzialità, autonomia, quello opposto di giustizia sommaria lascia pensare a qualcosa di approssimativo, frettoloso, insufficiente, fatto per sommi capi e senza scendere nei dettagli.

E in effetti così è. In più la giustizia sommaria non tiene conto di tutta quelle serie di regole fondamentali per il corretto svolgimento delle procedure. Le regole che governano la giustizia, siano esse di natura sostanziale  o strettamente procedurale, hanno infatti come scopo finale, quello di rendere possibili e attuabili i diritti delle parti.

Con la giustizia sommaria invece il procedimento giudiziario, eliminando molti dei passaggi a difesa dell’accusato, svuota il sistema giuridico delle tutele in suo favore previste dalla legge. La procedura adottata, eccessivamente semplificata, ha come finalità quello di accelerare lo svolgimento della causa al solo fine di ottenerne la punizione. La pena prima dell’accertamento della verità. Si tratta di un modo di amministrare il potere di giudicare che si serve di un rito ridotto, senza verificare la reale colpevolezza attraverso il mezzo di un regolare processo. Il fine di tale forma di giustizia è quindi solo l’esecuzione della pena (spesso capitale) del condannato.


L’espressione giustizia sommaria non a caso infatti è usata spesso come sinonimo di esecuzione sommaria. È una forma distorta del giudizio per come dovrebbe essere. Troppo spesso praticata nel passato, come nel presente, è adottata per lo più in periodi storici (conflitti) o in situazioni particolari (dittature). Abuso ne è stato fatto dai tribunali di guerra e da quelli rivoluzionari. È la giustizia senza lo svolgimento di un processo o in cui, se c’è un processo, questo è svolto con una procedura superficiale e opportunamente semplificata, senza il rispetto delle norme e, perciò, il più delle volte,  esercitata in forma illegale. Questo modo di esercitare il potere di giudizio è quello al servizio della classe dominante o comunque della parte più forte, perché anziché equilibrare le posizioni delle parti davanti al giudice, non fa altro che indebolirne una a vantaggio dell’altra. Tanto è reso possibile dalla disapplicazione delle regole che dovrebbero guidare il regolare evolversi del processo e che sono state una dura conquista degli stati moderni e il risultato dell’evoluzione del pensiero culturale giuridico.


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